Ictus: l'importanza di correre al pronto soccorso

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Ictus: l'importanza di correre al pronto soccorso

27-11-2015 - scritto da Angela Nanni

Un intervento entro le 3 ore dall’esordio dei sintomi di ictus permette di ridurre l’incidenza di morte e di invalidità.

Perché è fondamentale non ignorare i sintomi di ictus.

Ictus: l'importanza di correre al pronto soccorso

L’ictus è un evento determinato, nella stragrande maggioranza dei casi, dall’ostruzione di uno dei vasi responsabili dell’irrorazione ematica del cervello e, in un minor numero di casi, è un evento dovuto alla rottura di un’arteria cerebrale. L’ictus non è un evento tipico della vecchiaia, sempre più di frequente colpisce infatti anche uomini e donne di mezza età: nello specifico si calcola che una donna su 5 e un uomo su 6 nell’arco della propria esistenza incorreranno in un ictus.

Solo in Italia questa problematica costituisce la terza causa di mortalità e la prima di invalidità.

Oltre all’età avanzata, l'ictus riconosce fattori di rischio ben precisi che andrebbero evitati:

  • il vizio del fumo e dell’alcol
  • il sovrappeso
  • l’obesità
  • l’ipercolesterolemia
  • l’aver sperimentato uno o più attacchi ischemici transitori (TIA)
  • il soffrire di fibrillazione atriale, ovvero di un’anomalia del ritmo cardiaco

 

Quando compare una sintomatologia riconducibile a quella dell’ictus, sia che si sia un uomo sia una donna è fondamentale ricorrere immediatamente alle cure mediche perché un intervento entro le 3 ore dall’esordio clinico dei sintomi permette di ridurre l’incidenza di morte e di invalidità.

Il paziente colpito da ictus dovrebbe accedere entro 3 ore alle Stroke Unit ovvero reparti ospedalieri di emergenza specializzati che possono vantare la presenza di un’equipe di infermieri, medici specialisti delle patologie cerebrovascolari e specialisti della riabilitazione.

In caso di ictus ischemico è fondamentale, sempre entro 3 ore dall’evento, attuare la trombolisi ovvero somministrare il protocollo terapeutico in grado di sciogliere il coagulo e prevenire la formazione di trombi.

Secondo le stime disponibili, in Italia servirebbero circa 300 Stroke Unit, oggi ne funzionano effettivamente solo la metà, ma oltre ad aumentare il numero delle strutture è di fondamentale importanza poter contare su personale altamente specializzato, in particolare serve la reperibilità 24 ore su 24 del neuro interventista, ossia dello specialista che possiede tutte le competenze per effettuare la trombectomia (ovvero l’asportazione chirurgica del trombo) e in grado di affiancare il neurologo nella cura del paziente. 

E nell'attesa di miglioramenti a livello di organizzazione sanitaria, il paziente cosa deve fare? Ai primi segnali di "qualcosa che non va" deve farsi portare al pronto soccorso perchè, Stroke Unit o no, è possibile nonostante tutto trovare persone capaci e in grado di indirizzare la terapia più adeguata. Restare a casa ad aspettare significa morire, andare al pronto soccorso immediatamente probabilmente no.

La tempestività nell'ictus è fondamentale tanto quanto tenere sotto controllo i fattori di rischio, soprattutto la fibrillazione atriale che spesso è del tutto asintomatica, ma riconoscibile con un'attenta valutazione della pressione arteriosa.

 

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Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Angela Nanni, Farmacista iscritta all'Albo dal 2005 e Redattore medico scientifico freelance.
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