Le tue ossa sono a rischio frattura se…

Le tue ossa sono a rischio frattura se…

20-04-2018 - scritto da Francesca Morelli

Scopri come riconoscere l’osteoporosi. E inizia da subito ad adottare le sane abitudini per non permettere al tuo futuro di "fratturarsi".

Osteoporosi: la prevenzione è possibile.

 

Una postura incurvata, un calo di statura di qualche centimetro negli ultimi anni e un dolore persistente alla schiena possono essere alcuni tra i segnali indicatori dell’osteoporosi. Ma il più tipico è la frattura; e quando questa si verifica, è purtroppo indice di una malattia già in stadio avanzato.

 

Ogni 3 secondi, nel mondo, qualcuno incappa in una frattura da fragilità ossea, soprattutto a femore, polso e vertebre. Tutta colpa dell’osteoporosi, malattia che significa letteralmente “porosità dell’osso”, caratterizzata sia da una riduzione della massa ossea, che da un’alterazione della sua qualità.

 

L’osteoporosi porta a una maggiore fragilità dell’osso e lo espone al rischio di fratture, come conseguenza di traumi anche lievi.

 

Quante sono le fratture che si verificano ogni anno in Italia negli over 50? Oltre 90.000 quelle al femore, oltre 70.000 quelle di vertebra, tanto per fare due esempi. Ma considerando che molte di queste ultime passano inosservate, si ritiene che il numero possa essere almeno 10 volte superiore.

 

E il futuro, purtroppo, da questo punto di vista non promette nulla di buono, perché più la vita media delle persone si allunga, più, proporzionalmente, può aumentare l’incidenza dell’osteoporosi e delle sue conseguenze.

 

Chi si ammala principalmente di osteoporosi? Le donne. Mentre tra gli uomini la quota è del 25%, dopo i 50 anni ne soffre ben 1 donna su 3. Il principale fattore di rischio va ricercato nella cessata protezione svolta dagli estrogeni, ma purtroppo non è l’unico.

 

Nel video, i principali fattori di rischio dell’osteoporosi.

 

 

6 CONSIGLI PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DELLE OSSA

L’osteoporosi è il male inevitabile di una società che invecchia? No, e la prima cura è la prevenzione. Ce ne parla la Dott.ssa Gabriella Levato, Medico di Medicina Generale (FIMMG-Lombardia).

 

Nel video, i consigli contro l’osteoporosi nelle donne della Dott.ssa Gabriella Levato, Medico di Medicina Generale (FIMMG-Lombardia).

 

La prevenzione delle fratture ossee, insomma, passa da….

  1. L’adozione di una corretta alimentazione, che apporti micronutrienti preziosi per le ossa, come calcio e vitamina D, insieme a un bilanciato apporto di proteine, carboidrati e grassi
  2. Una regolare e moderata attività fisica fino agli anni senior, che rinsalda le ossa dell’intero scheletro. Non hai mai avuto una vita “movimentata”? Comincia ora, non è mai troppo tardi
  3. L’attenzione al peso forma e alla circonferenza addominale, che nella donna dovrebbe rimanere inferiore agli 88 cm
  4. La rinuncia a fattori di rischio voluttuari, quelli cioè legati a abitudini sbagliate associate in primo luogo al fumo, che “brucia” anche la salute delle ossa
  5. La scelta di trascorrere la maggior parte del tempo libero all’aria aperta, almeno nella bella stagione
  6. Una sana (e protetta) esposizione al sole, che stimola la produzione di vitamina D

 

PERCHE’ IL CALCIO E’ COSI’ IMPORTANTE?

Perché aiuta a costruire le ossa, fin dalla nascita e per tutta la vita. Nelle donne in menopausa, il livello raccomandato di assunzione giornaliera di calcio (Larn 2014) è di 1200 mg in assenza di terapia sostitutiva con estrogeni, mentre in presenza di terapia sostitutiva il fabbisogno scende a 1 grammo.

 

Il calcio è presente soprattutto in latte e latticini o derivati, in verdure a foglia larga come il cavolo, nella frutta fresca, in particolare le arance, e secca come le mandorle, in alcuni legumi come la soia e nell’acqua arricchita di calcio.

 

VITAMINA D: FEDELE COMPAGNA DEL CALCIO

La vitamina D favorisce l’assorbimento del calcio a livello intestinale, contribuendo anche alla rimineralizzazione delle ossa. Per essere in grado di “tamponare” il rischio di fratture ossee, deve essere presente nel sangue in valori pari a 30-50 ng/mL (75-125 nmol/L), secondo le linee guida italiane del 2016. Tanto che, nel caso in cui la vitamina D non raggiunga adeguati livelli, gli esperti raccomandano di sopperire con una supplementazione attraverso integratori o farmaci dedicati, spesso necessari nella popolazione anziana quale aiuto nel potenziamento della resistenza ossa. In Italia, ricordano gli esperti della SIOMMS, l’80% della popolazione è carente di vitamina D, con conseguente riduzione della disponibilità di calcio e un depauperamento progressivo dello scheletro. 

 

La vitamina D si trova in pochi alimenti, soprattutto nel pescato, in pesci grassi come aringhe, sgombri, salmone, sardine, nell’olio di fegato di merluzzo, nel tuorlo d’uovo e nei funghi. Ma la maggiore quantità viene sintetizzata dalla pelle  grazie all’azione dei raggi del sole, in particolare gli UVB.

 

LUCE SOLARE: ALLEATA DELLO SCHELETRO

Con la bella stagione, la raccomandazione degli esperti è quella di camminare o trascorrere più tempo all’aria aperta, mantenendo scoperte alcune parti del corpo, come il viso, le mani, le braccia, o le gambe consentendo alla luce del sole di filtrare e oltrepassare i primi strati di pelle. La quale sarà in grado di immagazzinare vitamina D in quantità sufficienti, anche in previsione dei mesi più freddi e bui durante i quali l’apporto derivante dal sole è sensibilmente inferiore.

 

Non è necessario fare i cosiddetti bagni di sole per procurarsi vitamina D, è sufficiente prenderlo in maniera diretta, stando all’aperto, perché i raggi UVB non passano attraverso i vetri.

 

ESAMI GRATUITI PER TUTTE, IN TUTTA ITALIA

Per informare correttamente la popolazione femminile sui rischi legati all’osteoporosi e all’ipovitaminosi D, prosegue fino al 26 giugno la campagna Prevenzione possibile. La salute al femminile. A bordo di un truck partito nel mese di marzo da Napoli, è possibile eseguire gratuitamente un esame specifico (MOC, Mineralometria Ossea computerizzata) per valutare la quantità del tessuto osseo a livello della caviglia e, se il caso, informare il proprio medico per prendere le opportune contromisure.

 

 

VUOI SAPERNE DI PIU’ SULLA CAMPAGNA?

Visita il sito www.prevenzionepossibile.it, scopri quando il truck farà tappa nella tue città, sali a bordo e… una volta che sarai scesa, preparati a prenderti cura di te.

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A cura di Francesca Morelli.
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