Nelle città più single e cibi pronti, ma sono tutti più in forma

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Nelle città più single e cibi pronti, ma sono tutti più in forma

17-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

I single italiani hanno abitudini alimentari diverse dalle famiglie “tradizionali”. Ma ecco il paradosso: sovrappeso e obesità si annidano maggiormente in provincia

I single e la cattiva alimentazione

08/05/2007 - La famiglia italiana cambia volto: a prendere sempre più piede sono i single che, secondo gli ultimi dati Istat, sono ormai quasi 6 milioni, un quarto delle famiglie nostrane. Le loro abitudini segnano un netto cambiamento negli stili di vita, nei consumi e, naturalmente, anche nell’alimentazione. Secondo un’indagine della Camera di Commercio, a Milano, che si conferma capitale dei single, si assiste ad un vero e proprio boom dei cibi pronti e di quelli precotti: tra gastronomie, rosticcerie, take away, prodotti surgelati o in scatola, le attività sono aumentate del 206,4% in sei anni e del 21% rispetto al 2005. Per capire i gusti dei single a tavola, basta dare un’occhiata ai settori più “in forma” degli ultimi anni: le attività dedite alla produzione di birra sono cresciute del 50%, quelle rivolte alla produzione di condimenti, spezie e salse del 16,7%, l’industria della lavorazione del caffè, del tè e degli infusi del 15,8%. Sorprendentemente, la crescita è molto elevata anche nell’industria della lavorazione e conservazione di frutta e ortaggi (+200% in città).
Ebbene, queste nuove “tendenze” al cibo pronto e spesso “pasticciato” si riflette in una maggiore propensione al sovrappeso e all’obesità (problema che tocca ormai il 51% degli italiani)? Non si direbbe, stando alla mappa del sovrappeso stilata dall’Osservatorio Nutrizionale Grana Padano. Ecco il paradosso: sovrappeso e obesità si annidano in provincia. I più colpiti sono i piccoli centri rispetto alle grandi città, colpevole un’alimentazione meno salutare sia tra i bambini sia tra gli adulti, e forse una minor propensione all’attività fisica.
In contrasto con uno stile di vita che appare più stressante nelle metropoli rispetto ai piccoli centri, sembra proprio che la cultura alimentare mediterranea e le buone tradizioni locali siano meglio seguite in città. I capoluoghi di provincia, ad esempio, fanno rilevare un consumo di pesce mediamente più alto, che si traduce in 14,4 porzioni in più all’anno rispetto ai comuni non capoluogo e una maggior presenza sulle tavole di frutta e verdura, con 6 porzioni in più al mese rispetto ai comuni non capoluogo. E’ nei paesi in provincia di Firenze, Caserta, Parma che il consumo di pasta, pane e patate è il più alto d’Italia; le verdure sono bandite in molti centri di Abruzzo, Molise e Calabria.
E allora, qual è la dieta ideale? Semplice: non esiste. Piuttosto, consiste in una sana, varia ed equilibrata alimentazione quotidiana, con alcune elementari regole da seguire: variare il più possibile; preferire il consumo di alimenti di origine vegetale come pane, pasta, frutta, verdure e cibi ricchi di fibre e amidi come cereali, ortaggi e legumi; ridurre l’apporto di grassi di origine animale, preferendo cibi ricchi di acidi polinsaturi come pesce e olii vegetali; limitare l’uso del sale; ridurre dolci e alcolici.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
Profilo Linkedin di Viviana Vischi
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X