La depressione post-partum

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La depressione post-partum

30-06-2011 - scritto da buchal

Un'analisi dello stato di depressione che colpisce la donna dopo la nascita del suo bambino

La ‘crisi puerperale’

Per troppo tempo non si è preso in considerazione lo stato di depressione che colpisce la donna dopo la nascita del suo bambino, stato che può manifestarsi in varie forme:
- crisi puerperale
- depressione dopo parto
- psicosi puerperale.

La ‘crisi puerperale’ forma leggera che può iniziare il terzo giorno dopo il parto e durare
fino a circa due settimane. Durante questo periodo la donna si sente triste, spossata e facile al pianto. Questi sono sintomi che durano poco e sono dovuti al cambiamento ormonale ed emozionale causato dal recente parto.
La ‘depressione post partum’ colpisce molte donne ed è una malattia spesso non riconosciuta, sottovalutata, trascurata, inattesa e sovente ignorata dai membri della famiglia e persino dagli operatori stessi.
Tale depressione può iniziare subito dopo il parto, ma la maggioranza delle donne comincia a manifestare questi sintomi dalla sesta settimana dal parto in poi.
Molte donne esitano a esprimere il loro malessere o lo fanno dopo diverso tempo, anche se si sentono strane, ma senza sapere che cosa fare e con chi parlarne.
Ancora oggi, donne che vivono tali sintomi non vengono prese in considerazione e si sentono imbarazzate e terribilmente in colpa: dovrebbero sentirsi felici ma non lo sono affatto. Molto raramente queste donne raccontano alla loro ostetrica, al ginecologo o al pediatra in quale stato di malessere si trovano.
Quando il parto si è svolto nel migliore dei modi, quando c’è felicità per l’evento e quando madre e bambino stanno bene, la comparsa di uno stato di depressione appare fuori luogo. Generalmente, quando si manifestano strane sensazioni, pensieri tristi e forti emozioni, chi assiste definisce questo stato semplicemente ‘stress’.
Così scrive una donna dopo aver felicemente superato il disagevole stato:
”Dopo la nascita del mio bambino ho capito che in me c’era qualcosa che non andava. Mi sentivo distaccata da tutto e avevo strani e bizzarri pensieri e sintomi fisici, come: freddo, tremore, insensibilità, sintomi che, stando sola a casa, aumentavano. Piangevo spesso, specialmente quando qualcuno mi parlava. Non avevo appetito e non riuscivo a dormire. Soffrivo di attacchi di panico, ero terrorizzata dallo stato di ansia, mi sentivo fuori controllo e temevo di impazzire.”
A volte, la depressione non si manifesta chiaramente, camuffandosi da altro. Le donne dichiarano di sentirsi stanche, irritate, tristi e piagnucolose. Fanno qualunque cosa con fatica, con poca energia e sono prive di motivazione. Non si sentono in grado di rispondere ai nuovi bisogni. Un sintomo comunissimo è l’ansia. Sono particolarmente ansiose verso il bambino, la sua salute e il suo comportamento. Si sentono confuse, perché non provano alcun sentimento di affetto per il piccino. A volte provano persino rabbia, continuando a dibattersi nel circolo vizioso dell’auto-colpevolizzazione. Hanno bisogno di essere rassicurate per far sì che i pensieri non si traducano in azioni. I pensieri possono essere di voler gettare il bambino dalla finestra o di scaraventarlo sul letto…. Anche se non lo fanno, lo pensarono; comunque è importante che possano parlare con qualcuno e anche sapere che molte altre donne hanno pensato e provato le stesse cose. Hanno incubi e allucinazioni. Dicono spesso: “mi sembra di impazzire”.
Quando le donne sono molto angosciate e senza aiuto, possono verificarsi casi di maltrattamento del bambino, non intenzionali ma come reazione della loro incapacità di risolvere o di migliorare la situazione.
Parlando con i partners, molti confessano di essere impauriti e confusi; sono esauriti e si sentono impotenti, non sanno che cosa fare e non si sentono in grado di risolvere o di migliorare la situazione. Non sono abituati a vedere la loro compagna così imbarazzata. A volte sono terrorizzati che quello stato di depressione possa durare per sempre. Anche gli uomini hanno bisogno di aiuto e di riuscire a capire quali sono le cause dei sintomi della compagna e di sapere che con un adeguato appoggio psicologico la situazione può risolversi.
La nascita di un bambino porta enormi cambiamenti che possono essere vissuti come una perdita, cambiamenti nell’identità personale, nei ruoli e nel fisico, cambiamenti nello stile di vita e nello sviluppo. Questi cambiamenti non vengono presi in considerazione e nemmeno comunicati, perché, durante questo periodo, le aspettative generali sono di felicità, di gioia e di ammirazione per il bambino, mentre il vero vissuto può essere molto diverso e molto conflittuale.
Se una donna esprimesse le difficoltà che sta vivendo, verrebbe considerata una ‘cattiva madre’, per cui ogni parola espressa a questo riguardo genererebbe soltanto ulteriori problemi.

