Punture d’insetti e allergie: cosa fare?

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Punture d’insetti e allergie: cosa fare?

21-05-2013 - scritto da Viviana Vischi

E' raro, ma succede: un'eventuale allergia al veleno di api, vespe e calabroni in alcuni soggetti può portare a conseguenze serie come lo shock anafilattico

Puntura e reazione allergica: cosa fare, a chi rivolgersi, quali rimedi?

Punture d’insetti e allergie: cosa fare? Quando si viene punti da un insetto, i fastidi che ne conseguono sono il risultato dell’iniezione di veleno nella pelle. Le reazioni generalmente sono cutanee, limitate nell’estensione e nella durata. Una piccola percentuale di persone sviluppa invece risposte anomale: il motivo è una allergia al veleno degli insetti appartenenti alla famiglia degli imenotteri.

Statisticamente, i soggetti più a rischio sono gli apicoltori, agricoltori e in genere chi effettua attività all’aria aperta. Poiché le punture al collo o al volto comportano un rischio maggiore, particolare attenzione deve essere posta dai motociclisti (tenere chiusa la visiera del casco).

Tuttavia, le reazioni più gravi si verificano prevalentemente negli anziani perché le loro condizioni di salute sono più precarie, nei cardiopatici (soprattutto se assumono contemporaneamente farmaci beta-bloccanti) o nei soggetti affetti da mastocitosi (una rara malattia).

Si parla di allergia al veleno degli imenotteri quando la reazione è sì locale ma eccessiva (oltre10 cm di diametro) o quando è sistemica, generalizzata: i sintomi appaiono quasi subito (le reazioni sistemiche raramente dopo i 30 minuti) e vanno da prurito, arrossamento e orticaria a gonfiori al viso, alla bocca e alla gola, fino a nausea, vomito, difficoltà respiratorie, grave abbassamento della pressione arteriosa e perdita dei sensi (shock anafilattico).

Una reazione particolarmente grave può addirittura portare alla morte. Ecco perché è importante, dopo una prima puntura che ha destato preoccupazione, farsi visitare da uno specialista! Un intervallo tra due punture successive ravvicinate costituisce infatti un grosso fattore di rischio per l’insorgenza di manifestazioni allergiche. Inoltre, dopo una reazione sistemica, in occasione di una nuova puntura il pericolo di rispondere ancora in maniera anomala è reale.

La visita dall’allergologo
L’allergologo verificherà che si tratti effettivamente di una reazione allergica in base al racconto del paziente. Cercherà di identificare l’agente scatenante e dunque di ottenere informazioni sulle caratteristiche dell’insetto, sul numero delle punture e la loro localizzazione, sulle condizioni di salute del paziente (con particolare attenzione a quelle cardiovascolari), sulle sue precedenti reazioni ecc. Effettuerà poi una serie di prove cutanee o analisi del sangue per verificare la sensibilizzazione verso il veleno e per la determinazione degli anticorpi. Se il caso, prescriverà i farmaci di pronto impiego (adrenalina) da utilizzare in futuro come terapia d’emergenza per aumentare le possibilità di sopravvivenza dei soggetti a rischio. Infine, nel caso di reazioni anafilattiche gravi, stabilirà una immunoterapia specifica per desensibilizzare il paziente e assicurargli negli anni seguenti un’ottima protezione.

La terapia d’emergenza
Ovviamente i farmaci per l’autotrattamento vanno utilizzati correttamente. L’allergologo consiglierà dunque quali somministrare tempestivamente in caso di reazione anafilattica e fornirà dettagliate istruzioni su come e quando usarli per evitare che una nuova puntura possa risultare fatale.

Se anche tu sei un soggetto a rischio di shock anafilattico, non perdere altro tempo: prenota subito una visita presso il centro specialistico allergologico più vicino a casa tua! Approfondisci qui le Dieci cose da sapere sullo shock anafilattico | Allergia e Salute

A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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