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Prostatite e cistite: asintomatiche, ma da non trascurare

Prostatite e cistite: asintomatiche, ma da non trascurare

30-03-2017 - scritto da Francesca F. Salute

Salute maschile: l'urologo ti spiega l'importanza di prevenire le infezioni alla prostata e alle vie urinarie e di porvi rimedio in modo efficace.

Le prostatiti e le cistiti maschili di solito sono asintomatiche. Ma combattere i batteri che le causano è importante. Ecco perché.

 

Quando si parla di "salute intima", il pensiero si rivolge subito alla sfera sessuale: quando un uomo non riesce ad affrontare un rapporto in modo soddisfacente, si pone la domanda su quale possa essere il disturbo alla base delle sue difficoltà. Ed è lì che cerca di trovare una soluzione. Benissimo, corretto. Ma riduttivo. Perchè la salute intima dell'uomo è anche altro: è anche salute della prostata e delle vie urinarie. E' trovare un rimedio ai segnali di un'eventuale prostatite o cistite in corso, è sottoporsi ai controlli di routine dopo una certà età, quando la prostata comincia ad ingrossarsi, è indagare con il proprio medico il motivo per cui ci si deve alzare spesso la notte per andare in bagno, la ragione per cui la vescica sembra non svuotarsi mai completamente, la causa alla base di un'eccessiva proliferazione batterica che crea infezione e infiammazione.

 

E allora, cosa dovrebbero sapere gli uomini quando si parla di infezioni, batteri, prostatiti, benessere delle vie urinarie? Lo spiega il Dott. Andrea Militello, medico chirurgo specialista in Urologia e Andrologia.

Nella foto, il Dott. Andrea Militello, Urologo e Andrologo a Roma, Rieti, Viterbo e L'Aquila.

 

Dott. Militello, oggi parliamo di infezioni delle vie urinarie. Perché la cistite non è un problema solo femminile, ma può capitare anche agli uomini. Giusto?

Giusto, anche se essenzialmente l’infezione maschile che possiamo paragonare come frequenza di insorgenza alla cistite femminile, è la prostatite. La prostatite se non curata può cronicizzare creando successivi problemi alle vie urinarie e seminali.

 

Nel caso in cui una prostatite o una cistite siano asintomatiche, come fa un uomo ad accorgersi della loro presenza ed eventualmente porvi rimedio? Ma, soprattutto, perché porvi rimedio?

La prostata produce il liquido seminale, ne deduciamo che la sua integrità è indispensabile per avere un buon liquido seminale. La prostatite, anche se asintomatica, è sempre comunque evidenziabile con modesti disagi nella sfera urinaria o sessuale. Senza contare che, se trascurata, alla lunga può causare infezione dell'epididimo e conseguente dolore ai testicoli.

 

E’ vero che la presenza di batteri nella prostata può innalzare i valori del PSA? Ed è vero che a quel punto c’è il rischio di essere sottoposti a biopsia (che non è certo un esame piacevole) per colpa di un “falso allarme”?

Assolutamente giustissimo. Il PSA è un marker di salute prostatica, e non un marker tumorale come si diceva un tempo. Quindi una prostatite può molto facilmente alzare il PSA. Il consiglio è quello di valutare sempre la situazione insieme all’urologo curante.

 

E’ possibile prepararsi al meglio al controllo del PSA per evitare risultati anomali e conseguente "panico" da parte del paziente?

Se si tratta di un esame di routine consiglio almeno 72 ore di astinenza sessuale. Se invece è un controllo a breve distanza per “sospetti” clinici, è bene accertarsi che non ci sia una prostatite in atto. Nel caso ci sia un'infezione in corso, bisogna intervenire per combattere la proliferazione batterica prima di sottoporsi all'esame del PSA.

 

Un uomo che soffre di ipertrofia prostatica benigna (e se ha più di 50 anni è probabile che ce l’abbia!), è un uomo la cui vescica, tendenzialmente, si svuota male. Questo può essere un problema o al massimo solo una “rottura di scatole”?

Una rottura di scatole ed anche un grosso problema. Il residuo urinario che ne consegue è portatore di sicuri fenomeni infiammatori e infettivi per la vescica! Senza dimenticare che, se la vescica si svuota male, lasciamo le sue pareti a continuo contatto con urine cariche di sostanze di rifiuto, tossiche e spesso… cancerogene, come ad esempio accade con le urine del fumatore.

 

Gli antibiotici contro le infezioni batteriche delle vie urinarie: funzionano, ma a che prezzo? E’ vero che la resistenza batterica sta diventando un bel problema in Italia? Come si può arginare il problema?

Questa riflessione è ormai una certezza: l’antibiotico spesso viene usato come primo approccio terapeutico creando resistenze e inutili sovraccarichi metabolici. Per questo è bene avere un approccio più “naturalistico” alle infezioni batteriche: bisogna rispettare delle regole alimentari e comportamentali in modo tale da mantenere le urine il più possibile adeguate alla vescica. Si possono anche assumere integratori utilissimi a tale scopo. 

 

Le infezioni delle vie urinarie si possono prevenire? Se sì, come?

Certo che sì, e ci riagganciamo alla precedente domanda. E' consigliabile bere almeno due litri di acqua al giorno, evitare di mantenere urine in vescica per troppe ore, regolarizzare o mantenere regolare l’intestino (fonte primaria di infezione), e se il caso usare integratori naturali dedicati alla bonifica dell’ambiente urinario.

 

Chiarissimo come sempre. Grazie dottore!

 


 

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A cura di Francesca F. Salute
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