Le donne in preda a depressione hanno bisogno di:
- essere ascoltate e di potersi esprimere liberamente;
- rendersi conto di che cosa sta succedendo;
- non sentirsi sole, per poter condividere le stesse sensazioni comuni a molte altre donne;
- della possibilità di chiedere aiuto;
- non perdere la stima di sé se alcune aspettative non si sono realizzate, soprattutto durante il parto.

Già questo può aiutare moltissimo, e i cambiamenti si possono notare chiaramente da un
incontro all’altro anche a distanza di una sola settimana.
Poi c’è anche la “psicosi puerperale”. In questo caso si tratta di una grave malattia psicopatica, rarissima. Infatti, colpisce 1 o 2 donne su 1000. Il trattamento deve essere immediato a livello psicofarmacologico, con ospedalizzazione e controllo 24 ore su 24.
Anche per il padre il cambiamento avvenuto nella vita in seguito alla presenza di un bambino può essere vissuto come la perdita della libertà, del tempo a propria disposizione, dell’attività e del riposo. Per il padre, l’arrivo di un bambino può far affiorare conflitti e problemi irrisolti legati al passato, alla relazione con la famiglia di origine, al ruolo genitoriale. E’ solo potendone parlare, potendo far emergere il ‘fantasma’ che si può far innescare il processo creativo di avere un figlio.
Per la coppia c’è la perdita della loro intima e indisturbata relazione. I ritmi cambiano, così come cambiano le abitudini di sonno, sessuali, delle uscite, della gestione della casa, dello stile di vita, degli amici….. Cambiano i ruoli portando cambiamenti, conflitti e risentimenti.
Le aspettative e i valori per la crescita di un bambino possono essere molto diversi all’interno della coppia, portando ulteriore stress.
Quindi, i corsi di preparazione al parto hanno un ruolo essenziale in quanto possono far emergere e discutere questi aspetti. In Inghilterra è stato fatto uno studio interessante: a un gruppo di donne sono state trasmesse ampie informazioni su tutti i cambiamenti della vita quando nasce un bambino, le possibili difficoltà, le sensazioni e su come trovare soluzioni pratiche. Un altro gruppo di donne è stato lasciato senza le informazioni di cui sopra. Nel primo gruppo si è registrata una notevole minoranza di casi si depressione. Quindi, è lecito pensare che i corsi di preparazione alla maternità abbiano una grande importanza in quanto svolgono un ruolo educativo e preventivo.
I corsi sono importanti anche per individuare problemi emergenti già in gravidanza; infatti, il 30% delle donne soggette a depressione soffrono già durante la gestazione.
Quindi: sarà bene osservare i sintomi fisici a partire dal 5° mese e capire se la donna nutre sensazioni negative nei confronti del bambino, se lo considera un parassita o altro.
Un ulteriore fattore di aiuto è ovviamente la qualità dell’interazione e dell’intesa nell’ambito della coppia e il desiderio di avere un figlio, desiderio maturato da entrambi ancor prima del concepimento.


Bianca Buchal

Profilo del medico - buchal

Nome:
BIANCA BUCHAL
Professione:
Altro Operatore Sanitario
Contatti/Profili social:


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