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Il trattamento della dermatocalasi

Il trattamento della dermatocalasi

30-12-2013 - scritto da Dr. Francesco Leva

Il trattamento della dermatocalasi “la caduta della palpebra superiore“, blefarolifting non chirurgico senza effetti collaterali, economico e con ottimi risultati

Il trattamento della dermatocalasi
L’eccesso di pelle alle palpebre superiori è conseguenza di un processo multistep, esito di quel fenomeno che è l’invecchiamento che porta alla caduta della pelle verso le ciglia, che diviene sottile ed anaelastica condizione definita dermatocalasi. Ciò conferisce un aspetto stanco e invecchiato, accompagnandosi sovente ad abbassamento del sopracciglio, con grosso cruccio per il paziente specie se per abitudini lavorative è costretto la sera a viaggiare in auto dove la stanchezza di una intensa giornata lavorativa appesantisce ancor di più quella antipatica sensazione di stanchezza agli occhi favorendo circostanze non piacevoli come “ il colpo di sonno”.

Il trattamento di scelta può essere o l’intervento chirurgico di blefaroplastica o quello con LASER CO2 frazionato ultrapulsato oppure rimozione dell’eccesso di pelle con FELC o PLEXER .

L’intervento chirurgico se pur praticato con successo da molti anni è comunque gravato da possibili complicanze che vanno dalle più banali orecchie di cane a quelle più gravi quali le infezioni con danni spesso irreversibili. Altre limitazioni sono le condizioni stesse del paziente affetto da importanti patologie cardiache, vascolari o perché allergico agli anestetici. Inoltre la blefaroplastica chirurgica spesso è rifiutata per la paura dell’intervento chirurgico stesso. D’altro canto, l’uso del Laser non è certamente meno rischioso in quanto la diffusione, diffrazione, riflessione ed assorbimento dell’energia trasmessa dal fascio di luce può danneggiare i tessuti circostanti.

Qual è la rivoluzione?
Il FELC e PLEXER ossia la blefaroplastica non ablativa che non ricorre al bisturi o al LASER per rimuovere la cute in eccesso evitando infezioni, emorragie, ematomi, ectropion, entropion, lagoftalmo, occhio secco, reazione da corpo estraneo, sinechie, calazio, iperpigmentazioni, cheloidi, cicatrici, alopecia , festoni malari complicanze possibili di un intervento di blefaroplastica potendo inoltre essere effettuata in pazienti con patologie cardiache, diabetici, allergici o per coloro che temono il trattamento chirurgico stesso.

Altro vantaggio è il costo più economico, la tollerabilità durante il trattamento, infatti non è necessario ricorrere ad un anestetico in quanto il paziente avverte una leggera sensazione di calore o pizzicore, l’immediata ripresa alla normale attività della vita sociale, la non necessità di bendaggio, l’assenza di punti di sutura.

Il trattamento non ablativo si esegue con FELC o PLEXER: questo non incide e non modifica il muscolo orbicolare ma determina attraverso folgorazione/sublimazione il passaggio del tessuto da uno stato solido a quello gassoso senza alcun sanguinamento o dolore ma con una sensazione di pizzicore comunque tollerabile. Si eseguono piccoli spot a distanza di 5 mm l’uno dall’altro lasciando una parte di pelle che serve da punto di sutura, parte che verrà trattata in una prossima seduta dopo 2 settimane. Il paziente durante il trattamento collabora aprendo e chiudendo le palpebre in modo da mettere in evidenza le pliche di cute ancora da trattare inoltre la seduta successiva per terminare e definire il risultato viene effettuata a distanza di 2 settimane al fine “di non dare nell’occhio” consentendo la prosecuzione dell’attività lavorativa il giorno stesso delle sedute.

La parte trattata non solo determina la rimozione della cute palpebrale in eccesso ma ha un effetto lifting sulla zona perioculare riducendo profondità e presenza delle rughe, effetto non ottenibile con la blefaroplastica tradizionale. La cute trattata ha un colorito roseo non si hanno cicatrici né abbassamento del sopracciglio né aspetto spiritato.

Se la parte trattata è particolarmente estesa si avrà n edema che durerà al massimo due giorni situazione facilmente gestibile applicando dopo la seduta topici antiedemigeni. Altro accorgimento è usare un collirio a base di benzalconio di cloruro, collirio alfa®, per disinfettare la parte e rimuovere gli eventuali residui carboniosi. La durata della seduta è al massimo di dieci – quindici minuti, le crosticine millimetriche non sono notabili cadono entro sette giorni e i risultati sono subito apprezzabili con una minimo costo e con enormi vantaggi per il paziente se rapportati agli altri trattamenti.


Dr. Leva Francesco & Dr. Marracino Marco
STUDIO LM
347 3493515
Medicina e chirurgia estetica – Malattie del metabolismo e della tiroide- Flebolinfologia
TORINO C.so Galileo Ferraris 14
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Profilo del medico - Dr. Francesco Leva

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Specializzazione:
Medicina interna
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