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Incontinenza urinaria: non vergognarti, ma agisci

Incontinenza urinaria: non vergognarti, ma agisci

20-07-2017 - scritto da Francesca F. Salute

Senti il bisogno di correre in bagno a fare pipì ogni due per tre? Non riesci ad avere un buon controllo sulla vescica? Non perdere tempo, le soluzioni non mancano!

Incontinenza, perché proprio a me?

 

“A me non capiterà”, ti dicevi. “Sono un uomo”. Come se il sesso maschile potesse mettere al riparo dal rischio di soffrire di incontinenza urinaria, quel disagevole disturbo che costringe a correre in bagno a fare pipì ogni due per tre perché trattenere lo stimolo è come scalare l’Everest.

 

Impossibile. E invece dentro quell’umida e imbarazzante situazione ci sei caduto in pieno anche tu, ritrovandoti buona compagnia: si stima che il 20% degli uomini italiani, soprattutto in età avanzata, si trovi a combattere ogni giorno con quello stimolo ribelle che rientra fra i più comuni disturbi delle vie urinarie.

 

LE CAUSE E I RISCHI DI GENERE

Come spesso accade quando si parla di salute, le cause di un problema al maschile sono in parte diverse da quelle che portano allo stesso problema nelle donne. In particolare le “tue” motivazioni possono essere ricondotte ad almeno tre fattori:

  • L’età che più avanza più accresce il rischio che il disturbo possa arrivare;
  • Disturbi del sistema nervoso che possono avere impattato sui meccanismi di regolazione della vescica e dell’uretra;
  • Possibili infezioni alle vie urinarie, le quali possono causare delle contrazioni involontarie della vescica, stimolando la pipì ad andare per i fatti suoi.

 

Queste sono solo le più frequenti e principali cause dell’incontinenza, ma il problema potrebbe essere ulteriormente alimentato dalla tua sregolatezza: se fumi molto, bevi gassato, mangi cibi piccanti e speziati, sei sempre a fare i conti con un peso over-over size o prendi farmaci che hanno qualche effetto collaterale sulla minzione, ecco che a soffrire è soprattutto il tuo buon controllo sul contenimento del bisognino.

 


 

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E TU, DI CHE INCONTINENZA SEI?

Proprio così, perché anche per l’uomo, come per la donna, possono esistere diversi tipi di perdite urinarie. C’è quella:

  • Da sforzo che può dipendere sia da una questione comportamentale come il sollevamento di un oggetto pesante, il cambio di posizione da in piedi a seduto a sdraiato, ma anche derivare da un intervento importante alla prostata;
  • Da urgenza che spinge a farti largo tra la folla e a cercare una toilette ovunque ti trovi per un bisogno impellente e non rimandabile neppure a un secondo dopo;
  • Mista che ha caratteristiche un po’ dell’una e un po’ dell’altra forma di incontinenza;
  • Continua che ti fa sgocciolare, con il contagocce, senza tregua;
  • Notturna, quella che al mattino ti rivela la bagnata sorpresa perché capita mentre dormi, senza che te ne accorga;
  • Da rigurgito a cui dovresti fare più attenzione perché potrebbe essere un campanello di allarme di altre problematiche. In questa forma succede che la vescica non si svuota mai completamente, generando poi delle perdite “liberatorie” per cotanta pienezza. Necessarie perché altrimenti la vescica scoppia!

 

Sapere il profilo della tua incontinenza non è sufficiente, occorre anche determinare:

  • La gravità: poche gocce, uno spruzzino qua e là, perdite molto abbondanti;
  • La frequenza con cui si manifesta il disturbo: raramente, meno di una volta a settimana o al mese, più volte al giorno o continuamente.

 

Questi sono due parametri necessari per trovare la soluzione più adeguata a risolvere il problema. Perché l’incontinenza ti mette a disagio, ti imbarazza ma può anche arrivare a rovinarti la qualità della vita, costringendoti – se grave - alla quasi totale immobilità in luoghi sicuri e… vicini al bagno. Ma il rimedio per ogni tipologia e intensità di incontinenza c’è!

 

COSA PUOI FARE CONTRO LE PERDITE URINARIE?

La prima mossa è parlarne con il tuo medico, anche al più piccolo segnale o al minimo sospetto, che potrà inviarti a uno specialista urologo, fisiatra o geriatra a seconda dell’ipotetica causa. Poi occorrerà fare dei test mirati: come una analisi delle urine con l’urinocultura, un test da sforzo per escludere o motivare una causa comportamentale, una ecografia o esami più mirati e non invasivi come l’uroflussometria che misura il flusso urinario in millimetri. Fondamentale è poi la tenuta di un diario minzionale in cui annotare il rapporto con il tuo bisogno di urinare, che aiuterà il medico a scegliere il trattamento più giusto al problema.

 

La decisione su quale tipo di trattamento adottare spetterà allo specialista; sappi che potrà andare dalla riabilitazione del pavimento pelvico, attraverso opportuni esercizi per rinforzare i muscoli deputati al controllo della minzione, alla terapia farmacologica, per agire sulla vescica riducendo le contrazioni e gli stimoli a fare pipì, ma anche la sensibilità verso volumi di urina molto piccoli, fino alla chirurgia, ma quest’ultima nei casi veramente gravi.

 

QUALCHE CONSIGLIO FINALE E POI NON TI ANNOIAMO PIU'

Fai attenzione al peso: ingrassare può peggiorare il tuo problema perché aumenta la pressione sull’addome e addio… controllo della minzione! Pensa che i chili di troppo sono la seconda causa dell’incontinenza dopo la chirurgia.

Bevi acqua, certo, non credere che ti faccia male, anzi! Ma in parallelo rinuncia a birra e alcolici, che non ti fanno proprio bene se hai problemi alla prostata o alle vie urinarie. Ah, anche tè e caffè sono degli eccitanti per la tua vescica.

Se vuoi dare uno sguardo d’insieme a quello che puoi mangiare e bere senza rischiare di incorrere in problemi di… controllo, eccoti servito.


 

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Leggi tutti gli articoli della rubrica dedicata alla salute della prostata.




A cura di Francesca F. Salute
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