Cosa c'è dietro all'ASMR: parola all'esperto

Cosa c'è dietro all'ASMR: parola all'esperto

09-11-2018 - scritto da Viviana Vischi

Fruscii, sussurri, suoni e gesti che innescano sensazioni di rilassamento e benessere: su YouTube è boom di video ASMR. Cerchiamo di spiegare il fenomeno.

I video ASMR spopolano su YouTube. Il perché ce lo spiega lo psicologo.

 

Torniamo a parlare di ASMR, quel fenomeno virale su YouTube (oggi il sito ospita oltre 13 milioni di video in cui suoni e sussurri la fanno da padrone) che a suon di stimoli uditivi e visivi di ogni genere sta catturando l'attenzione di studiosi e scienziati, nonché appassionando sempre più utenti in ogni parte del mondo e lanciando vere e proprie star della piattaforma di video-sharing di Google. Non ultima la rapper americana Cardi B, che di recente ha fatto un suo video ASMR e un'intervista radiofonica molto particolare in cui ha spiegato le motivazioni che l'hanno portata ad avvicinarsi a questo mondo.

 

L'ASMR è un argomento caro a ForumSalute che, per la prima volta in Italia, ha lanciato una rubrica video dedicata ai Suoni della Salute in collaborazione con alcuni tra i più importanti YouTuber (ASMR artist) del settore, come Fairy ASMR ad esempio.

 

Dopo aver spiegato cos'è l'ASMR (Autonomous Sensory Meridian Response, in italiano Risposta autonoma del meridiano sensoriale), perchè ForumSalute ha scelto di avvicinarsi a questo filone e quali sono i trigger in grado di scatenare, nelle persone predisposte, brividi che partono dal cuoio capelluto per arrivare alla schiena e che riescono a donare sensazioni di relax e benessere, oggi diamo la parola a un esperto: Marco Mozzoni, neuropsicologo e psicoterapeuta, specializzato in ipnosi clinica e direttore della rivista di neuroscienze Brainfactor

 

 

L'ASMR è un fenomeno in grande ascesa sul web. Ma è realmente possibile che certi suoni possano scatenare un senso di benessere reale? O si tratta solo di suggestione?

 

E' possibile e la suggestione non sembra spiegare il fenomeno. La ricerca in questo ambito affascinante sta ancora muovendo i primi passi, ma uno studio dell’italo-britannica Giulia Poerio e colleghi dell’Università di Sheffield ha recentemente dimostrato che i filmati ASMR, ricchi di stimoli audiovisivi come sussurri, suoni ritmici, movimenti delle mani, azioni eseguite con cura, possono indurre in alcune persone non soltanto piacevoli sensazioni soggettive, ma anche modificazioni oggettive fisiologiche misurabili, come ad esempio il rallentamento del battito cardiaco e l’aumento della conduttanza cutanea, concludendo che questa tecnica “può avere effetti terapeutici per la salute fisica e mentale” (Poerio et al., 2018).

 

Non tutti però siamo sensibili a questo tipo di stimolazioni e sembra che chi lo sia abbia una particolare attività cerebrale rispetto al resto della popolazione. I ricercatori canadesi dell’Università di Winnipeg hanno indagato i substrati neurali di un campione di soggetti naturalmente predisposti scoprendo infatti differenze statistiche significative a livello del cosiddetto Default Mode Network, una rete estesa di neuroni che si attiva di più quando, in stato di veglia rilassata, spostiamo il fuoco di interesse dal mondo esterno al nostro “mondo interno”, sciogliendo le briglie dell’immaginazione o pensando al passato e al futuro (Smith et al., 2015).

 

Del resto anche chi lavora con l’ipnosi, su cui ho appena pubblicato un libro di sintesi di tanti anni di ricerca e pratica clinica (M. Mozzoni, “Ipnosi in pillole”, 2018), usa soltanto la voce per indurre modificazioni corporee fisiologiche misurabili, terapeuticamente orientate. E' noto da tempo che la suggestione e l’effetto placebo non c’entrano nulla con l’ipnosi, per cui non è sbagliato ipotizzare che anche altre tecniche prevalentemente “audio” possano agire in modo simile.

 

 

Quali meccanismi psicologici si innescano dietro al bisogno/piacere di vivere un’esperienza virtuale di rilassamento indotta da un video su YouTube?

