Contro l’ansia (e l’intestino irritabile) prova la CBT

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Contro l’ansia (e l’intestino irritabile) prova la CBT

14-06-2021 - scritto da Paola Perria

La terapia cognitivo-comportamentale o CBT è considerata la miglior strategia per il trattamento di ogni forma di ansia e dei sintomi correlati: anche dell’irritabilità intestinale.

Percorso informativo sull'asse intestino-cervello: curare l’ansia con la CBT per curare l’intestino.

 

Nei contenuti precedenti abbiamo visto come chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile o IBS, sia spesso soggetto anche ad ansia. Questo accade perché esiste un asse intestino-cervello, regolato in gran parte dall’equilibrio tra i batteri che popolano l’intestino (microbiota), che si trasmette informazioni attraverso una fitta rete neuronale. Informazioni che possono essere positive, e quindi benefiche, oppure negative.

 

Tutti quei pensieri ossessivi che la mente formula in continuazione alimentando paure irrazionali, sono come proiettili diretti all’intestino. E così, a queste sollecitazioni moleste, la pancia risponde come può: contraendosi, accelerando i tempi di transito delle feci, gonfiandosi o diventando dura e tesa, rallentando oltremisura il processo digestivo. Con l'aggravante che l'intestino possiede una memoria molto attenta: basta uno stimolo conosciuto, anche inconsapevole, per innescare reazioni fisiche. Allo stesso modo accade anche il contrario: l’intestino manda segnali negativi e il cervello risponde esacerbando paure, pensieri drammatici e forti stati di stress.

 

Per ripristinare un dialogo sano tra i due cervelli (il sistema nervoso centrale e quello enterico), è bene affrontare non solo le condizioni di squilibrio dell’ecosistema batterico intestinale spesso alla base dell’IBS, ma anche imparare a gestire l’ansia. Come? Oggi vogliamo parlarti di un tipo di terapia senza farmaci, che è piuttosto un percorso di autodisciplina, chiamato terapia cognitivo-comportamentale.

 


 

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Diarrea, dolore addominale, gonfiore?

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Cos’è la terapia cognitivo-comportamentale?

La terapia cognitivo-comportamentale o CBT è un metodo ormai più che collaudato e scientificamente validato che, attraverso una serie di strumenti, aiuta a:

  • Gestire l’ansia con comportamenti adeguati alle diverse circostanze della vita quotidiana
  • Rilassarsi nelle situazioni problematiche distogliendo la mente delle sue ossessioni catastrofiche per riportarla al momento presente

 

Come vedi, si tratta di una strategia combinata che “lavora” sulla psiche partendo, però, dai comportamenti di ogni giorno.

 

Ti chiediamo, in tutta onestà, di rispondere ad una semplice domanda:

Di solito cerchi di evitare tutti i contesti in cui sai che potresti avere problemi intestinali?

 

Se ti succede proprio questo, allora la CBT è la riposta al tuo tipo di ansia. Non puoi pretendere di risolvere la sindrome dell’intestino irritabile con la strategia dell’evitamento, perché è un po’ come lo struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. Dovrai, al contrario, riprendere pian piano confidenza con la vita, in tutti i suoi aspetti, anche quelli che oggi ti bloccano. Perché solo in questo modo potrai riportare il sereno nella pancia, tranquillizzando, per prima cosa, la mente.

 

Terapia cognitivo-comportamentale: le fasi della terapia

1) La CBT è un processo che si sviluppa in fasi e che parte dalla psico-educazione. Grazie alla guida di un terapista, apprenderai cosa sono le fobie, che tipo di ansia manifesti e con quali sintomi specifici. Ti verrà insegnato a ridimensionare le paure relative al tuo stato di salute e a riconoscere e osservare con distacco i segnali premonitori di un attacco di ansia. Comprenderai le dinamiche che si celano dietro le risposte della mente, ma soprattutto, imparerai a capire che si tratta di meccanismi di difesa che il cervello mette in atto quando si sente in pericolo. E proprio perché si tratta di un eccesso di prudenza, arriverai al punto in cui saprai riconoscere quando è davvero il caso di allontanarti da una situazione, e quando, invece, è il caso di… “buttarti”!

 

2) Ristrutturazione. Se durante la fase conoscitiva hai portato alla luce i “click” che scatenano la tua ansia e sintomi correlati (come un attacco di diarrea, ad esempio), ora ti verranno forniti gli strumenti per disattivarli. Strumenti mentali e pratici, che ti permetteranno di intercettare i pensieri tossici, quelli che ti fanno stare male, e neutralizzarli con esercizi di respirazione diaframmatica, storytelling, visualizzazione e tanti altri.

 

3) Decatastrofizzazione. Chi è ansioso tende a vedere tragedie dietro ogni angolo, e con questa tecnica imparerai a sdrammatizzare proprio ciò che temi. Il terapista ti porrà tutte le domande più scomode che riesci ad immaginare. Ovvero: cosa succederebbe nella peggiore delle ipotesi possibili formulata dalla tua mente nelle situazioni che la tua ansia ti suggerisce? Alla fine di ogni seduta, ti accorgerai di immaginare scenari sempre meno spaventosi, e sempre più gestibili.

 

4) Esposizione. Qualunque sia la tua fobia, il tuo disagio, il tuo blocco, è lì che devi andare: alle circostanze che hai paura di affrontare. E, con tutto il bagaglio delle tecniche comportamentali e mentali che nel frattempo avrai appreso grazie agli esercizi suggeriti dal tuo terapeuta, ora saprai come affrontarli.

 

Cosa ne pensi? Ritieni che valga la pena di tentare? La CBT è adatta a te se:

  • Non ne puoi più di vivere con il freno a mano tirato e di trovare scuse per non goderti le cose belle della vita, nel timore costante che si trasformino in drammi
  • Il tuo intestino ti sta chiedendo aiuto
  • Il tuo cervello ha voglia di spegnere quel nastro registrato di pensieri cupi che trasmette di continuo

 

A proposito di tecniche e di esercizi utili a rompere lo schema ripetitivo della tua mente e aiutarti a ritrovare e mantenere una condizione di equilibrio, la CBT punta molto sulla respirazione. Ma una respirazione sorvegliata e consapevole. Ti spieghiamo tutto la prossima volta!

 

Scopri tutti i contenuti del percorso informativo sull'asse intestino-cervello.



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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