Perdita dell’udito: gli apparecchi acustici più all'avanguardia

Perdita dell’udito: gli apparecchi acustici più all'avanguardia

08-06-2018 - scritto da Viviana Vischi

Panoramica sulle possibili soluzioni ai problemi di udito: gli apparecchi acustici sono dispositivi sempre più piccoli, discreti e su misura per le esigenze del paziente.

Migliorare l’udito e la qualità della vita? Missione (semplice) e possibile grazie alle moderne tecnologie.

 

Parlarti al telefono è diventato complicato perché fai fatica a comprendere il tuo interlocutore? Hai difficoltà a seguire il filo del discorso durante le conversazioni con molte persone o nei luoghi rumorosi? Il volume della tv ti sembra sempre troppo basso? Non senti il campanello o il citofono? Eccoli qui i primi, classici, segnali della perdita dell’udito, che probabilmente anche tu – come tanti – tendi a sottovalutare, pensando che facciano parte di un normale processo di invecchiamento, o all’opposto temere, come se sentire male ti facesse automaticamente passare dalla parte di quello “diverso”, duro di comprendonio, di cui parlare alle spalle.

 

Ormai da anni mi sono abituato a sentire “male”, che problema c’è?

 

Il problema è nascondere la testa sotto la sabbia, quando invece potresti rivolgerti a un esperto per cercare una soluzione a un problema di perdita dell’udito davanti al quale oggi, non ha più davvero alcun senso rassegnarsi o spaventarsi.

 

Le soluzioni ai problemi uditivi, qualunque sia la loro causa (invecchiamento, esposizione prolungata al rumore, otosclerosi, acufeni, traumi ecc.), esistono da molti anni e rispondono al nome di apparecchi acustici o protesi acustiche, ovvero dispositivi in grado di compensare le perdite uditive in modo immediato. Ma se in passato erano molto visibili e funzionavano così così, nel senso che facevano sobbalzare in presenza di rumori esterni percepiti come “forti”, oggi invece sono talmente minuscoli e sofisticati da apportare solo benefici alla vita, non limitazioni o impicci di qualche genere.

 

Vergognarsi di mostrare gli apparecchi acustici è un retaggio storico e culturale. A differenza degli occhiali – che l’industria della moda, da protesi, ha saputo trasformare in accessori fashion, da esibire -  gli apparecchi acustici fanno ancora fatica ad essere “sdoganati”.

 

Chi sente male spesso rifiuta questo tipo di soluzione perché, indossandola, teme di rendere visibile un handicap che invece potrebbe continuare a passare inosservato. Un’illusione: chi sta intorno a un ipoacusico, il suo difetto uditivo lo percepisce eccome! Senza contare che, a lungo andare, nell’ostinazione di non voler trovare una soluzione, la perdita dell’udito porta l’ipoacusico a isolarsi dalla vita sociale e familiare per non esporsi a brutte figure, nonché – parola di studi scientifici - a veder peggiorare le sue capacità cognitive per mancanza di stimoli al cervello.

 

Insomma, oggi come oggi rinunciare ad affrontare la perdita dell’udito grazie a soluzioni davvero alla portata di tutti come gli apparecchi acustici, è un vero peccato. Invecchiare è inevitabile, ma invecchiare bene è meglio!

 

Cosa potrebbe frenarti ancora oggi, il prezzo? Lo sapevi che la Sanità italiana eroga un contributo a favore delle persone con particolari problemi di udito, e che dunque la spesa per l’apparecchio acustico potrebbe essere a carico totale o parziale dell’Asl? Informati subito prenotando un controllo dell’udito gratuito e senza impegno in un centro acustico qualificato, dove e quando preferisci. Non ti costerà nulla e potrà aiutarti a sentire di più, e sentirti meglio.

 

Gli apparecchi acustici sono dispositivi elettronici che grazie a un microfono catturano i suoni, li analizzano, e attraverso un ricevitore che ne amplifica il volume li trasmettono all’orecchio. Si distinguono in due grandi famiglie:

 

  • Retroauricolari, da indossare dietro all’orecchio esterno: trasmettono i suoni attraverso un sottile tubicino in plastica o silicone, collegato a un auricolare posizionato nel condotto uditivo esterno. Hanno dimensioni variabili ma sono comunque ormai poco visibili. Per la loro potenza, sono generalmente indicati per perdite uditive da medio-gravi a profonde. Tra i retroauricolari, quelli di ultima generazione sono open fitting, ovvero con adattamento aperto, con ricevitore o nell’apparecchio o  direttamente nel condotto uditivo. In entrambi i casi il suono entra liberamente senza ostruzione del condotto uditivo;
  • Endoauricolari, da inserire direttamente all’interno del condotto uditivo esterno, al quale devono adattarsi completamente. Hanno dimensioni molto piccole, tanto da risultare quasi del tutto invisibili dall’esterno. Offrono minori possibilità di amplificazione del suono rispetto ai retroauricolari, perciò sono indicati per i casi di deficit uditivi meno gravi;

 

A questi si aggiungono gli apparecchi acustici digitali, ovvero calibrati tramite computer, altamente personalizzabili, capaci di offrire un suono più autentico e puro e di ridurre al massimo i rumori ambientali e di ritorno.

 

Quali scegliere? A decidere è il tecnico audioprotesista insieme al paziente, in base alla gravità del disturbo e alle sue esigenze quali famiglia, lavoro, vita sociale, hobby e naturalmente capacità economica. Ma l’intervento protesico realizzato dai centri più qualificati, seri e professionali non è solo finalizzato alla “vendita” di un apparecchio acustico, bensì al suo continuo adattamento ai bisogni della persona e alla verifica costante dei benefici ottenuti, in modo da offrirle un aiuto concreto, e di immenso valore, nella sua vita quotidiana.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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