Fitoestrogeni e menopausa

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Fitoestrogeni e menopausa

20-07-2011 - scritto da dott_claudio

Cosa sono, dove si trovano e come agiscono

I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli.

Che cosa sono i fitoestrogeni?
I fitoestrogeni sono sostanze naturali, contenute nelle piante, che hanno un’azione simile agli estrogeni, gli ormoni femminili. I fitoestrogeni vengono anche definiti estrogeni deboli. Infatti, pur avendo una struttura chimica simile agli ormoni femminili, la loro attività biologica, ossia la loro potenza, è 1000 volte più lieve rispetto agli estrogeni prodotti dal corpo umano.
Studi epidemiologici sulla popolazione cinese e giapponese, che consuma alte dosi di fitoestrogeni, per la loro alimentazione ricca di soia, hanno dimostrato una netta riduzione del rischio di malattie cardiovascolari, di osteoporosi e di tumori, rispetto alla popolazione occidentale, che ha un’alimentazione ricca di grassi animali e proteine. I cinesi e i giapponesi emigrati negli Stati Uniti d’America, che hanno adottato la stessa alimentazione americana, nell’arco di una generazione, presentano lo stesso rischio di malattie cardiovascolari e di tumori degli americani.

Dove si trovano i fitoestrogeni?
I fitoestrogeni si dividono in tre gruppi principali:isoflavoni, lignani e cumestani.
Gli isoflavoni sono contenuti nei legumi, soia e suoi derivati (farina e latte di soia, tofu), ma anche le lenticchie, i piselli e i fagioli. Gli isoflavani sono i fitoestrogeni migliori.
I lignani sono ampiamente distribuiti nei cereali, nella frutta e nei vegetali, incluso l’olio d’oliva. I semi di lino sono i più ricchi, seguiti dai cereali quali grano, frumento, orzo, riso, segala, crusca, luppolo.
I cumestani, invece, sono contenuti nei germogli e nel foraggio.
I legumi, i cereali, la frutta, i vegetali sono solo i precursori dei fitoestrogeni, che vengono attivati nel nostro intestino grazie all’azione della flora batterica intestinale. L’assorbimento dei fitoestrogeni varia, quindi, da soggetto a soggetto e, anche nella stessa persona in relazione all’alimentazione complessiva, all’uso di antibiotici che alterano la flora batterica intestinale, alla presenza di patologie intestinali, quali colite o stipsi. Le forme biologicamente attive degli isoflavoni sono la genisteina e la daidzeina e dei lignani sono l’enterodiolo e l’enterolattone.

Come agiscono i fitoestrogeni?
I fitoestrogeni hanno due tipi di azione: simil-ormonale e non-ormonale.
L’azione di tipo simil-ormonale permette la protezione da alcuni tumori ormonodipendenti, dalle malattie cardiovascolari e dall’osteoporosi. I fitoestrogeni, infatti, si legano ai recettori degli estrogeni, cioè a quelle strutture chimiche dalle quali dipende l’innesco di processi cellulari, regolati da questi ormoni. Possono comportarsi da estrogeni deboli, ossia da agonisti, o da antiestrogeni, ossia da antagonisti, in base al tipo di recettore, alfa o beta, cui si legano.
L’azione non-ormonale consente di ridurre il rischio di alcuni tumori. I fitoestrogeni sono in grado di inibire la differenziazione e la proliferazione di cellule maligne, cioè la loro capacità di moltiplicarsi e di invadere l’organismo; inoltre impediscono la formazione di nuovi vasi sanguigni, elemento importante perché un tumore possa crescere.
Infine, i fitoestrogeni possiedono anche un’attività antiossidante, e quindi riducono i radicali liberi che accelerano i processi d'invecchiamento, e una lieve attività antiinfiammatoria e antiipertensiva.

