Tumori al seno: le novità sul fronte della prevenzione

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Tumori al seno: le novità sul fronte della prevenzione

23-10-2013 - scritto da Dr. Giorgio Macellari

Gli strumenti per diagnosticare precocemente il tumore al seno, le sostanze e gli accorgimenti che aiutano a ridurre il rischio di cancro

Tumore al seno: l'importanza della diagnosi precoce, della dieta e della... camminata veloce

Tumori al seno: le novità sul fronte della prevenzione Ci sono almeno un milione di ragioni per continuare a parlare di tumore al seno: tante sono le donne che ogni anno, nel mondo, si ammalano. Più di quarantamila in Italia. Cifre impressionanti, quasi da epidemia. Ma ancora più impressionante è il tasso di guarigione, che potrebbe avvicinarsi al 100%: un traguardo impensabile fino a mezzo secolo fa, oggi invece una realtà se la donna segue poche, semplici raccomandazioni.

Qui la parola d’ordine è diagnosi precoce. Il tumore al seno difficilmente si riesce a prevenire, diversamente da quanto accade, ad esempio, per il cancro del polmone (in questo caso l’equazione è lineare: no fumo = no cancro). Invece il tumore mammario si sviluppa soprattutto a causa del profilo genetico e ormonale che caratterizza ogni singola donna: familiarità, età, chimica interna con la sua specifica miscela ormonale… elementi piuttosto difficili da modificare.

Qual è la strategia per guarire? Semplice: bisogna andare a cercare il cancro quando è ancora piccolo, localizzato, giovane. Cioè curabile. In che modo? Sottoponendosi al lavoro del cercatore d’oro: il quale si mette lungo la riva del fiume e ne setaccia pazientemente le acque, per filtrare qualche preziosa pagliuzza. Esattamente quello che dovrebbe fare la donna: far passare al setaccio il suo seno. Come? Sorvegliandolo regolarmente con un autoesame periodico a partire dai 20 anni, un’ecografia e una visita senologica annuali dai 30 anni e aggiungendo a queste due una mammografia ogni 1-2 anni, a partire dai 40 e per il resto della vita.

Se la donna segue queste raccomandazioni il tasso di guarigione ottenibile arriva all’86% di tutti i casi operabili, con punte che sfiorano il 98% se si considerano solo le lesioni non palpabili, vale a dire quelle che nemmeno il Senologo più esperto riesce a toccare con le dita: ecco le pepite d’oro materializzarsi sotto gli occhi, minuscoli focolai di cellule tumorali che ancora non hanno potuto disseminarsi nel corpo, dunque incapaci di generare metastasi – quelle antipatiche cose che talvolta uccidono.

Ma oggi ci sono novità anche sull’altro fronte, quello della prevenzione. Impedire al cancro di svilupparsi in una ghiandola mammaria non è per niente facile. Il seno risente infatti di sollecitazioni chimiche interne che una donna trova incise nel suo DNA in forma di molecole ormonali capaci di stimolare la proliferazione delle cellule ghiandolari. Un bel problema. Eppure è proprio la natura a venirci in aiuto, fornendo un serbatoio sterminato di sostanze protettive. Quasi tutte sono identificate da nomi scientifici incomprensibili (indolo-3-carbinolo, delfinidina, resveratrolo, genisteina, epigallocatechina…), ma sono contenute in vegetali molto comuni: fragole, aglio, curcuma, mirtilli, tè verde, broccoli, cavoli, verze, trifoglio rosso, pomodori, fagioli di soia, agrumi, uva e olive. Assumere queste sostanze, inserendole generosamente nella dieta quotidiana, aiuta a ridurre il rischio di cancro al seno perché sono efficaci nel riparare i guasti che attivano le mutazioni.

Ma non è tutto. Evidenze scientifiche ormai inoppugnabili mostrano che una riduzione del rischio si può ottenere anche potenziando le difese dell’organismo, cioè rendendolo resistente alle sollecitazioni chimiche interne più pericolose. E il mezzo più semplice ed efficace è l’attività fisica. Non servono allenamenti esagerati e ore passate in palestra. Basta una camminata veloce, tutti i giorni, però: un esercizio che andrebbe considerato come un farmaco da assumere quotidianamente.

I consigli specifici che derivano da tutte queste evidenze si possono sintetizzare nei quattro numeri della formula della salute: 0, 1, 5, 30.
- 0 sta per niente fumo
- 1 sta per non più di 1 bicchiere di vino al giorno (spiace dirlo, in un Paese dove la coltivazione della vita è arte, economia e cultura: ma purtroppo è così, una dose anche discreta di alcol ogni giorno provoca un danno alla ghiandola mammaria)
- 5 sono le porzioni di frutta e verdura fresche da assumere ogni giorno
- 30, infine, vuol dire praticare almeno 30 minuti di attività fisica moderata ogni giorno, l’ideale è la camminata veloce

E dovremmo aggiungere: mantenere il peso forma; limitare l’uso di burro, insaccati e carni rosse; privilegiare pesce azzurro, cereali, legumi e cibi integrali; evitare l’uso di terapie ormonali sostitutive in menopausa.

Se si mettono in pratica tutte queste raccomandazioni si può ridurre fino del 40% il rischio di tumore al seno, un obiettivo insospettabile fino a un recentissimo passato.

Tuttavia rimane ancora molto da fare, soprattutto nel campo dell’informazione. Sono ancora troppe, infatti, le donne che ritardano la diagnosi: timore della deturpazione fisica, paura della morte, senso di emarginazione e negazione sono i freni che le trattengono dall’aderire alla campagne di screening. E altrettante sono quelle che trascurano la cura del proprio stile di vita bevendo, ingrassando, impigrendosi e adottando diete squilibrate. Proprio a questo servono le campagne d’informazione e sensibilizzazione: a togliere la paura, a frenare la politica dello struzzo, a creare una nuova consapevolezza salutistica su come volersi bene. Forza donne!
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Salute donna




Dr. Giorgio Macellari
Direttore UO Chirurgia Senologica
Azienda USL di Piacenza
g.macellari@ausl.pc.it
tel.:335-6033450



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