Le cose da sapere assolutamente sull'ictus

Le cose da sapere assolutamente sull'ictus

28-09-2018 - scritto da Viviana Vischi

Cosa fare per riconoscere l'ictus e intervenire prontamente per salvarti la vita da questo drammatico evento cerebrovascolare.

Sintomi dell'ictus e possibili terapie salvavita.

 

Chissà quante volte avrai sentito parlare dell’ictus… senza grande interesse e senza approfondire le forme di prevenzione. Questa volta fermati un attimo. Leggi bene. Anzi, fai una cosa ancora più facile: guarda questo videoclip, ascolta una canzone che probabilmente conoscerai, fatti emozionare dalle voci dei protagonisti, soffermati sulle loro difficoltà e lasciati coinvolgere dalla loro voglia di superarle.

 

Ma dopo aver guardato il video non te ne andare, perché abbiamo alcune cose da dirti.

 

Nel video, il remake de “Il mio cuore fa ciock” cantato da Luca Carboni e dai suoi “coristi per un giorno” per la campagna #ilbattitodelcuore.

 

Le persone che hai visto in questo video sono i pazienti dell’Associazione A.L.I.Ce. Italia onlus. Hanno tutti una cosa in comune: in un passato più o meno recente sono stati colpiti da un’importante malattia cardiocerebro-vascolare, come l’ictus appunto, cioè una lesione cerebro-vascolare causata dall’interruzione del flusso di sangue al cervello dovuta a ostruzione o a rottura di un’arteria. E oggi fanno fatica a parlare, anzi, molti di loro non riescono più a farlo. Però con la loro voglia di vivere, con il supporto dei loro familiari e attraverso la forza comunicativa di una musica che arriva dritta al cuore come quella di Luca Carboni, ci dicono una cosa fondamentale: che dopo un ictus rialzarsi è possibile.

 

 

COSA FARE IN CASO DI ICTUS: IL RICOVERO NELLE STROKE UNIT

Quello che non tutti sanno è che in molti ospedali italiani, all’interno dei reparti di Neurologia, esistono delle unità di diagnosi e cura dedicate proprio all’ictus acuto, che applicano protocolli di cura definiti e offrono un approccio integrato medico e riabilitativo: si chiamano Stroke Unit (in italiano Unità Urgenza Ictus o Centri Ictus) e rappresentano il modello più efficace e avanzato per ridurre in modo significativo la mortalità e la disabilità causati dall’evento cerebrovascolare.

 

Video intervista a Nicoletta Reale, Presidente di A.L.I.Ce. Italia onlus.

 

COSA FARE IN CASO DI ICTUS: IL TRATTAMENTO ENDOVASCOLARE

Una delle possibili terapie dell'ictus consiste nella ricanalizzazione, ovvero la riapertura del vaso sanguigno ostruito dal coagulo per permettere il ripristino del flusso sanguigno. Si inseriscono degli stent metallici all’interno dell’arteria occlusa, si fanno aprire e aderire alle pareti così da generare un "tunnel" che consenta la ripresa della circolazione sanguigna, si cattura il coagulo e, ritirando indietro lo stent, lo si rimuove dal vaso. Per ottenere un buon risultato clinico il fattore tempo è determinante: bisognerebbe intervenire entro poche ore dall’insorgenza dei sintomi dell'ictus (anche se recenti studi hanno dimostrato l'efficacia del trattamento endovascolare fino a 16-24 ore dall'esordio).

 

COSA FARE IN CASO DI ICTUS: LA TERAPIA FARMACOLOGICA

Un’altra cosa da sapere assolutamente è che, se fino a qualche anno fa non era disponibile alcun tipo di cura per l’ictus ischemico, se non una lunga e complessa riabilitazione, e l’unica forma di intervento era rappresentata da una buona prevenzione delle complicanze della malattia, oggi esiste un farmaco specifico (trombolitico o fibrinolitico) che, se assunto immediatamente dopo l’esordio dei sintomi, può salvare dalla morte e da gravi disabilità. Si chiama Alteplase e  può essere somministrato solo in centri specialistici. Iniettato nel sangue, è in grado di rompere e dissolvere il trombo che ha interrotto l’irrorazione del cervello, permettendo la sopravvivenza delle cellule cerebrali adiacenti a quella danneggiate. Per funzionare, e per ridurre il rischio di effetti collaterali (emorragia), il farmaco deve essere somministrato entro 4 ore e mezzo dall’esordio dei sintomi dell’ictus ischemico e questo, purtroppo, non sempre accade (consulta le linee guida italiane di prevenzione e trattamento dell’ictus cerebrale).

 

In Italia solo il 5% di chi viene colpito da ictus ischemico viene trattato con il trombolitico. E’ dunque di vitale importanza riconoscere rapidamente i segnali sospetti di un ictus e correre al Pronto Soccorso: perché, esattamente come l’infarto del miocardio, l’ictus può colpire all’improvviso anche una persona in salute, a qualunque età, non necessariamente anziana. Ci sono circa 200.000 nuovi casi di ictus cerebrale l'anno in Italia, dei quali circa 4.200 colpiscono persone con meno di 45 anni e 10.000 con meno di 54 (fonte: A.L.I.Ce. Italia onlus).

 

 

COME RICONOSCERE I TRE PRINCIPALI SINTOMI DELL'ICTUS

Riconoscere al più presto l’ictus può dunque fare la differenza tra la vita e la morte, o tra il pieno recupero e l’invalidità. Ecco i sintomi principali a cui prestare attenzione:

  • Un senso di torpore in un lato del viso, tanto che se si cerca di sorridere la bocca si storce (a sinistra o a destra);
  • Un inaspettato senso di debolezza o insensibilità in un braccio (o in entrambi), tanto da non riuscire ad alzarlo;
  • Un’improvvisa difficoltà a parlare e capire cosa stanno dicendo gli altri: le parole e le frasi più semplici diventano confuse.

 

Altri sintomi da non sottovalutare possono essere:

  • La visione che si offusca, in uno o entrambi gli occhi;
  • Un senso di vertigini, con perdita dell’equilibrio e della coordinazione;
  • Un mal di testa violentissimo, senza motivo apparente.
Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
Profilo Linkedin di Viviana Vischi
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X