Tumore del rene: i nuovi orizzonti di cura

Tumore del rene: i nuovi orizzonti di cura

22-01-2018 - scritto da Francesca Morelli

Riguarda sempre più i giovani e le persone obese, ma oggi il tumore del rene non è più incurabile. Anzi, le nuove terapie stanno offrendo risultati importanti.

Tumore del rene: il 71% dei pazienti è vivo a 5 anni dalla diagnosi.

 

  • 13.600 nuovi casi di tumori del rene
  • 11.600 localizzati nel parenchima, cioè nel tessuto renale, e circa 2.000 nelle vie urinarie
  • Il 60% scoperti per caso
  • 9.000 tra gli uomini e 4.600 tra le donne
  • Rappresentano il 4% di tutti i tumori nella popolazione maschile e il 2% in quella femminile
  • 25% di diagnosi in pazienti con meno di 50 anni contro il 10% di solo un decennio fa

 

Sono i numeri, importanti, registrati nel 2017 solo in Italia riguardo i tumori renali, diffusi da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e AIRTUM (Associazione italiana dei registri tumori).

 

Tuttavia, in un panorama pesante, ci sono anche due notizie confortanti:

  • L’incidenza dei tumori renali risulta stabile nell’arco degli ultimi anni
  • La malattia oggi è meglio controllabile, garantendo una sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, grazie alla disponibilità di nuove terapie

 

A fianco della chirurgia, che resta la prima scelta nei casi in cui la malattia locale o localmente avanzata è operabile, supportata da chemioterapia (tuttavia non sempre efficace) e/o radioterapia, oggi sono disponibili nuove cure: farmaci biologici che "affamano" il tumore, privandolo del nutrimento attraverso i vasi sanguigni e inibendone così la crescita, e l’immunoterapia che punta invece a debellare o ridurre la malattia, sfruttando il sistema immunitario.

 

I FATTORI DI RISCHIO DEL TUMORE DEL RENE

Sono noti: ai primi posti si piazza il fumo di sigaretta cui si attribuisce circa il 40% dei casi di tumore del rene nell’uomo, più a rischio di malattia rispetto alla donna, e che aumenta nel fumatore del 50% le probabilità di sviluppare un tumore del parenchima renale, con rischi probabili ancora più elevati per i tumori della pelvi.

 

I dati confermano che le probabilità di sviluppo di malattia renale nel fumatore sono triplicate e proporzionali al numero di sigarette fumate ogni giorno e agli anni di esposizione.

 

Non meno importante è il fattore professionale che interessa i lavoratori che hanno a che fare con altoforni o a coke, con materiali industriali come carbone, acciaio, cadmio, amianto e piombo, tutti potenzialmente cancerogeni.

 

Valide per tutti e influenzanti il potenziale sviluppo di malattia, sono alcune condizioni cliniche tra cui ipertensione arteriosa, malattie ereditarie (sindrome di Von Hippel Lindau e di Birt-Hogg-Dubé, leiomiomatosi ereditaria) o alcune terapie come dialisi e radiazioni ionizzanti gamma e X.

 

Invece, tra i possibili input di insorgenza di tumore renale sta acquisendo sempre maggiore importanza il fattore sovrappeso e obesità: secondo le stime di AIOM-AIRTUM, 3.400 delle nuove diagnosi annue, cioè  il 25% del totale, sono riconducibili a un indice di massa corporea fuori misura.

 

QUALITA' DELLA VITA E TERAPIE

Il tumore renale è una patologia seria, allora quanto impatta sulla quotidianità? Come reputa la qualità di vita un paziente che ne è affetto? Secondo un recente sondaggio, presentato da AIOM nel corso di uno dei suoi congressi annuali, che ha coinvolto 1.034 cittadini e 256 pazienti con tumore del rene, il 57% di questi ultimi stima la propria qualità di vita buona, ottima nel 6% dei casi. Opinione positiva è espressa anche in relazione all’assistenza e cura offerte dal Sistema Sanitario Nazionale, giudicato buono dal 64% dei pazienti e ottimo dall’8% di essi.

 

Ma una lacuna c’è: il 76% dei pazienti affetti da tumore, del rene in particolare, ritiene che sul territorio esista una diversità di prestazioni e opportunità di cure variabili da regione a regione. Di qui la richiesta prioritaria di migliorare le condizioni del paziente oncologico, eliminando le "macchie di leopardo" terapeutiche ancora esistenti sul territorio.

