Perdita dell’udito: mai rassegnarsi, sì intervenire

Perdita dell’udito: mai rassegnarsi, sì intervenire

31-05-2018 - scritto da Cinzia I.

Invecchiando, l’orecchio perde efficienza. Ma prima che l’ipoacusia condizioni la vita, è bene affidarsi a centri qualificati per correggere il deficit uditivo.

Un tuo caro si ostina a non riconoscere il suo problema di ipoacusia? Ecco come puoi aiutarlo in nome della sua qualità della vita e di una convivenza serena per tutti.

 

Per anni ho litigato con mio marito. Io parlavo e lui non mi rispondeva o proferiva frasi con poco senso. All’inizio pensavo che avesse problemi di lavoro, preoccupazioni varie, poi semplicemente che non avesse più interesse a condividere alcunché con me. Ci siamo chiusi ognuno nel proprio isolamento e siamo rimasti soli pur condividendo la stessa casa.

 

Se ti trovi anche tu in questa situazione, sai bene che può essere complicato convivere con chi non sente bene, soprattutto se tale disturbo è dovuto all'età. L'ipoacusia, questo il termine medico che si utilizza quando si ha un indebolimento dell'udito, ha numerose cause, ma spesso è sinonimo di invecchiamento: il corpo umano è una macchina perfetta che però, con il passare degli anni, è soggetta ad una inevitabile usura. Così può capitare che l’orecchio e le sue strutture comincino a non funzionare più con la stessa efficienza.

 

Prima ancora che i piccoli problemi comincino a condizionare la qualità della vita di chi ne soffre e dei suoi familiari, è bene non rassegnarsi ma affidarsi all’esperienza di centri qualificati per correggere il deficit uditivo.

 

Anche tu hai un padre, un marito, un nonno o comunque una persona cara che si rifiuta di riconoscere o accettare il suo problema? E' normale: probabilmente ha una paura inconscia di perdere la sua indipendenza, di sentirsi malato, disabile, di diventare un peso per gli altri, si autoconvince che è un disturbo legato all'età che non necessita di correzione; non si rende conto di chiudersi in se stesso, con complicazioni che possono andare dalle difficoltà a comunicare con gli altri, alla conseguente depressione, apatia e complicazioni più serie di salute.

 

Quello che vogliamo dirti è che puoi fare molto per aiutarlo. Vediamo allora alcuni consigli utili per convincere il tuo familiare ipoudente a sottoporsi a un controllo e indossare eventuali apparecchi acustici.

 

Pensavo non mi ascoltasse e invece non mi sentiva... C'è una profonda differenza in queste due parole. Il problema non era il nostro rapporto, ma la sua progressiva perdita d'udito. L'ho capito solo quando mia figlia - che si è separata dal marito - è tornata a casa con noi per un paio di mesi. Lamentava il volume della televisione troppo alto, il fatto che il papà (e anche io di conseguenza) avesse cominciato a parlare a voce alta, che non sentiva il telefono o il suono del campanello di casa. Si preoccupava delle mezze risposte che lui proferiva quando si cercava di instaurare un qualunque discorso a tavola. Temeva che soffrisse di una qualche forma di demenza senile. Ma per fortuna così non era. Stava solo diventando sempre più sordo.

 

I sintomi dell'ipoacusia dovuti all'età

Il primo passo per aiutare un tuo caro che soffre di un deficit dell'udito è comprendere il problema, riconoscendone i sintomi. L'ipoudente in genere:

 

  • Tende ad ascoltare la tv ad un volume eccessivamente alto
  • Anche la suoneria del cellulare è ai livelli massimi
  • Ha difficoltà a sentire il citofono, il campanello, lo squillo del telefono
  • Non ama più intrattenere conversazioni al telefono
  • Sembra non voler più parlare o non capire il proprio interlocutore
  • Non risponde se viene chiamato da un'altra stanza
  • Parla a voce alta
  • Tende ad isolarsi, non vuole più uscire, andare a teatro o al cinema o vedere amici
  • Diventa burbero e scontroso (“Non sono io che non sento, ma tu che parli piano!". "No, non me lo hai detto: non sono rimbambito, lo ricorderei!”)

 

Se chi hai accanto manifesta uno o più di questi sintomi, il secondo step è quello di convincerlo a rivolgersi ad un centro specialistico per fare un test dell'udito e capire il da farsi.

