Allergie alimentari: occhio agli allergeni occulti

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Allergie alimentari: occhio agli allergeni occulti

20-07-2016 - scritto da Paola Perria

Molti prodotti industriali confezionati contengono tracce di allergeni occulti, cioè sostanze in grado di scatenare reazioni allergiche.

Leggere bene le etichette dei cibi può salvarci da una crisi allergica.

Colla di pesce, lattosio, glutine, anidride solforosa, caseina, frutta secca in guscio… Sono tante le sostanze alimentari, gli eccipienti e gi aromi che nei cibi industriali confezionati vengono utilizzati per migliorare il gusto del prodotto o per permetterne una conservazione a lungo termine. Peccato che chi soffre di allergie alimentari, soprattutto se crociate, ovvero che prevedono un’avversione del sistema immunitario nei confronti di alimenti diversi, rischi grosso anche per colpa di questi allergeni occulti.

Il problema è legato soprattutto alla non chiarezza nella presentazione degli ingredienti nell’etichettatura del prodotto, laddove si trovino legende ambigue (ad esempio cosa si intende sotto la dicitura “spezie ad aromi”, quali sono nello specifico?), oppure scritte in lingue straniere nei prodotti non confezionati in Italia, o ancora a causa di omissioni e sviste.

Infatti può anche capitare che nelle etichette con le indicazioni nutrizionali del prodotto alcune sostanze vengano omesse, e ciò accade in misura rilevante anche nelle bevande.

 

 

Cosa prevede la legge riguardo agli allergeni occulti

Consideriamo che la normativa vigente in Europa sta cercando di venire incontro alle esigenze dei tanti consumatori alle prese con allergie alimentari.

Se, infatti, prima del 2003 vigeva la regola del 25%, che prevedeva l’obbligo per le ditte di segnalare solo quegli ingredienti che appunto superassero, in concentrazione, quella percentuale, le nuove direttive impongono la segnalazione di tutti gli ingredienti, anche se presenti in minime tracce, potenzialmente allergizzanti.

 

 

Tuttavia, a questa lista mancano ancora alcuni ingredienti che sono ugualmente in grado di creare dei problemi ai soggetti allergici, tra cui:

  • I cereali utilizzati nella distillazione di birre e liquori
  • La gelatina di pesce
  • I toco-feroli e fito-steroli derivanti dalla soia
  • E molti altri

 

La direzione è però quella di allargare l’obbligo di indicazione anche a tutti questi ingredienti e additivi.

L’eventuale contaminazione con allergeni in fase di trasformazione o imballaggio delle merci è poi un altro problema che si sta cercando di risolvere dichiarando nell’etichetta anche le possibilità di questo tipo di “interferenza”, ed ecco il perché in molti prodotti confezionati troviamo la dicitura “possibili tracce di… “.

 

Cosa può fare il consumatore allergico

Chi soffre di allergie alimentari e non è del tutto sicuro della merce che ha acquistato, nonostante le etichette, può telefonare alla ditta produttrice e richiedere ulteriori delucidazioni: ricordiamo che ogni azienda alimentare è fornita di numero verde ed è tenuta a rispondere ad ogni dubbio del consumatore. A tal proposito, molti quesiti sono proprio relativi al pericolo di reazione allergica determinato da allergeni presenti anche solo in percentuali apparentemente trascurabili. Oppure può scegliere dove fare la spesa mirando a quei prodotti che siano senza dubbio privi di allergeni nocivi e che non ne contengano neppure in minime quantità. 

 

Qual è la soglia minima critica? 

Purtroppo non esiste una risposta univoca, dal momento che la reattività a certi allergeni alimentari è individuale e ogni soggetto reagisce diversamente. La prevenzione rimane, naturalmente, la soluzione ottimale, e dobbiamo dire che anche la normativa vigente soprattutto in zona UE e Stati Uniti si sta muovendo nella direzione giusta, ovvero quella della assoluta trasparenza.

Il consiglio resta quello di non fidarsi comunque mai troppo, e se non siamo del tutto sicuri di ciò che può essere presente in un prodotto, o chiediamo ulteriori informazioni, oppure… lo lasciamo sullo scaffale e optiamo per qualcos’altro.

 

Foto | via Pinterest

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A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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