Citomegalovirus in gravidanza, conseguenze per il bambino

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Citomegalovirus in gravidanza, conseguenze per il bambino

21-03-2013 - scritto da Cinzia Iannaccio

Il citomegalovirus se contratto in gravidanza può essere molto pericoloso per il feto

I pericoli derivanti dalla contrazione del citomegalovirus in gravidanza

Citomegalovirus in gravidanza, conseguenze per il bambino Il citomegalovirus fa parte della famiglia degli herpes virus, come la varicella, e contrarlo in gravidanza può essere molto pericoloso per il bambinoche si porta in grembo, anche se in altre condizioni è assolutamente innocuo. Il rischio è che il piccolo sviluppi la malattia congenita da citomegalovirus. Questo pericolo non sembra essere particolarmente correlato all’epoca della gestazione (primo, secondo o ultimo trimestre) in cui avviene il contagio, anche se si ipotizza che in caso di malattia, questa possa essere più grave se trasmessa al feto durante i primi tre mesi di gravidanza.

In medicina l’infezione da citomegalovirus (CMV) viene considerata primaria quando la futura mamma si infetta per la prima volta e secondaria, quando invece aveva già contratto il virus prima della gravidanza ed in seguito ad un abbassamento delle difese immunitarie, questo, latente, si è riattivato. Tale specifica è importante perché il rischio di trasmissione al feto del virus nella prima forma è molto più probabile (tra il 30 ed il 40% dei casi), mentre è minimo in caso di infezione secondaria (0,5-2%).

Ma quali sono le conseguenze di questo contagio? In cosa consiste effettivamente la malattia congenita da CMV? Quali i sintomi? Da una parte mi preme rassicurare tutte le future mamme circa questa comunissima infezione, mentre dall’altra è necessario ricordare quanto il rischio sia alto, seppur rarissimo e dunque sia fondamentale una certa attenzione al riguardo.

Per la donna non ci sono pericoli: il virus nella maggior parte dei casi non dà sintomi. Laddove questi esistono sono lievi, si sviluppano dopo 3-12 settimane dal contagio e consistono infebbre, ghiandole ingrossate e stanchezza generalizzata. Per ciò che riguarda i bambini contagiati durante la gravidanza, l’85/90% è asintomatico alla nascita. Di questi un 10% svilupperà nel giro di qualche anno delle complicanze: soprattutto disturbi all’udito e alla vista più o meno gravi.

Per il restante 10-15% dei bambini che nascono con sintomi, questi possono essere temporanei o permanenti. I primi sono in genere caratterizzati da scarso peso, convulsioni, macchie rosse sulla pelle, ittero, problemi al fegato, ai polmoni e/o alla milza. Tra i sintomi permanenti invece troviamo gravi disabilità: sordità, cecità, ritardo mentale, difficoltà di coordinazione dei movimenti, convulsioni, decesso. Questi disturbi in genere sono evidenti da subito.

Dunque? Le conseguenze di un’infezione da citomegalovirus in gravidanza riguardano pochissimi bambini, ma sono comunque molto serie. E’ per tale motivo che è particolarmente importante prestare attenzione all’igiene (il virus si trasmette con il contatto attraverso i fluidi corporei: urine, saliva, sangue, muco, sperma, latte materno), lavandosi spesso le mani. Non esistono vaccini.

E se il contagio avviene al momento della nascita? Gli esperti rassicurano: in questi casi, come pure durante l’allattamento al seno le complicanze e i sintomi sono ancora più rari, anzi i benefici del latte materno superano di gran lunga i rischi di infezione. Per il resto una terapia durante la gestazione è possibile e per ogni dubbio è il caso di rivolgersi al proprio ginecologo.


Fonte: American Pregnancy.org
Foto: Bethykae per Flickr


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