Obesità infantile e cibo-spazzatura: Michelle Obama all'attacco

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Obesità infantile e cibo-spazzatura: Michelle Obama all'attacco

21-09-2013 - scritto da Paola Perria

La first lady USA prosegue la sua lotta contro il cibo spazzatura che rende i bimbi grassi e apatici

L'obesità infantile è un fenomeno in crescita a livello globale, facciamo nostro l'appello di Michelle Obama contro il junk-food

Obesità infantile e cibo-spazzatura: Michelle Obama all'attacco Fin dal suo insediamento alla Casa Bianca in qualità di first lady, Michelle Obama ha individuato nell'obesità infantile, fenomeno globale in crescita nei Paesi più ricchi (Italia inclusa), un nemico da combattere con ogni mezzo. Con questo scopo ha creato "Let's Move", una campagna di sensibilizzazione che promuove la buona alimentazione e l'esercizio fisico come mezzi strategici a disposizione delle famiglie e dei singoli per recuperare e mantenere il peso forma, e quindi la salute.

Un bambino obeso, ci dicono le statistiche, ma anche la comune esperienza, ha molte più probabilità non solo dei diventare un adulto obeso, ma soprattutto di ammalarsi di tutte quelle patologie croniche e degenerative che derivano proprio da un eccesso di peso. Diabete, soprattutto del tipo II (quello che si può prevenire con la dieta e l'esercizio fisico, e che in Italia è in fortissimo aumento), malattie cardiovascolari, tumori, sono in parte provocati proprio da uno stile di vita sedentario associato ad un'alimentazione del tutto inadeguata, troppo ricca di sale, di grassi saturi e di zuccheri.

E qui, come afferma Michelle Obama in un recente, accorato appello che non possiamo non condividere, entrano in gioco le multinazionali dell'alimentazione e le catene di fast food che propongono cibo-spazzatura. Si tratta di prodotti alimentari di bassissima qualità nutrizionale, infarciti di additivi che ne rendono il gusto talmente delizioso al palato da creare una sorta di dipendenza, in particolare glucosio e sodio. Il junk-food si basa su ingredienti poveri di sostanze effettivamente utili alla nostra salute, ma ricchissimi di "calorie vuote", che ci fanno ingrassare senza "nutrirci".

Insomma, si arriva al paradosso, frequentissimo nei bambini, di sovrappeso associato a carenze nutrizionali e intolleranze. Dal momento che questo tipo di cibo è dovunque, che viene promosso con campagne pubblicitarie tanto massicce quanto seducenti, che spesso puntano su un messaggio volutamente ambiguo in cui si vantano virtù "salutari" dei loro menù, di fatto inesistenti, come si può evitare che i bambini si abituino a questo tipo di dieta? Come portarli a preferire gli alimenti freschi, genuini, la verdura o la frutta che fanno bene e le calorie "piene" dei cibi non industriali?

La responsabilità non può essere certo lasciata solo alle famiglie o alle scuole, o (men che meno), ai bambini, ma ci vuole un cambiamento consapevole anche di chi lo produce, il cibo spazzatura. Perché esso finisce anche negli stomaci dei loro figli. Durante una riunione alla Casa Bianca svoltasi alla presenza anche dei manager della catene di fast food, Michelle Obama ha chiesto una svolta:

Tutto quello che possiamo credere sulla responsabilità personale, credo che siamo tutti d'accordo che non valga per i bambini: dobbiamo fare sempre di più e velocemente possibile per rendere il mercato più responsabile verso i bambini. Le mamme come me si affidano a voi per far entusiasmare i nostri figli al cibo sano, tramite la magia del marketing e della pubblicità voi avete il potere di plasmare i gusti alimentari dei nostri figli
- Originariamente Inviato da


Da recenti indagini risulta che i cibi destinati ai bambini contengono quantità di zucchero eccessive, cosa che plasma il loro palato verso la ricerca continua di sapori dolci alterando il senso del gusto. Insomma, quello che ci vorrebbe sarebbe una bella rivoluzione alimentare, in cui tutti cominciassimo a produrre, promuovere, vendere e cucinare solo alimenti non manipolati, non alterati, non "pompati" di additivi, di zuccheri e grassi e coloranti. Siamo sempre e comunque ciò che mangiamo, ricordiamocelo.

Foto| via Pinterest

A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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