CORNEA ARTIFICIALE

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CORNEA ARTIFICIALE

09-05-2011 - scritto da siravoduilio

CORNEA ARTIFICIALE

Il progetto CORNEA è arrivato al traguardo. Una cornea completamente artificiale e perfettamente funzionante potrà presto consentire ai ciechi di vedere di nuovo ed eviterà ai pazienti le complicazioni del trapianto tradizionale ora in uso.




Un gruppo di piccole e medie imprese si è riunito insieme a vari istituti di ricerca pubblici per costruire una cornea protesica perfetta e high-tech. Il progetto è stato finanziato con ben 1,78 milioni di euro dall'Unione Europea.
Ci sono voluti 3 anni di sviluppo, insieme alle competenze di 12 team di ricerca europei, per ottenere le giuste proprietà fisiche, chimiche e biologiche.
In primo luogo, il materiale si deve innestare in modo saldo all'occhio; deve costituire una buona base sulla quale possa crescere il circostante tessuto dell'occhio. Ma non deve crescere tessuto al centro della protesi, altrimenti il paziente non potrà vedere. In secondo luogo, la parte più interna della cornea deve rimanere completamente libera, mentre la parte esterna della protesi deve essere liscia e deve potersi bagnare con le lacrime, in modo che la palpebra possa scivolarvi sopra con facilità.
Per ottenere tutte queste caratteristiche, il consorzio CORNEA ha usato un polimero e ha testato diversi tipi di rivestimenti. In particolare, hanno scelto una speciale proteina - un fattore di crescita che le cellule del tessuto oculare naturale possono rilevare e riconoscere. Messe in moto da questo fattore di crescita, le cellule cominciano a crescere sulla superficie dei bordi della protesi, proprio come è necessario. I team hanno inoltre sviluppato metodi specifici per la sterilizzazione e hanno testato l'impianto, sia in vitro (su colture di cellule di tessuti dissezionati di maiali) che su conigli di laboratorio vivi.
Coordinato dall'Istituto Fraunhofer di ricerca applicata sui polimeri, Postdam, Germania, e con la partecipazione di esperti provenienti da Germania, Francia, Paesi Bassi e Polonia, il progetto CORNEA ha ottenuto il suo scopo grazie al know-how offerto. Le PMI hanno contribuito con le risorse tecniche e di sviluppo, nonché con la capacità di produzione e soprattutto con l'accesso al mercato. La PMI IOI, con sede nel Regno Unito, ha apportato al progetto il suo innovativo disegno brevettato di cheratoprotesi "flexicornea". La cornea artificiale è basata su questo disegno. Il gruppo tedesco CORONIS, insieme all'Istituto Fraunhofer, ha sviluppato e testato un polimero ottico flessibile e idrofobico che imita la cornea umana. Inoltre, due PMI tedesche hanno sviluppato la tecnologia di produzione meccanica (Schmidt) mentre la Rhine Tec ha adattato il suo analizzatore di cellule e commercializzerà questo strumento. L'impianto di cornea è stato adesso approvato come un dispositivo medico personalizzato sicuro. Può essere usato su non vedenti se le altre cure non funzionano, dando ai pazienti la libertà di godersi più pienamente il mondo intorno a loro.Fonte: Cordis
Un intervento da record, è stato eseguito su di una bambina di soli 10 mesi, presso la clinica oculistica universitaria dell’ospedale San Paolo di Milano: secondo i medici si tratta della prima operazione di trapianto di cornea artificiale, in Europa.
La piccola paziente, è nata con una grave malformazione delle palpebre, era già stata sottoposta a un intervento di ricostruzione delle palpebre, quando aveva solo quattro mesi, da un’équipe dello stesso ospedale. In seguito, però, per curare una grave opacità della cornea dovuta alla sua malattia, che la rendeva quasi completamente cieca, la bimba si è dovuta risottoporre ad un intervento chirurgico per ricevere la cheratoprotesi di Boston
, cioè una cornea artificiale.
Il mio amico prof. Paolo Nucci, il chirurgo che ha coordinato il team di medici in entrambi gli interventi (nonchè nostro esperto in oculistica) ha così spiegato “E’ un risultato significativo ottenuto grazie a una strategia collaborativa che ha visto insieme con me specialisti esperti come il dottor Gonnella e il dottor Serafino, oltre a un giovane specializzando, il dottor Sacchi. E’ la dimostrazione che, se ben indirizzate, le giovani energie possono trasmettere coraggio ed entusiasmo che spesso mancano nella sanità italiana”.



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Un caro saluto
Prof.Duilio Siravo
siravo@supereva.it
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Cell.:3385710585
PROF.DOTT. DUILIO SIRAVO
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