Gli esami del sangue per capire se i reni stanno bene

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Gli esami del sangue per capire se i reni stanno bene

16-12-2015 - scritto da Paola Perria

Non solo calcoli, sono tanti i problemi a cui possono andare incontro i reni. Ecco come capire se c'è qualcosa che non va.

Basta un prelievo del sangue per scoprire una disfunzione renale.

Gli esami del sangue per capire se i reni stanno bene

I reni sono due organi a forma di fagioli, grandi più o meno come un pugno umano, situati nella cavità addominale all’altezza del punto vita. Essi svolgono compiti importantissimi per la nostra salute e il nostro equilibrio, ma proprio come accade per il fegato, difficilmente ne percepiamo l’incessante lavoro. Attraverso i reni, infatti, viene filtrato tutto il sangue che circola nel corpo – dai 4 ai 6 litri in totale a seconda del peso corporeo – e depurato da sostanze tossiche e scorie, le quali vengono accuratamente separate dal resto del rosso fluido e trasformate in urina per essere eliminate.

Quando i reni funzionano bene, il sangue viene ripulito costantemente e non esiste un problema di intossicazione dell’organismo, ma talvolta questi piccoli organi si “inceppano” e allora si parla di insufficienza renale, un disturbo che può avere svariate cause. Accade allora che il sangue non venga depurato completamente perché la funzionalità renale appare ridotta (in in modo lieve e transitorio, o più importante e cronico, ad esempio a causa di malattie infiammatorie, formazione di cisti congenite o calcolosi). 

 

I sintomi sono inizialmente abbastanza sfumati, tanto che difficilmente ci si accorge di avere qualche problema, per poi peggiorare significativamente. Ad esempio si può verificare ritenzione idrica (con formazione di edemi a carico delle caviglie, ma anche del viso o delle mani), affaticamento del cuore e degli altri organi interni, indebolimento e malessere generalizzato.

Molto spesso, però, le malattie ai reni sono silenti, soprattutto se ad essere colpito dal problema è solo uno dei due organi “gemelli”, cosa che porta necessariamente il compagno sano a sobbarcarsi l’intera mole di lavoro.

Uno stile di vita poco sano – che includa sovrappeso e una dieta troppo ricca di grassi saturi e sale, tabagismo, sedentarietà – abuso di farmaci e alcol (mentre un consumo limitato può aiutare), il soffrire di patologie croniche come il diabete e la predisposizione familiare possono aumentare il rischio di compromissione dell’attività renale fino a dover rendere necessario il ricorso alla dialisi. Per questa ragione è molto importante monitorare la funzionalità di questi preziosi filtri attraverso alcuni semplici test ematici. Basta controllare alcuni valori per capire se i reni stanno funzionando bene oppure no.

 

Ecco quali sono gli esami di laboratorio che rivelano lo stato di salute del nostro apparato renale.

  • Creatininemia. E’ il dosaggio dei livelli di creatinina nel sangue, una sostanza presente soprattutto nei muscoli (cuore incluso) e nella ossa come fonte di energia. Queste molecole di norma vengono poi filtrate dai glomeruli renali (il reticolo di sottilissimi capillari che si trovano all’interno del rene e attraverso i quali si realizza l’azione di drenaggio del sangue) che le convogliano direttamente nelle urine.

La produzione di creatinina è costante e i valori normali sono i 0.7-1.3 mg/decilitro di sangue. Quando questi valori appaiono fuori norma possono indicare una condizione di sofferenza renale. Ad esempio livelli superiori possono essere spia di insufficienza renale acuta o cronica, ipertiroidismo, abuso di farmaci nefrotossici (tra cui comuni antinfiammatori come l’ibuprofene), ipertrofia muscolare e un’alimentazione eccessivamente ricca di carne. Valori inferiori alla norma si verificano in condizioni di debolezza fisica o durante la fase conclusiva della gravidanza.

  • Velocità di filtrazione glomerulare (eGFR). Stabilisce l’efficienza con cui i glomeruli renali svolgono la loro azione di drenaggio ematico. Si misura in base al valore della creatinina stando attenti a considerare le caratteristiche fisiche del soggetto e mai in gravidanza. Questo test non si effettua a digiuno (come del resto neppure la creatininemia), ma per avere un esito attendibile è necessario astenersi dall’esercizio fisico nelle 12 ore che precedono il prelievo.

I valori normali per gli adulti sono 60-160 milligrammi al minuto. Valori inferiori indicano quasi sempre condizioni di alterazione della funzionalità renale e quindi stati morbosi da indagare.

  • Uricemia. Si associa all’esame delle urine e misura la quantità di acido urico (che è una sostanza di scarto prodotta dal metabolismo cellulare) nel sangue. Questo test si effettua a digiuno (di almeno 10-12 ore).

I valori normali sono per le donne 2.40-5.70 mg per decilitro di sangue. Per gli uomini 3.40-7.00 mg per decilitro di sangue. Un aumento dell’uricemia si verifica quando si segue une dieta troppo ricca di carni rosse e in caso di gotta, mentre una diminuzione può indicare problemi ai reni o al fegato, ma si verifica anche in chi segue una dieta povera di carne e proteine (ad esempio nei vegetariani e vegani).

  • Azotemia. Misura i livelli di urea nel sangue, una sostanza che deriva dall’ammoniaca umana, a sua volta prodotta dalla degradazione degli aminoacidi (le sostanze che compongono le molecole proteiche). La misurazione si effettua tramite prelievo ematico a digiuno.

Livelli normali di urea sono 15-50 mg per decilitro di sangue. Valori superiori sono spia di insufficienza renale associata a disfunzioni cardiache, disidratazione, abuso di farmaci tossici per i reni, infiammazioni renali cute o croniche o anche dieta troppo ricca di carne. Valori inferiori alla norma sono invece indicativi di diete povere di carne, di insufficienza epatica o anche tossicosi e avvelenamento.

  • Albumina. Si misura il livello di una delle principali proteine del corpo, prodotta a livello epatico al fine di trasportare sostanze di scarto da eliminare, fungere da riserva di aminoacidi utili per il corpo e regolare lo scambio di liquidi tra i piccoli vasi. Si associa alla misurazione dell’albumina nella urine e si effettua a digiuno e previa astensione dall’attività fisica.

I valori normali sono 3.70-5.50 grammi per decilitro di sangue. Valori superiori a questi sono tipici degli stati di distrazione, mentre valori inferiori sono spia di problemi all’apparato glomerulare dei reni, al fegato o di una dieta troppo povera di proteine.

 

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Foto | via Pinterest 

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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