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COME FUNZIONA LA VISIONE 3D?

COME FUNZIONA LA VISIONE 3D?

07-09-2017 - scritto da Paola P.

La visione 3D è un inganno percettivo che coinvolge il cervello e fa lavorare gli occhi in modo innaturale, causando un affaticamento che minaccia il benessere dei nostri occhi.

La visione 3D è sconsigliata nei soggetti con meno di 6 anni di età.

COME FUNZIONA LA VISIONE 3D?

La visione 3D, detta anche stereoscopia, ci fa pensare subito alla magia del cinema. Indossando gli speciali occhiali tridimensionali abbiamo la possibilità di immergerci in una realtà fantastica percependola come reale perché possiamo quasi toccarla!

LA STORIA DELLA VISIONE 3D

Come è possibile che un’”illusione” ottica sia così perfetta da non sembrare tale? La grande sfida del 3D inizia in realtà già negli anni ‘20, ma il vero boom ottenuto grazie al moltiplicarsi delle tecniche sperimentali su larga scala avviene negli anni cinquanta, non a caso definita l’età dell’oro della stereoscopia.  Nel cinema è proprio tra il 1952 e il 1958 che si producono la buona parte delle pellicole 3D più celebri, soprattutto appartenenti al filone fantascientifico, al genere horror e al cinema di avventura.

In quegli anni la visione in 3D si otteneva indossando scomodi occhialini di cartone con lenti colorate, una rossa e una blu, spesso in dotazione anche con i fumetti per poterli leggere avendo la sensazione che le immagini stampate saltassero fuori dalla carta, un po’ come accade nei libri pop-up. Per ottenere la visione 3D al cinema, si proiettavano due pellicole in contemporanea, che dovevano risultare in sincronia per evitare problemi tecnici, mentre le riprese venivano effettuate con cineprese munite di filtri polarizzati. Una visione binoculare più casalinga veniva ottenuta anche con strumenti oggi “vintage”, cioè diapositive montate sui dispositivi view-master che sono una specie di binocoli con cui si potevano visionare film classici o di animazione.

MA COME FUNZIONA LA VISIONE 3D?

La visione stereoscopica altro non è, alla fine, che una trovata tecnologica che riproduce la visione binoculare naturale umana. Noi percepiamo la realtà circostante in doppia copia, perché abbiamo due occhi che vedono in simultanea le stesse immagini, ma che sono separate tra di loro e perfettamente parallele. L’input visivo di ciascun occhio viene inviato al cervello, che rielabora entrambe le immagini confrontandole e sovrapponendole. È questo meccanismo che coglie la distanza e le diverse dimensioni degli oggetti e delle persone che ci circondano, che ci permette di avere una perfetta percezione della profondità. Il nostro mondo è sempre tridimensionale e non potrebbe essere altrimenti!

Il trucco della visione 3D è creare un inganno percettivo. Per produrlo occorre mostrare all’occhio due immagini analoghe in movimento che vengono proiettate alla stessa distanza. Quando esponiamo la vista a questo doppio stimolo, le immagini vengono sovrapposte e interpretate dal cervello come se fossero in rilievo e avessero la famosa terza dimensione della profondità. Ecco a voi l’illusione della tridimensionalità per una visione che tridimensionale non è! A seconda che le due immagini proiettate siano ad una distanza maggiore o minore dall’occhio umano, si avrà un effetto stereoscopico più o meno accentuato.

Affinché l’illusione di tridimensionalità sia perfetta, è però necessario che la doppia proiezione sia visionata indossando un dispositivo apposito: gli occhiali 3D a cristalli liquidi, che permettono a ciascun occhio di distinguere le due diverse immagini. Se noi osservassimo le immagini in 3D senza occhiali, infatti, le vedremmo sfocate e sdoppiate ma non avremmo l’illusione della loro tridimensionalità. Le lenti 3D attuali sfruttano la luce polarizzata, dotata di una direzione alternata orizzontale o verticale che viene percepita diversamente da ciascun occhio e che ricrea l’effetto di profondità.

VISIONE 3D? SÌ, MA CON CAUTELA!

Naturalmente approfittare della tecnologia stereoscopica per l’intrattenimento è divertente, ma non fatelo troppo spesso. Il cervello, durante la visione 3D, lavora contro natura perché deve attribuire una dimensione nello spazio ad un oggetto avvertito solo dalla vista e non dagli altri sensi. L’occhio, poi, va incontro ad affaticamento da visione 3D perché questo tipo di visione costringe l’organo a funzionare in modo innaturale. Mentre, normalmente, l’occhio converge quando un oggetto s’avvicina a noi e, contemporaneamente, lo mette a fuoco, davanti ad una immagine 3D la convergenza rimane bloccata perché in realtà non c’è nessun oggetto che si sta avvicinando e la messa a fuoco continua a lavorare, creando un forte stress.

Per questo motivo, il 31 luglio 2013 il Ministero della Salute ha emesso una circolare in cui ha imposto ai produttori dei dispositivi per la visione 3D di inserire alcune frasi di avvertenza sui loro possibili effetti collaterali. La maggior parte delle avvertenze si riferisce ai bambini, dove l’uso è sconsigliato fino ai 6 anni di età, e alla durata di utilizzo che per gli spettatori dai 6 anni in su non deve superare la durata di un film. La circolare, inoltre, riporta che:

  • l’utilizzo di occhiali 3D deve essere limitato esclusivamente alla visione dei contenuti in 3D
  • le modalità per effettuare un’idonea e periodica pulizia ed eventuale disinfezione in caso di particolari evenienze-infezioni oculari, infestazioni del capo, uso promiscuo, etc. Laddove la disinfezione degli occhiali non sia possibile in quanto potrebbe compromettere la funzionalità degli occhiali 3D, va comunicato al consumatore che in presenza di tali evenienze-infezioni è controindicato l’utilizzo degli occhiali 3D da parte del soggetto interessato fino alla scomparsa delle suddette circostanze
  • gli occhiali 3D devono essere tenuti fuori dalla portata dei bambini qualora vi sia la presenza di piccole parti mobili ingeribili
  • gli occhiali 3D devono essere utilizzati contestualmente agli strumenti correttivi della visione nel caso il consumatore sia portatore di lenti (occhiali da vista o lenti a contatto)
  • è opportuno interrompere la visione in 3D in caso di comparsa di disturbi agli occhi o di malessere generale e, nell’eventualità di una persistenza degli stessi, di consultare un medico.

Se non si può fare a meno della tecnologia, per non sentirci esclusi dal mondo “2.0”, possiamo difendere i nostri occhi dallo stress provocato dalla visione 3D attraverso l’assunzione di sostanze antiossidanti in grado aumentare le naturali difese dell’occhio. Le sostanze antiossidanti si possono assumere sia attraverso alimenti come frutta e verdura che a concentrazioni maggiori in alcuni integratori alimentari. Uno stile di vita sano abbinato all’uso di questi integratori garantiscono un’azione contro lo stress ossidativo in profondità…diremmo quasi in 3D!

È possibile consultare il testo intero della circolare sul sito del Ministero della Salute cliccando qui.

 

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A cura di Paola P.
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