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Stop alle fratture da osteoporosi

Stop alle fratture da osteoporosi

18-10-2017 - scritto da Francesca Morelli

Il 20 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi. Se hai problemi di fragilità ossea, rivolgiti a un centro specializzato per una diagnosi corretta.

Hai già subito una frattura da osteoporosi? Non esporti ad ulteriori rischi, ma agisci subito.

 

Questo invito è dedicato soprattutto a te, che fai parte della popolazione femminile, hai 50 anni o qualcuno in più, sei in menopausa e sai cosa significa subire una frattura da osteoporosi. Magari ci sei già passata, rompendoti una vertebra o il polso, senza neppure incappare in una brutta caduta, ma semplicemente come conseguenza di un banale trauma.

 

Un primo evento, questo, che ti espone a una probabilità maggiore di incorrere in una seconda frattura, mettendo a rischio la qualità della tua vita: più limitata nell’autonomia, più insicura nella stabilità fisica e nella percezione dei rischi e dei pericoli, più fragile anche nell’aspetto psico-emotivo.

 

LA PREVENZIONE PERO’ E’ POSSIBILE 

Ed è dedicata proprio a questo la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi che si celebra il 20 ottobre e che punta a far conoscere, a te e a tutte le donne, una malattia che si manifesta in maniera subdola, con un progressivo impoverimento della densità ossea che ne aumenta la fragilità anche nei confronti di urti banali e quotidiani.

 

Stando alle ultime stime, si calcola che nei prossimi 40 anni, in Italia, nella popolazione a rischio non sottoposta a terapie adeguate l’incidenza delle fratture da osteoporosi sia destinata a raddoppiare, aggravando un contesto già critico tra le over 50, fatto di 90 mila fratture al femore, a cui si aggiungono le vertebrali e al polso. 

 

 

Nel video, i numeri delle fratture da osteoporosi in Italia. 

 

ALLORA NON METTERTI A RISCHIO

La prevenzione passa anche da un miglior controllo della malattia, così da mettere una maggiore distanza fra te e la prima ma, soprattutto, la seconda frattura. Quella che con maggiori probabilità porta alla disabilità e all’allettamento forzato.

 

Oggi ci sono ottime opportunità di prevenzione e terapeutiche per le prime e le seconde fratture da osteoporosi: ad esempio, per le persone che hanno una predisposizione a un nuovo evento, l’accesso alle cure più innovative a carico del SSN è più facile, secondo le normative previste dalla specifica nota 79 dell’AIFA, Agenzia Italiana del Farmaco. Basta rivolgersi per la diagnosi, il trattamento e la cura a centri di alta specializzazione, capillarmente diffusi in tutta Italia.

 

I MIGLIORI CENTRI DI DIAGNOSI E CURA SUL TERRITORIO

Non sai a chi rivolgerti per il tuo problema di fragilità ossea? Ecco un elenco dettagliato di centri specializzati in osteoporosi, accreditati anche dalla SIOMMMS, Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro, con una mappatura provincia per provincia.

 

LO SCHELETRO E’ IL BASTONE DELLA TUA VECCHIAIA. PRENDITENE CURA

Cogli l’occasione e compila il DeFRA79 Test, il test online di autodiagnosi ufficialmente riconosciuto dalla comunità medica, che con 4 semplici domande ti metterà a confronto con la tua propensione al rischio di malattia e fratture nei prossimi 10 anni. Il risultato potrà consentirti di rivolgerti in maniera più informata al centro specialistico più vicino a casa tua per l’impostazione di un eventuale percorso di cura e ricevere consigli sul corretto stile di vita.

 

Infatti ci sono alcuni comportamenti strategicamente efficaci per prevenire e allontanare il rischio di osteoporosi e dunque di prima e seconda frattura. Tra questi:

  • La regolare e costante attività fisica che fortifica ossa e scheletro in generale;
  • Una dieta sana, ricca soprattutto di calcio;
  • L’esposizione al sole che permette di immagazzinare vitamina D, il cui apporto può essere sapientemente integrato dietro consiglio medico con l’assunzione di integratori ad hoc;
  • L’abolizione di alcune abitudini nocive, prime fra tutte il fumo.

 

OSTEOPOROSI: AFFRONTALA IN COPPIA

Gli uomini di solito pensano di non essere toccati dal problema dell’osteoporosi e finiscono per trascurare la prevenzione. Ma si sbagliano, perché la fragilità ossea può colpire anche loro, tanto che un quinto delle fratture riguarda il genere maschile. E allora, se tuo marito ha più di 50 anni, coinvolgilo attivamente in uno stile di vita sano per il suo scheletro e invitalo a riflettere sul fatto che le sue ossa, purtroppo, possono non essere “tutte di un pezzo”.

 

Se ha un mal di schiena un po’ sospetto, fa uso continuativo di farmaci come il cortisone, o già combatte con altre patologie, ad esempio epatiche e renali, consigliagli di consultare il medico. Perché alcuni fattori, condizioni o abitudini con cui abitualmente convive potrebbero incrementare le probabilità di insorgenza dell’osteoporosi, con evoluzioni anche severe e un rischio di frattura notevole.

 

Invece dire “Stop alle fratture” è più facile di quanto si pensi.




A cura di Francesca Morelli.
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