Allergie alimentari: definizione, sintomi e terapia

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Allergie alimentari: definizione, sintomi e terapia

02-10-2013 - scritto da Prof. Domenico Schiavino

Esistono diverse manifestazioni dell'allergia alimentare

Allergie alimentari: tra diagnosi e sintomatologia

Allergie alimentari: definizione, sintomi e terapia Le reazioni avverse ad alimenti si possono distinguere in tossiche e da ipersensibilità; queste ultime, campo di interesse dello specialista allergologo, possono a loro volta essere suddivise in:

ALLERGIE (sono reazioni immunomediate);
INTOLLERANZE (sono coinvolti diversi meccanismi ma non quello immunologico).

La maggior parte delle reazioni da ipersensibilità sono da intolleranza mentre l’allergia ha un’incidenza del 6-8% in età pediatrica e lo 0,5-1% in età adulta.

Qualsiasi alimento può essere responsabile di un’allergia alimentare; quelli più frequentemente coinvolti sono riportati nell'elenco sottostante.

Alimenti coinvolti (in ordine di frequenza)
• LATTE soprattutto nei bambini
• UOVA soprattutto nei bambini
• GRUPPO NOCI E SEMI (arachidi, noci, nocciole, etc..)soprattutto negli adulti
• Pesce e Crostacei (e anisakis, loro parassita)
• Frutta (mela, pesca, arancia, etc.)
• Legumi (fagioli, lenticchie, etc.)
• Cereali (frumento, mais, etc.)
• Verdure (insalata, lattuga, etc.)

Le reazioni allergiche insorgono generalmente entro pochi minuti dall’ingestione dell’alimento e possono essere inquadrabili nei quadri clinici sottoelencati.

Principali manifestazioni dell’allergia alimentare
MANIFESTAZIONI CUTANEE: sindrome orticaria – angioedema o eruzioni eritematose pruriginose

SINDROME ALLERGICA ORALE: da rigonfiamento (angioedema) delle labbra, della lingua, del palato e talvolta della glottide (che può anche essere mortale) associato a fatti flogistici della cavità orale

MANFESTAZIONI RESPIRATORIE: rinite, congiuntivite, asma

MANIFESTAZIONI GASTROINTESTINALI: nausea, vomito, dolori addominali, diarrea

MANIFESTAZIONI SISTEMICHE: shock anafilattico (può mettere a repentaglio la vita del paziente)

La diagnosi di allergia alimentare può essere posta solo dopo un preciso iter diagnostico:
• una accurata raccolta della storia e l’esame obiettivo;
• i test cutanei (prick test e prick by prick);
• il RAST;
• le diete di esclusione;
• il test di provocazione orale eseguito con l’alimento incriminato (quest’ultimo test va eseguito in ambiente ospedaliero, da personale medico esperto, per la possibilità che si verifichino reazioni anche gravi).

La terapia dell’allergia alimentare prevede innanzitutto l’esclusione dalla dieta dell’alimento verso cui il paziente è allergico.

L’eliminazione dalla dieta dell’alimento verso cui il paziente è allergico rappresenta il primo provvedimento per prevenire l’insorgenza di ulteriori reazioni. Tuttavia tale strategia non è sempre praticabile in quanto l’alimento può essere un componente essenziale della dieta oppure perché lo si può trovare in piccole quantità, peraltro spesso non segnalate in altri cibi.

La terapia farmacologica è utile in fase acuta e prevede l’uso di antistaminici, cortisonici ed eventualmente adrenalina; l’uso, a scopo profilattico, di antistaminici e stabilizzanti di membrana quali il sodio dicromoglicato, non risulta risolutivo nei casi di vera allergia.

Di particolare interesse risulta essere la terapia desensibilizzante specifica per via orale, che si effettua somministrando dosi crescenti dell’alimento verso cui il paziente è allergico, secondo schemi standardizzati, fino a raggiungere la tolleranza di una quantità pari ad un introito medio giornaliero. Presso il nostro Servizio l’allergia alimentare viene trattata da molti anni con la desensibilizzazione specifica per via orale. Questo è l’unico trattamento che permette di guarire l’allergia alimentare. Tale trattamento va effettuato sotto il controllo di personale esperto, in grado di gestire eventuali reazioni avverse.

Le intolleranze alimentari sono caratterizzate dalla negatività dell’esame allergologico e possono essere causate da un deficit enzimatico (ad esempio l’intolleranza al lattosio o il favismo), da una contaminazione batterica del tenue, da un rallentato transito intestinale o il meccanismo patogenetico può rimanere sconosciuto.

I disturbi lamentati dal paziente sono i più vari, anche se prevalentemente a carico della cute e del tratto gastroenterico (difficoltà a digerire, nausea, vomito, dolori addominali, diarrea).

La diagnosi di intolleranza alimentare è essenzialmente una diagnosi di esclusione. Non vi sono tutt’oggi mezzi diagnostici sicuri e scientificamente provati per la diagnosi di intolleranza alimentare, ad eccezione delle intolleranze da deficit enzimatico (breath test al lattosio nel caso dell’intolleranza al lattosio, dosaggio della glucosio-6-fosfato deidrogenasi nel favismo).

L’unica strada perseguibile è quella di effettuare delle diete povere di alimenti allergizzanti per individuare gli alimenti cui si può essere intolleranti.

Una volta dimostrata con certezza la responsabilità di un alimento è possibile, anche nei casi di intolleranza alimentare, procedere ad un trattamento desensibilizzante specifico di fronte a disturbi severi causati dall’ingestione dell’alimento stesso.

Nel caso dell’intolleranza la lattosio è possibile somministrare delle compresse contenti l’enzima prima dell’assunzione del latte.

Profilo del medico - Prof. Domenico Schiavino

Nome:
DOMENICO SCHIAVINO
Comune:
ROMA
Contatti/Profili social:


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