Pollinosi non solo in primavera

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Pollinosi non solo in primavera

30-01-2015 - scritto da Laura C.

A causa dei cambiamenti climatici i casi di pollinosi, prima circoscritti al periodo primaverile, oggi si estendono da gennaio a ottobre.

Le riniti allergiche stagionali o pollinosi ormai possono verificarsi in qualunque periodo dell'anno.

Pollinosi non solo in primavera

I pollini sono tra gli allergeni più diffusi, responsabili delle cosiddette riniti allergiche stagionali o pollinosi. La prevalenze delle riniti allergiche in Europa è compresa tra il 10% e il 20%. I soggetti allergici, in presenza di elevate concentrazioni di pollini nell’aria, vanno incontro a manifestazioni cliniche quali:

  • occhi arrossati (o peggio congiuntiviti e prurito agli occhi)
  • ostruzione nasale
  • sonnolenza e incapacità di concentrazione
  • secrezione nasale
  • starnuti
  • tosse notturna

Inoltre, la rinite allergica è un importante fattore di rischio dell’asma bronchiale.

I pollini presenti nell’atmosfera rappresentano i semi maschili delle piante, liberati nell’aria durante la stagione di fioritura, per garantire la riproduzione. Non tutti i pollini sono responsabili delle allergie, ma solo quelli che provengono da piante anemofile, cioè quelle piante che affidano al vento la diffusione del loro polline. Hanno dimensioni che variano a seconda della specie da un minimo di 5 micron ad un massimo di 200 micron.

Le diverse condizioni metereologiche e climatiche influenzano la distribuzione delle famiglie botaniche sul territorio ed il loro periodo di fioritura: l’aria calda e secca, così come il vento, favoriscono la dispersione dei pollini mentre l’umidità tende a ritardare la pollinazione e la pioggia fa cadere i pollini al suolo.

Per quanto riguarda la stagionalità dei sintomi, negli ultimi anni si è assistito ad un ampliamento e ad una modificazione della tipica stagione nella quale prevalevano i disturbi da pollinosi. I periodi classici erano:

  • aprile-giugno per le allergie alle graminacee o all’ulivo
  • maggio e settembre per quelle alle urticacee, soprattutto la parietaria

Oggi invece, distinguiamo tre tipi di pollinosi:

  • La "pollinosi precoce o pre-primaverile", che si manifesta tra gennaio e marzo, provocata dai pollini di: ontano, nocciolo, carpini, betulla e pioppo
  • La classica “pollinosi primaverile-estiva” (tra aprile e luglio con una breve ripresa a settembre) è dovuta principalmente ai pollini di piante erbacee, soprattutto alle graminacee, ma anche a pollini di erbe selvatiche e ad alberi come l’olivo (soprattutto nelle regioni meridionali)
  • La "pollinosi estivo-autunnale" invece è dovuta soprattutto a pollini di Composite (ambrosia, tarassaco, assenzio, margherite).

Come sempre la prevenzione è fondamentale, è necessario quindi essere ben informati sulle piante alle quali si è allergici, conoscere il loro periodo di fioritura e consultare regolarmente un calendario pollinico.

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A cura di Laura C., Dottoressa in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, redattrice medico-scientifica dal 2013.
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.

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