Cenni storici sulla nascita del sistema ospedaliero

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Cenni storici sulla nascita del sistema ospedaliero

28-09-2008 - scritto da monica_balestrero

Ospedale e Medioevo sembrano dei termini incompatibili, ma non è così

Le organizzazioni assistenziali del periodo medievale

Gli hospitium, le domus hospitalis, gli xenodochia, noti prima del tredicesimo secolo, sono in genere soltanto dei rifugi per gli stranieri (hospites, xenoi), i viaggiatori, i pellegrini e i poveri girovaghi che erano molto numerosi nel Medioevo. I malati venivano curati a casa, secondo le parole di Gesù “Ero malato e mi avete visitato” (Mt. 25, 36).
Il nome latino hospitale deriva da hospes (ospite), dunque in origine il significato di ospedale coincideva con quello di albergo. Il termine ospedale o ospitale è poi rimasto nelle lingue europee: in francese hôpital, in inglese hospital e in spagnolo hospital. Il carattere religioso originario delle fondazioni ospedaliere si mantiene in alcuni vocaboli come God’s house in inglese, Maison – Dieu o Hôtel- Dieu in francese: queste denominazioni indicavano l’ospedale come una casa posta sotto la protezione di Dio.
L’assistenza sanitaria veniva offerta presso i conventi, dove il luogo della degenza era denominato infirmitorium da cui il nostro infermeria, l’inglese infirmary e il francese infirmerie.
Al tempo delle crociate furono chiamati hospitia in Terra Santa quei luoghi curati dagli Ospitalieri di S.Giovanni e dall’ordine teutonico che avevano il duplice scopo di ricevere e ospitare i pellegrini e quello di fornire cure mediche ai malati.
Gli ospedali altomedievali erano soprattutto istituzioni religiose che fornivano rifugio ai malati e ai bisognosi e avevano come scopo la cura dell’anima; la salute del corpo veniva in second’ordine e si traduceva in semplice assistenza.
Durante il Medioevo nasce il concetto di hospitalitas, che prevedeva l’accoglienza, l’assistenza e l’ospitalità per i malati: con il Concilio di Orléans (571), monaci e religiosi organizzarono ospizi lungo gli itinerari di pellegrinaggio, presso le chiese e i monasteri. In questo modo si formò una rete ospitaliera che attraversava l’intera Europa. Nel Medioevo il concetto di infirmus (malato) era considerato in stretto rapporto a quello di pauper; (addirittura questi due vocaboli venivano spesso pronunciati insieme, pauperes infirmi, in modo da risultare uno l’attributo dell’altro). Con tali termini veniva dunque indicata una sola categoria di persone, potremmo addirittura dire un'unica classe sociale, senza distinzione tra indigenza economica, infermità e invalidità: storpi e vagabondi, ciechi, mendicanti, folli, pezzenti, vecchi e bambini facevano tutti parte di un unico status sociale.
Gli edifici adibiti all’hospitalitas erano dotati di un infirmarium, con una prima sala denominata cubiculum valde infirmorum che serviva per la degenza dei malati gravi, una stanza per clisteri e salassi ed un locale con un armarium, che potevafungere da piccola biblioteca o come farmacia, e un giardino per la coltivazione di piante medicinali. In questi luoghi venivano ospitati non solo i pellegrini in viaggio, ma anche i bambini senza famiglia e i vecchi senza risorse, nonché gli infermi. I pazienti degli hospitalia venivano curati ed assistiti dai monaci delle congreghe, che utilizzavano per le terapie soprattutto le erbe, secondo la tradizione antica. Il numero dei ricoverati era di solito fisso ed il paziente, una volta accolto, rimaneva nell’ospedale fino alla morte: il ricovero temporaneo era, infatti, sconosciuto.
Le considerazioni fatte sugli ospedali d’epoca medievale, consentono di individuarne tre tipi principali:

1. l’ospizio per viandanti;
2. l’ospedale per malati cronici e lebbrosi, nonché per i poveri;
3. l’ospedale all’interno di una comunità religiosa e cioè l’infermeria.

Fu nel periodo tra il 1200 e il 1500 che vennero istituiti i primi ospedali in senso moderno, sull’impulso di un grande fervore religioso che portò alla fondazione e alla diffusione di ordini dediti alla preghiera, alla vita comunitaria e impegnati nell’accoglienza e nella assistenza del prossimo bisognoso. Nello stesso periodo anche il mondo dei laici manifesta la sua attenzione al prossimo, mediante lasciti e donazioni in favore dell’erezione di strutture per l’accoglienza di vagabondi malati e forestieri, secondo il precetto evangelico.
Passando dall’alto Medioevo al basso, si riscontrano numerose variazioni dei principi su cui si basavano gli ospedali; infatti, mentre prima il concetto di misericordia era fondamentalmente una manifestazione del prestigio sociale dei ricchi, la nuova carità era una forma di redenzione dei peccati da parte dei nuovi potenti.
L’ospedale bassomedioevale restava un ospizio polivalente destinato alla cura dei poveri, degli orfani, dei vecchi e dei malati, ma venne abbandonata l’idea della sistemazione dei ricoverati in diretta comunicazione con una chiesa, e la costruzione ospedaliera perse sempre più il suo stile sacrale per acquisire forme profane. Risultato di questa tendenza è l’”ospedale civile”.
Tra le prime fondazioni ospedaliere ricordiamo quelle toscane: a Siena l’Ospedale di Santa Maria della Scala (1090), a Pistoia l’Ospedale del Ceppo (1271) ed a Firenze l’Ospedale di Santa Maria Nuova (1288).


References
BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA
Monica Balestrero, La Dieta nel Medioevo italico, Aracne editore, Roma 2006.
Storia medievale dai castelli ai monstra - Mondi medievali: Storia medievale dai castelli ai monstra - Mondi medievali
Categorie correlate:

Hobby, tempo libero, società


Profilo del medico - monica_balestrero

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Monica Balestrero
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