Extrasistoli: cosa sono e quando preoccuparsi

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Extrasistoli: cosa sono e quando preoccuparsi

15-06-2016 - scritto da Paola Perria

Tachicardia e cardiopalmo sono tra i sintomi di una extrasistole, scopriamo di che problema si tratta.

Le extrasistoli sono anomalie del battito del cuore, il più delle volte benigne.

Capita a tutti di sentire il “cuore in gola”, come se il suo ritmo accelerasse all’improvviso o, al contrario, di percepire una sensazione strana di perdita di qualche battito. Quando queste anomalie del ritmo cardiaco, però, non sono occasionali ma si verificano di frequente, allora probabilmente c’è un problema, e questo problema potrebbe chiamarsi extrasistoli.

 

 

Per prima cosa vediamo le due principali tipologie di extrasistoli e qual è il loro significato:

  1. Extrasistole atriale. In questo caso, che è anche quello più benigno, l’anomalia si origina in una delle due cavità superiori del cuore (dove del resto si origina comunque il battito cardiaco), quando l’impulso elettrico induce una contrazione anticipata del muscolo cardiaco. Tuttavia questa alterazione non produce mai una accelerazione accentuata del battito tale da provocare conseguenza gravi sulla funzionalità del cuore
  2. Extrasistole ventricolare. Si verifica quando i battiti vengono anticipati a livello ventricolare (le due cavità inferiori del cuore) con delle contrazioni che precedono l'impulso atriale. In questo caso, se l’extrasistole si verifica in un cuore malato, cioè reduce da altre cardiopatie o in condizioni di insufficienza, si possono innescare episodi di aritmia pericolosi

 

Quali sono i sintomi di una extrasistole? Considerando che, in molti casi, soprattutto quando questa forma di aritmia è congenita e benigna non dà sintomi e viene scoperta per caso (se mai viene scoperta), ecco un elenco dei principali e più comuni segnali di allarme:

  • Sensazione improvvisa di avere il cuore in gola (cardiopalmo)
  • Sensazione che il cuore perda qualche battito o rallenti il ritmo
  • Percezione del proprio battito cardiaco
  • Sensazione di tonfo nel petto
  • Tosse

 

Di extrasistoli  possono soffrire individui di ogni età e non c’è differenza di genere, nel senso che un’anomalia del ritmo cardiaco può verificarsi sia negli uomini che nelle donne indistintamente.

Le extrasistoli possono essere episodiche o presentarsi in rapida sequenza, quindi avere caratteristiche precise. Ad esempio si può percepire in modo chiaro che il proprio battito cardiaco è del tutto sfasato rispetto all’ordinario.

Le extrasistoli ventricolari che si ripetono spesso (tachicardia ventricolare) possono dare origine ad altri sintomi abbastanza preoccupanti, come ad esempio vertigini e persino svenimento (sincope), quando l’aritmia impedisce un buon afflusso di sangue al cervello.

 

Quali sono le cause delle extrasistoli? Spesso si tratta di un difetto congenito, e in altri idiopatico ovvero indotto da cause sconosciute, e in questi casi il soggetto colpito dai disturbi in realtà non presenta alcuna patologia ma il suo cuore è sano ed efficiente, nonostante qualche perdita del ritmo. In altri casi, però, che sono quelli da valutare con più attenzione, proprio reiterati episodi di extrasistoli sono spia di problemi di salute a carico del cuore, o di altre aree del corpo.

 

Tra le più comuni patologie che producono alterazioni del ritmo cardiaco troviamo:

  • Carenza di magnesio e potassio
  • Cardiopatie tra cui ischemia, cuore ingrossato o scompenso cardiaco
  • Stress e ansia

 

Vediamo come si diagnosticano e si curano (se necessario) le extrasistoli. La prima cosa da fare una volta che si ha il sospetto che il proprio ritmo cardiaco non sia normale, è quello di sottoporsi ad una visita cardiologica con auscultazione del cuore e misurazione del battito nel polso, e successivamente ad esami non invasivi come l’elettrocardiogramma per individuare il tipo di extrasistoli e la zona del cuore dove si origina l’anomalia.

Se il disturbo non ha implicazioni patologiche non si deve procedere ad alcuna cura, ma, al limite, il paziente può modificare lo stile di vita per ridurre i fattori di rischio, come bere meno caffè o ridurre il proprio livello di stress.

Se il disturbo è percepito come molto fastidioso, se crea disagio o preoccupazione, allora il medico può somministrare dei farmaci antiaritmici per regolarizzare il battito.

Se, però il problema ha cause extra cardiache, allora si dovrà innanzi tutto procedere a curare la patologia d’origine, come nel caso di una tiroidite o di ulcera gastrica.

Infine, qualora fosse effettivamente appurato che le extrasistoli, specialmente se ventricolari, sono spia di un problema cardiologico più serio o se sono conseguenza di patologie conclamate come insufficienza cardiaca o scompenso, allora si dovrà valutare una cura specifica. I questi casi i farmaci antiaritmici vanno evitati perché possono aggravare la cardiopatia e aumentare il rischio di mortalità, e invece sarà necessario somministrare una terapia a base di beta-bloccanti e statine. Naturalmente la terapia va concordata e modulata con il proprio cardiologo a seconda delle condizioni generali e dell’età del paziente.

 

Foto | via Pixabay.com

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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