 

Ho impiegato molto tempo a capire quale fosse il problema e quasi altrettanto per convincere mio marito che "non sentiva". Testardo ed egoista!

 

Consigli pratici per convincere l'anziano a fare un test dell'udito

  • Informati sul problema, fatti trovare preparato sull'argomento e cogli la prima occasione buona per raccontargli le tue scoperte sulla salute dell’orecchio e la perdita dell'udito
  • Non parlare subito di apparecchi acustici che potrebbero frenarlo, ma solo di prevenzione e possibilità di cura
  • Spiega che un test dell'udito è importante per tutti - a qualunque età - e dopo i 50 anni è consigliato almeno una volta l'anno, così come tutti gli altri screening per la salute (visita oculistica, mammografia, PSA, analisi del sangue o visita cardiologica)
  • Se vedi che non riesci a raggiungere l'obiettivo, parla con il suo medico curante e chiedi che glielo prescriva nel successivo check-up: magari con il suo aiuto sarà più semplice
  • Prendi un appuntamento per te in un centro specialistico e chiedi alla persona cara ipoudente di accompagnarti e cogliere l'occasione per un test dell'udito insieme
  • Non metterti in contrasto, non lo obbligare, deve voler risolvere il problema. A questo scopo, sottolinea quante cose si perde non udendo bene: la compagnia degli amici, le chiacchierate insieme ai nipotini, i concerti di musica classica che tanto adorava in passato... Ma evidenzia anche che l'ipoacusia può essere la causa di incidenti (anche in strada a piedi se per caso non sente il rumore o il clacson di un’auto in arrivo) o inconvenienti di altro tipo (c’è improvvisamente da andare a prendere il nipotino a scuola, ma non sente il telefono per saperlo e rendersi utile)
  • Il tuo caro sa di non sentire più bene, ma non gli importa nulla? Spiega che si può invecchiare meglio sentendo di più
  • Identifica un centro specialistico vicino casa e chiedi consigli per l'approccio migliore
  • In tutto questo: abbi pazienza!

 

Vuoi saperne di più? Prenota per il tuo caro un controllo dell’udito gratuito e senza impegno in un centro acustico qualificato, dove e quando preferisci. Non ti costerà nulla e potrà aiutarlo a sentire di più, e sentirsi meglio.

 

Come convincere il tuo caro a usare l'apparecchio acustico

Una volta fatto il test e avuta la diagnosi di ipoacusia, lo specialista potrà proporre un apparecchio acustico per la soluzione del problema. Spesso l'accettazione di questi dispositivi è mal vista dalle persone anziane. Convincere il tuo caro a indossarli è forse la fase più difficile di questo percorso.

 

Le scuse che vengono addotte al riguardo sono numerose: gli apparecchi acustici sono complicati da mettere e gestire, costano troppo, non funzionano bene, fanno sentire rumori troppo forti, sono antiestetici: è come dire al mondo "Attenzione a tutti sono un vecchio sordo!"

 

Oggi le cose sono cambiate: esistono in commercio numerosi tipi di apparecchi acustici di vario prezzo e dimensione, anche minuscoli, pressoché invisibili. Soprattutto però è cambiato l'approccio. Il tecnico audioprotesista lavora anche e soprattutto con la persona, guidandola all'accettazione della protesi acustica, spiegandone gli effetti, le eventuali difficoltà e le soluzioni. A differenza degli occhiali infatti gli apparecchi acustici richiedono all'utente di imparare suoni che si erano persi e di adattarsi al rumore aggiuntivo: può non essere facile per tutti.

 

L'apparecchio va regolato e testato in base alle esigenze individuali e ci può volere un po’ di tempo e pazienza. Il percorso verso un udito migliore dipende in gran parte dal rapporto tra utente e operatore dell'udito: deve esserci reciproca chiarezza, dialogo, tempo, disponibilità.

 

Un centro specializzato e un tecnico audioprotesista qualificato possono fare la differenza per aiutare il tuo caro a sentire meglio e donare una convivenza più serena e ricca a tutta la famiglia.

 

E' stata dura, ma ne è valsa la pena: vedere mio marito allegro, dialogare con nipotini e figli durante il pranzo di domenica mi ha donato una grande emozione: il suo apparecchio acustico ha migliorato non solo la sua qualità di vita, ma anche la mia!



A cura di Cinzia I.
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