 

LE TERAPIE

I migliori traguardi negli ultimi anni sono stati ottenuti grazie all’introduzione di cure mediche innovative, cioè di terapie diverse dalla chirurgia, chemioterapia e radioterapia. Fra queste la disponibilità di farmaci biologici e dell’immunoterapia. Negli ultimi due anni, secondo quando dichiarato dal professor Carmine Pinto, Presidente nazionale AIOM, si è assistito al miglioramento dei processi di approvazione e rimborsabilità delle nuove molecole anticancro a livello nazionale da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), dopo la registrazione da parte dell’ente regolatorio europeo (EMA).

 

Un traguardo importante, ma non ancora sufficiente, dice l’esperto, perché occorre uniformare e abbattere le diversità ancora esistenti sul territorio in termini di tempistiche e procedure di accesso alle terapie dove sono evidenti divari regionali variabili da un minimo di 31 giorni a un massimo di 293 giorni.

 

Una priorità necessaria anche in funzione dell’efficacia delle nuove terapie in grado di garantire - secondo dati in letteratura - nel 71% dei pazienti, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi, con un tasso dell’87% tra i 15 e i 44 anni e del 56% in pazienti over 75, probabilità tanto maggiori se i pazienti sono residenti al Centro Nord rispetto al Sud.

 

TERAPIE SU MISURA

Il miglioramento della sopravvivenza si associa anche a diagnosi precoci e a terapie personalizzate sulla tipologia di malattia che consentono a 7 pazienti su 10 di sconfiggere o di meglio controllare il tumore renale. A patto che si riesca a intervenire durante le prime fasi della malattia, alla comparsa cioè dei primi possibili segnali (sangue nelle urine, dolore sordo o spasmi al fianco o addominali, una massa palpabile nella cavità addominale), come dichiarato da Giacomo Cartenì, Direttore dell’Oncologia Medica del Cardarelli di Napoli, quando i tassi di sopravvivenza possono superare anche il 50%.

 

 

A fianco della diagnosi precoce il merito va riconosciuto anche a nuove terapie, tra cui:

  • Farmaci a bersaglio molecolare. Sviluppati nel corso degli ultimi anni, hanno la capacità di colpire obiettivi cellulari precisi e impedire la crescita del cancro. Possono svolgere, per esempio, un’azione anti-angiogenica riuscendo a fermare la formazione di vasi sanguigni. Tra questi ci sono nuovi inibitori tirosin-chinasi, come cabozantinib, che hanno dimostrato di essere efficaci anche in fase di malattia metastatica. In Italia Il cabozantinib sta finalizzando l’iter per la rimborsabilità con l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): si tratta del primo e unico farmaco che ha evidenziato, in uno studio di fase 3 (dunque già testato sull’uomo), miglioramenti significativi in termini di sopravvivenza globale, sopravvivenza libera da progressione e tasso di risposta obiettiva quando impiegato, nel trattamento del tumore renale in seconda linea;
  • L’immunoterapia. Consiste nella somministrazione di sostanze prodotte dall’organismo stesso oppure di origine sintetica per stimolare il sistema immunitario a difendersi dalla malattia. Può essere utile per controllare la malattia di stadio avanzato o già metastatizzatosi in altri organi. In alcuni casi può servire a ridurre le dimensioni del tumore o a rallentarne la crescita.

 

Si tratta dunque di ulteriori armi terapeutiche rispetto a quelle più tradizionali che vanno a completare una strategia di cura che può dotarsi così di chirurgia, anche conservativa o con approccio laparoscopico/robotico (laddove possibile), di farmaci orali TKi (inibitori della tirosinchinasi, una proteina coinvolta nello sviluppo di malattia) multitarget. Terapie che, insieme a quelle più innovative, possono contribuire alla guarigione o comunque a un miglior controllo della malattia, se in fase avanzata.

 

UN OPUSCOLO DIVULGATIVO

Per sapere di più sul tumore al rene è possibile scaricare gratuitamente il libretto informativo redatto dall'AIMaC (Associazione Italiana Malati di Cancro, parenti e amici), ricco di consigli riguardanti anche gli aspetti sociali ed assistenziali della malattia e che impattano sulla vita quotidiana dei malati e della loro famiglia.

 

Categorie correlate:

Malattie, cure, ricerca medica




A cura di Francesca Morelli, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2014, collaboratrice di testate web di medicina, scienza, salute e benessere specializzate in prevenzione, oncologia, alimentazione, medicina e medicina di genere, pediatria, e-health.

 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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