I 5 esami da fare per scoprire se il tuo cuore è in salute

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I 5 esami da fare per scoprire se il tuo cuore è in salute

15-06-2016 - scritto da Paola Perria

Non solo l’elettrocardiogramma, scopriamo i più moderni test di screening per la funzionalità cardiaca.

Gli strumenti diagnostici non invasivi di ultima generazione per monitorare la salute cardiovascolare.

La malattia cardiaca è, insieme ai vari tipi di tumore, la prima causa di morte nei Paesi industrializzati, Italia inclusa. Ma purtroppo scoprire che il nostro cuore non funziona come dovrebbe non è semplice come potrebbe apparire. Non sempre, infatti, il principale muscolo del corpo, la “pompa” senza la quale tutti gli organi e i distretti dell’organismo umano resterebbero privi di nutrimento e ossigeno, seppur in difficoltà, dà segni di sofferenza. Spesso, poi, si pensa che la malattie cardiovascolari più comuni dipendano dal fattore età, e che pertanto basti essere giovani per non porsi neppure il problema.

Eppure i dati ci dicono il contrario, ci informano che pressione alta o ipercolesterolemia (principali fattori di rischio per la funzionalità cardiaca), sono in aumento proprio nella popolazione giovane, nonché tra le donne, il cui cuore, seppur protetto dagli ormoni femminili fino alla menopausa, è spesso trascurato anche in presenza di sintomi specifici.

La conseguenza di questa sottovalutazione dei pericoli che minano  l’efficienza del nostro apparato cardiovascolare porta ad un aumento dei casi di ictus e infarto proprio in fasce di età inferiori rispetto a quanto si potrebbe immaginare. Oggi non è raro sentire di qualcuno che all’improvviso è stato colpito da un’ischemia o da scompensi cardiaci anche sotto i 50 anni di età, se non prima.

 

 

Per preservare l’integrità e la buona funzionalità del cuore, è necessario seguire uno stile di vita quanto più salutare possibile fin da giovani, seguire una dieta a ridotto contenuto di grassi e carni rosse, e più ricca di alimenti di origine vegetale, e sottoporsi regolarmente a visite e controlli, cominciando dalla misurazione della pressione sanguigna.

Ma quali sono, esattamente, gli esami che ci permettono di monitorare la funzionalità cardiaca e la salute delle coronarie? Ecco un piccolo elenco dei test di screening diagnostici non invasivi a disposizione, e quando è necessario farvi ricorso:

  1. Elettrocardiogramma (ECG): è il più “antico” e attendibile esame che permette di ricavare informazioni sull’attività cardiaca di una persona. Si esegue applicando degli elettrodi a gambe, braccia e torace al fine di rilevare gli impulsi elettrici che generano il battito cardiaco, i quali verranno poi tracciati su un grafico. L’ECG permette di scoprire alterazioni del rimo (ad esempio aritmie, extrasistoli), anomalie nella conduzione elettrica negli atri e nei ventricoli (le cavità superiori e inferiori del cuore) e deviazioni dell’asse cardiaco, il tutto in un tempo molto breve di pochi minuti
  2. Elettrocardiogramma sotto sforzo: permette di registrare gli impulsi cardiaci durante uno sforzo fisico (corsa su tapis roulant o pedalata su cyclette) e quindi di capire se sono presenti aritmie gravi o se il soggetto è a rischio di infarto. L’esame si esegue in più step: una prima volta a riposo, poi durante l’attività fisica e di nuovo subito dopo
  3. Ecocardiogramma: permette di scansionare il cuore nella sua anatomia attraverso la tecnica della lettura a ultrasuoni che consente di trasformare gli input rilevati di queste onde energetiche in immagini proiettate su un monitor. E’ un esame che offre una accurata panoramica della conformazione cardiaca, delle sue cavità interne e del funzionamento effettivo della “pompa”e si rivela efficace nell’individuare anche eventuali malformazioni congenite o acquisite
  4. Ecodoppler: esame non invasivo che permette di monitorare la velocità e anche la direzione del flusso del sangue da e verso il muscolo cardiaco e soprattutto di valutare lo stato dei vasi, in particolare delle coronarie. Si effettua usando una sonda che capta i suoni prodotti dal flusso stesso. Se, ad esempio, il suono appare troppo debole ci potrebbe essere una parziale occlusione dei vasi
  5. Holter pressorio: è un test che monitora la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca nell’arco delle 24 ore. Si effettua con l'ausilio dell'holter, uno strumento portatile, leggero (pesa circa mezzo chilo) costituito da una cassetta magnetica che il paziente indossa con un borsello o una cintura a contatto con il corpo. Le rilevazioni vengono effettuate ogni 15 minuti durante il giorno e ogni 20 durante il sonno, e i dati raccolti vengono poi misurati da un programma statistico che fornisce i valori medi di P.A. e di F.C. di una giornata intera, o solo quelli delle ore diurne-notturne, o, se necessario, persino i valori medi di ogni ora. Il paziente dovrà svolgere la sua giornata normalmente, e segnare su un  diario fornito per l’occasione alcuni dati, tra cui l’ora di inizio della misurazione, l'ora del risveglio e quella dell'andata a dormire, eventuali malesseri, ecc. Il test con l’holter pressorio si considera attendibile quando le misurazioni rilevate siano valide almeno al 70%

Tutti questi test sono estremamente indicativi della funzionalità cardiovascolare sebbene non invasivi, e quindi possono essere eseguiti da tutti, bambini inclusi, senza particolare preparazione. Esistono anche altri test più invasivi, che prevedono una sedazione locale o parziale che il cardiologo può prescrivere in caso di legittimi sospetti di cardiopatie di una certa serietà, tra cui la TAC coronarica con mezzo di contrasto, la ventricolografia radioisotopica, l’angiografia cardiaca e la coronarografia.

 

Foto | via Pixabay.com

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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