Il trattamento del glaucoma

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Il trattamento del glaucoma

10-02-2014 - scritto da Dr. Giorgio Pacelli

Il trattamento del glaucoma

Il glaucoma è una malattia delle malattie oculari più subdole che minaccia silentemente la vista di migliaia di Italiani. In Italia interessa il 2% degli ultraquarantenni. Le cause precise della malattia non sono note, ma sicuramente la genetica riveste un ruolo importante: il rischio aumenta esponenzialmente se in famiglia è già presente la malattia. A breve saranno disponibili presso il proprio medico oculista test ambulatoriali per quantificarne il rischio. I due occhi hanno la stessa predisposizione alla malattia, anche se spesso l'evoluzione è asimmetrica.

Il glaucoma è la conseguenza di un deterioramento lento e progressivo del nervo ottico che perde per apoptosi le proprie fibre nervose a causa dell'aumento della pressione oculare ma non solo ( anche cause vascolari possono coesistere) Il nervo ottico serve a trasmettere l'informazione ricevuta dall'occhio al cervello e nel decorso di questa malattia perde progressivamente fibre nervose ( come un cavo elettrico che si sfilaccia progressivamente).

Questa situazione è generalmente dovuta ad un aumento della pressione oculare, che diventa troppo elevata nell'occhio, a causa di uno squilibrio tra produzione e smaltimento verso il torrente circolatorio dei liquidi intra oculari (umore acqueo). In assenza di trattamento, il campo visivo diminuisce lentamente e progressivamente restringendosi fino a una possibile perdita completa della visione.

All'inizio, la vista non diminuisce. L'occhio non vede certe zone o certi dettagli del campo visivo, ma il cervello compensa questo deficit per cui il paziente difficilmente se ne accorge. Il glaucoma può pertanto passare inosservato fino agli ultimi stadi della malattia. In uno stadio più avanzato, i disturbi alla vista possono essere molto fastidiosi, ad esempio possono rendere la guida dell’automobile pericolosa in quanto il campo visivo viene ristretto alla solo visione centrale.

Con il tempo, e in mancanza di trattamento, queste zone si estendono e il cervello non riesce più a compensare correttamente questo deficit. È in questo momento che si diventa coscienti della presenza di queste zone “cieche” all'interno del campo visivo. La vista può essere fortemente perturbata. Poco a poco, dovrà sforzarsi sempre di più per guardare ai lati.

Il trattamento del glaucoma mira a far abbassare la pressione oculare al target pressorio che si presuma efficace nell'arrestare il peggioramento. la strategia di cura va poi eventualmente perfezionata qualora su documenti un eventuale progressione del deficit nonostante la cura. Esso va personalizzato ad ogni singolo individuo tenendo conto di pressione oculare iniziale, condizioni attuali del nervo ottico e del relativo campo visivo e non ultimo dell'aspettativa di vita. Pertanto è' opportuno modulare la strategia di cura al singolo caso tenendo conto anche della compliance del paziente alla terapia proposta ( ossia quanto effettivamente il paziente si attiene alla somministrazione della terapia proposta). La terapia non consente di certo di recuperare la vista perduta, ma impedisce la comparsa di ulteriori danni. È quindi importante diagnosticarlo in fase precoce cosa tra l'altro non semplice se non per un esaminatore esperto.

Esistono tre tipi di trattamento:
● I colliri (nella misura di una o più gocce da applicare nell'occhio affetto in orari fissi) permettono di diminuire la quantità di liquido prodotto dall'occhio e di aumentare la quantità evacuata. Il trattamento va seguito a vita.

● Il laser (intervento in anestesia locale, in day hospital) facilita il deflusso del liquido contenuto nell'occhio per far abbassare la pressione. Il suo effetto non è definitivo, e l'intervento deve talvolta essere ripetuto. L’intervento è benigno e non necessita di ricovero. Eventualmente, è possibile trattare tutti e due gli occhi nello stesso intervento. La vista comincia a migliorare dall'indomani e diventa chiara dopo qualche giorno. È necessario seguire un trattamento con collirio per qualche giorno. È possibile che compaiano lievi irritazioni, che comunque passano in breve tempo.

● La chirurgia (intervento sotto anestesia locale all'ospedale, in clinica o in un centro specializzato) consiste nel realizzare una piccola incisione sull'occhio per fare abbassare la pressione. Il ricorso alla chirurgia ha luogo solo una volta falliti i trattamenti con collirio o laser. Dal momento che l'intervento comporta un'incapacità passeggera, è preferibile trattare un occhio alla volta.
Prima dell'intervento, dovrà firmare una scheda informativa che le sarà presentata dal suo oftalmologo. Non esiti a chiedere chiarimenti sullo svolgimento dell'intervento e a condividere le sue possibili ansie.

Come si svolge la convalescenza dopo la chirurgia?

L’intervento è rapido e leggero, e potrà ritornare a casa molto presto. La vista è disturbata, ma spesso è già migliore di quella che aveva senza occhiali prima dell'operazione. Essa migliora rapidamente nella settimana che segue. Dopo l'intervento, deve evitare tutto ciò che potrebbe irritare o infettare l'occhio: il fumo, il trucco, la polvere, il contatto con animali domestici... È sconsigliato lavarsi la testa nei tre o quattro giorni successivi, o farsi il bagno in piscina nelle due-tre settimane che seguono l'operazione. È preferibile organizzarsi qualche giorno di riposo prima di riprendere le proprie attività quotidiane. È meglio non guidare prima che la vista non si sia stabilizzata, ossia due o tre settimane dopo l'operazione. Per quanto riguarda le cure, dovrà applicare il collirio per circa un mese. Infine, pensi a proteggere gli occhi dal sole il più spesso possibile con degli occhiali adatti. Qualsiasi sia il suo trattamento, dovrà consultare regolarmente il suo oftalmologo, in quanto sarà necessario un monitoraggio periodico dell'occhio.

Il monitoraggio della pressione oculare a partire dai 45 anni permette di trattare il glaucoma sin dai primi segni, e prima che sopraggiunga un'alterazione della vista. Il trattamento mira a far abbassare la pressione oculare e a migliorare la circolazione sanguigna. Visite regolari dall'oftalmologo a partire da una certa età, nel momento in cui la vista comincia a cambiare, permettono di evitare complicazioni.

Sicuramente di supporto ad ogni cura effettuata sarà la supplementazione con integratori neuroprotettivi che a mio modo di vedere vanno quasi sempre prescritti insieme a raccomandazioni sul miglioramento dello stile di vita del paziente utile a migliorare anche eventuali situazioni cardiovascolari che possano aggravare la malattia neurodegenerativa stessa.



Profilo del medico - Dr. Giorgio Pacelli

Nome:
Giorgio Francesco Pacelli
Professione:
Medico Ospedaliero
Occupazione:
Oculista
Specializzazione:
Oftalmologia
Contatti/Profili social:


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