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Emicrania: come riconoscerla da un comune mal di testa

Emicrania: come riconoscerla da un comune mal di testa

06-05-2016 - scritto da Paola P.

L’emicrania è una sindrome dolorosa invalidante con sintomi e caratteristiche ben precisi, diversi da quelli del classico mal di testa.

Impariamo a distinguere l’emicrania da un "generico" mal di testa.

Quando si parla di mal di testa – uno dei disturbi più comuni e allo stesso tempo “generici” – si fa presto a usare il termine emicrania per definire il malessere. Eppure di mal di testa ne esistono tantissimi tipi, e difficilmente li sperimentiamo tutti. L'emicrania è solo uno di questi.

Il termine emicrania (che significa “metà della testa”), individua un tipo di mal di testa molto preciso, con sintomi e caratteristiche peculiari che lo rendono diverso, e pertanto distinguibile, dagli altri.

Innanzitutto cataloghiamo i più comuni tipi di mal di testa, ma che non sono emicrania.

  • Cefalea muscolo-tensiva. Si tratta in assoluto del più diffuso tipo di mal di testa, che può avere un’intensità variabile e una durata altrettanto imprevedibile (da mezzora a una settimana di fila), e spesso presentarsi fin dal riveglio al mattino. Il termine cefalea è la definizione medica per indicare, appunto, il generico mal di testa (che non sia emicrania), che ha come tratto principale quello di interessare tutto il capo o zone specifiche come la nuca o le tempie. Si presenta con sintomi come senso di oppressione (il classico “cerchio alla testa”), rigidità e, appunto, dolore generalizzato. Spesso tale malessere si associa a senso di ansia, dolori o indolenzimento muscolare
  • Cefalea a grappolo. In questo caso il mal di testa può essere confuso con l’emicrania, perché talvolta interessa solo un lato del capo, ma qui il dolore è molto più intenso e inoltre appaiono altri sintomi come congestione nasale con secrezione di muco e lacrimazione eccessiva
  • Cefalea sinusale. E’ un tipico mal di testa conseguente all’infiammazione dei seni nasali (sinusite), causato da infezioni virali o batteriche, che si manifesta con iperproduzione di muco che si accumula proprio nella cavità nasali, provocando infiammazione e dolore in tutta l’area superiore della testa

 

Veniamo, ora, alle caratteristiche dell’emicrania, che si differenzia dagli altri mal di testa innanzitutto perché interessa sempre un lato del capo, anche se poi il dolore può sembrare irradiarsi anche altrove. Ecco i sintomi tipici:

  • Nausea
  • Dolore che si origina dietro un occhio o un orecchio
  • Dolore alle tempie
  • Improvvisa visione di lampi di luce o macchie
  • Ipersensibilità a luci e rumori
  • Dolore da medio a insopportabile (in alcuni casi si rende necessario il ricovero), che impedisce lo svolgimento delle consuete attività lavorative o di studio
  • Vomito
  • Temporaneo abbassamento della vista

 

 

L’emicrania di solito non è un mal di testa occasionale, soprattutto se di severa entità tende a cronicizzarsi manifestandosi in attacchi più o meno frequenti che, pertanto, vanno trattati con approccio multiplo. Dal momento che sappiamo che esistono fattori scatenanti tra cui alcuni alimenti (formaggi e cioccolato, tra gli altri), e lo stress, è bene agire preventivamente modificando la propria dieta e soprattutto cercando di rallentare il ritmo di vita e di ritagliarsi momenti di relax ogni giorno. Meditazione, yoga ed esercizi di stretching che allevino le tensioni sono senza dubbio molto indicati, come il training autogeno che aiuta controllare le parti del corpo più soggette a sindromi dolorose.

 

Per quanto riguarda la terapia farmacologica, in genere l’emicrania viene trattata con la somministrazione di principi attivi FANS (analgesici e antinfiammatori) tra cui l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene e il paracetamolo, ma talvolta è necessario associare farmaci antiemetici per la nausea, nonché ansiolitici. Tuttavia, attenzione all’effetto rebound. Infatti è stato provato che ricorrere troppo spesso a questi medicinali (ovvero più di 10 volte in un mese), può sortire l’effetto opposto andando a scatenare ulteriori attacchi, sempre più acuti. Pertanto è bene evitare di abusarne e piuttosto agire con rimedi e terapie naturali tra cui l’agopressione e la riflessologia plantare.

Il contatto con la natura, il silenzio e l’allontanamento almeno temporaneo da fronti elettromagnetiche possono altresì contribuire a ridurre la probabilità di un attacco.

Se, però, le emicranie sono molto frequenti  e violente, è meglio evitare il fai da te e rivolgersi ad un Centro specializzato per la cura delle cefalee.

 

Fonte | Healthline.com

Foto | via Pinterest




A cura di Paola P.
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