 

Le dinamiche sono le più varie, dal prendersi semplicemente una pausa dalla frenesia delle attività quotidiane alla ricerca di soluzioni a buon mercato per problemi complessi e importanti come l’insonnia, l’ansia, i disturbi alimentari o smettere di fumare ad esempio. YouTube offre un’infinità di stimoli immediatamente accessibili per esperienze liberatorie di questo tipo, a cui molti si affidano in cerca di un palliativo che possa almeno alleggerire la pesantezza del vivere in un momento di generale difficoltà.

 

In un recente studio, i ricercatori dell’Università canadese di Winnipeg hanno scoperto che le persone particolarmente sensibili all’effetto ASMR avrebbero dei tratti di personalità caratteristici, come ad esempio una maggiore “apertura all’esperienza”, secondo la classificazione del famoso test di personalità Big Five (Fredborg et al., 2017).

 

Ad ogni modo, alcune persone sono consapevoli che le soluzioni preconfezionate a disposizione su internet non risolvono i problemi e su YouTube cercano semplici momenti di ricreazione o spunti da elaborarsi meglio in altre sedi, altri invece, nutrendo speranze oltre misura rischiano di avere un’ennesima conferma negativa che rinforza la loro frustrazione.

 

Un consiglio che è sempre utile dare, indipendentemente dalla motivazione o bisogno sottostante, è quello di verificare ogni volta chi è l’autore del filmato, il suo curriculum, la sua esperienza clinica, diffidando da chi non ha le carte in regola. Non è facile, trattandosi di un metodo di cui ancora si stanno studiando gli elementi distintivi. Ma la regola fondamentale è che chi vanta effetti terapeutici di qualsiasi tipo, di base deve essere un clinico abilitato, cioè, per quel che ci riguarda, un medico o uno psicologo. Nel dubbio, è sempre meglio rivolgersi in prima battuta a un professionista.

 

 

Per molti guardare il nuovo video ASMR dello YouTuber preferito è come “affidarsi alle sue cure” per ottenere in cambio rilassamento, gratificazione, piacere fisico e psicologico. Lo YouTuber diventa così una sorta di psicologo virtuale? E’ forse perché dietro c’è quell’umanità, quell’empatia che tutti noi cerchiamo nel prossimo, ma troppo spesso non troviamo?

 

Andiamoci piano… Un conto è trovare piacevole e rilassante un filmato di YouTube, un altro “affidarsi alle cure”, per la qual cosa le figure di riferimento restano – come dicevamo – i medici e gli psicologi abilitati. E' vero che studi recenti sembrano dimostrare “effetti dell’ASMR sui sintomi della depressione e del dolore cronico” (Barratt et al., 2015), ad esempio, ma queste condizioni, è bene ricordarlo, possono essere trattate soltanto da specialisti con esperienza clinica in ambito sanitario, che possono utilizzare o meno le nuove metodologie disponibili o le tecniche alla moda.

 

Diversamente, si rischia di mandare messaggi sbagliati a persone già fragili a causa delle loro condizioni mediche e psicologiche, col rischio di peggiorarne la sofferenza o di negare loro la possibilità reale di una cura. E' comunque impossibile pensare che dei filmati, per quanto coinvolgenti, possano costituire una “sorta di psicologo virtuale”, per il semplice motivo che tu puoi ascoltare e sforzarti di seguire una registrazione, ma la registrazione non può ascoltare e seguire te, cioè viene a mancare l’elemento fondamentale di ogni terapia, ossia la relazione. Inoltre uno dovrebbe essere psicologo a tutti gli effetti prima di poterlo fare “in virtuale”. Purtroppo la rete è piena di ciarlatani e l’attuale frammentazione delle esistenze non aiuta certo la relazione autentica, tanto che ci facciamo bastare surrogati di esperienze a portata di smartphone, scivolando sempre più giù per la china della disumanizzazione.

 

 

CHI E MARCO MOZZONI

Marco Mozzoni, neuropsicologo e psicoterapeuta, è specializzato in ipnosi clinica. Già professore a contratto all’Università degli Studi di Milano-Bicocca e consulente scientifico del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dirige la rivista di neuroscienze «Brainfactor». È affiliato alla American Psychological Association, alla British Society of Clinical and Academic Hypnosis, alla Società Italiana di Neuropsicologia e alla Società Italiana di Ipnosi. Tra i suoi libri: “Alzheimer” (Franco Angeli Editore, 2010) e “Ipnosi in pillole” (Armando Editore, 2018). Svolge attività clinica tra Milano e Roma.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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