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Sindrome del naso vuoto: sintomi, cause e trattamento

Sindrome del naso vuoto: sintomi, cause e trattamento

18-09-2017 - scritto da Paola P.

La sindrome del naso vuoto è un disturbo respiratorio conseguenza di interventi chirurgici correttivi.

Rinoplastica e interventi al setto nasale possono provocare la sindrome del naso vuoto. Cos'è?

 

Più frequente in chi ha subito interventi chirurgici a carico del setto nasale – sia di tipo correttivo che estetico –, la sindrome del naso vuoto (ENS Empty Nose Syndrome) è un disturbo respiratorio raro ma in crescita. In che cosa consiste?

 

Esteriormente il naso di chi ha sviluppato questo problema appare assolutamente normale, così come normali sono le narici e sovente anche il setto risulta dritto e non deviato.

 

Eppure il paziente sperimenta diversi fastidiosi sintomi tra cui:

  • Sensazione di non riuscire ad inspirare completamente
  • Sensazione che l’aria inspirata sia troppo secca o troppo fredda
  • Ostruzione nasale anche quando in realtà il setto sia libero
  • Episodi di sanguinamento nasale (epistassi)
  • Narici molto secche con formazione di croste
  • Sensazione che manchi il respiro
  • Sensazione di inalare troppa aria
  • Cefalea
  • Stordimento, giramenti di testa
  • Insufficiente produzione di muco, naso secco
  • Difficoltà o impossibilità a respirare con il naso, senso di soffocamento
  • Frequenti infiammazioni nasali dolorose
  • Riduzione del senso dell’olfatto
  • Disturbi del sonno

 

Questo corollario di disturbi che affliggono un organo delicato e fondamentale per permettere l’atto vitale della respirazione, qual è il nostro naso, a lungo andare diventa fortemente invalidante. Oltre ai problemi che abbiamo elencato, questa particolare patologia favorisce infezioni nasali e altre malattie connesse, per questa ragione nei casi più severi l’unica soluzione possibile è quella chirurgica, anche perché nella maggior parte dei casi proprio dall’azione del bisturi essa trae origine.

 

La sindrome del naso vuoto ha a che vedere con la rimozione o modificazione chirurgica dei turbinati, anche definiti conche nasali, o cornetti, presenti all’interno del naso.

 

Si tratta di formazioni ossee rivestite di mucosa riccamente vascolarizzata e provvista di ghiandole e piccole ciglia, che troviamo in ciascuna delle due fosse nasali, e che non di rado creano qualche problema alla respirazione quando si presentano ipertrofici. Questa è la ragione per cui la chirurgia correttiva del naso, e quindi parliamo di rinoplastica, spesso consiste in una rimozione di parte dei turbinati, quelli che generano ostruzione e rendono difficoltoso il respiro. La turbinectomia, però, ha degli effetti collaterali, o può averne. Uno di questi è appunto il favorire l’insorgenza della sindrome del naso vuoto.

 

Consideriamo infatti che i turbinati non sono formazioni “inerti”, ma svolgono diverse funzioni tra le quali depurare e riscaldare l’aria che viene inalata attraverso le narici e regolarne l’umidità.

 

Per questa ragione la loro ottimale funzionalità è indispensabile per il nostro benessere, affinché le vie respiratorie si mantengano umide, tiepide, e i livelli di ossigeno siano stabili.

 

Toccare queste importanti componenti del nostro naso significa quindi rinunciare alla loro primaria funzione, e significa andare a creare problemi anche a livello nervoso, il che si può tradurre in un deficit olfattivo. Se questo è necessario, come quando i turbinati appaiono eccessivamente carnosi e impediscano all’aria di essere inalata correttamente, allora si procede alla loro rimozione totale o parziale. È importante che chi viene sottoposto ad una turbinectomia, sappia a quali possibili conseguenze può andare incontro, e in particolare vanno segnalati i sintomi della ENS.

 

Questa condizione si ripercuote negativamente sulla qualità di vita di chi ne è afflitto, provocando ansia, depressione, disagio psichico, persino alterazione della personalità.

 

Inoltre, può verificarsi anche mesi o persino anni dopo l’intervento. Per tale ragione talvolta giungere ad una diagnosi non è facile.

 

Se il medico ha il sospetto che il suo paziente abbia sviluppato questa sindrome, può effettuare un test semplicissimo. Basta introdurre nelle fosse nasali del cotone inumidito, al posto dei turbinati. Se il paziente sente sollievo, allora è senza dubbio affetto da ENS. Le cure sono piuttosto sintomatiche, e dal momento che non è possibile ripristinare la condizioni ideale perché i sintomi regrediscano completamente, la sindrome del naso vuoto va considerata una patologia cronica. Si possono usare degli spray salini per umidificare il naso, ma senza esagerare perché si potrebbero favorire pericolose infezioni batteriche.

 

Altri rimedi utili a migliorare le performance respiratorie di chi soffra di ENS sono i seguenti:

  • Dormire con un umidificatore in camera
  • Dormire con il dispositivo medico CPAP, un piccolo ventilatore simile ad una mascherina che si applica la notte per aumentare la pressione dell’aria inalata. Questo dispositivo viene adoperato anche nei casi di apnee ostruttive del sonno
  • Creare un microclima sufficientemente umido e tiepido
  • Consumare molti liquidi, meglio se caldi come tisane, zuppe, minestre, latte

 

Nei casi più gravi è possibile ricorrere alla chirurgia applicando delle piccole protesi al posto dei turbinati rimossi. Se state pensando di sottoporvi ad un intervento di rinoplastica che comporta la rimozione di parte o di tutti i turbinati, tenete presente questa complicazione. Non è detto che siate destinati a sviluppare la sindrome del naso vuoto, ma è una possibilità e bisogna tenerne conto.

 

Foto | via Pinterest 

Fonte | medicalnewstoday.com




A cura di Paola P.
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