Quali sono gli effetti favorevoli dei fitoestrogeni?
Una dimostrazione che i fitoestrogeni abbiano effetti favorevoli nelle donne in postmenopausa è principalmente epidemiologica: le donne asiatiche hanno minori vampate di calore, una dieta contenente soia può ridurre la colesterolemia e l’incidenza di tumore mammario.
I fitoestrogeni possono ridurre le vampate di calore, tipiche della menopausa. L’incidenza delle vampate è del 70-80% tra le donne europee e del 14-18% tra le donne orientali che hanno un’alimentazione ricca di soia. Alcuni studi hanno dimostrato che l’integrazione con farina di soia può ridurre le vampate del 40% in un periodo di tre mesi.
I fitoestrogeni sono in grado di ridurre l’incidenza di malattie cardiovascolari, come avviene nelle popolazioni orientali. L’azione protettiva si realizza sia sui grassi contenuti nel sangue (riduzione delle LDL-colesterolo e del colesterolo totale), sia sulla parete dei vasi arteriosi (rallentamento del processo di aterosclerosi, mediante un’azione antiossidante e una riduzione dell’aggregazione piastrinica). L’eccessivo accumularsi delle piastrine lungo la parete interna dei vasi favorisce, infatti, i microcoaguli responsabili poi dell’ostruzione arteriosa che favorisce infarti e ictus.
I fitoestrogeni possono agire in senso favorevole nella prevenzione della comparsa dell’osteoporosi.Sudi epidemiologici hanno dimostrato che le popolazioni orientali hanno una minore incidenza di osteoporosi rispetto alle occidentali.
I fitoestrogeni svolgono un importante ruolo di prevenzione nei confronti della comparsa di un tumore mammario. I dati epidemiologici mostrano come le popolazioni orientali hanno solo un decimo dei tumori mammari rispetto a quelle occidentali. Tuttavia, le orientali emigrate che abbiano adottato un'alimentazione occidentale, nel giro di una generazione hanno la stessa percentuale di cancro mammario delle donne occidentali. I fitoestrogeni sembrano essere utili anche in donne già colpite da tumore mammario. Le donne giapponesi colpite da tumore mammario hanno una prognosi migliore di quelle americane. In presenza di una alimentazione ricca di fitoestrogeni i tumori mammari sono più differenziati e quindi biologicamente meno aggressivi.
I fitoestrogeni sembrano comportare nel tempo una riduzione dell’incidenza di tumore dell’endometrio pari a 12 volte rispetto a quello delle popolazioni occidentali.

Quali sono gli effetti collaterali dei fitoestrogeni?
Fin’ora non sono stati segnalati importanti effetti collaterali da fitoestrogeni, ma non è stato effettuato quel tipo di studi quali sarebbero necessari per rilevare tali effetti.

Chi può utilizzare i fitoestrogeni?
Tutte le donne in menopausa che vogliono continuare a stare bene, ma non vogliono o non possono utilizzare le terapie ormonali classiche, possono trovare nei fitoestrogeni un trattamento alternativo.
In particolare le donne che hanno paura a utilizzare gli ormoni, perché temono il possibile rischio di tumore mammario; oppure le donne che non sopportano alcuni effetti collaterali degli ormoni, come senso di gonfiore, aumento di peso corporeo, perdite di sangue irregolari, ricomparsa di alcuni disturbi premestruali; infine le donne che presentano delle controindicazioni agli ormoni, come tumore mammario, flebotrombosi o epatiti recenti.


Dr. Claudio Paganotti
Medico-Chirurgo, Specialista in Ostetricia e Ginecologia
Istituto Clinico "Città di Brescia" - Via Gualla 15, Brescia
http://www.paganotti.it/

Profilo del medico - dott_claudio

Nome:
CLAUDIO PAGANOTTI
Comune:
BRESCIA
Professione:
Medico in casa di cura privata
Specializzazione:
Ginecologia e Ostetricia
Contatti/Profili social:
sito web


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