Abbronzati si’, arrostiti mai!

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Abbronzati si’, arrostiti mai!

01-02-2010 - scritto da Viviana Vischi

Filtri solari e senso della misura: ecco la vera difesa per la pelle. Perche’ è il sole il vero artefice dell’invecchiamento cutaneo

Guida all'abbronzatura sicura senza scottature

Abbronzati si’, arrostiti mai! Maniche lunghe e pantaloni, addio: finalmente è tempo di sole! Ma con attenzione e con un buon filtro protettivo. Non ci stancheremo mai di ripeterlo: gli effetti dannosi dei raggi UVA e UVB non solo si vedono immediatamente, sotto forma di rughe, eritema e ustioni ma, fatto ancor più grave, si sommano giorno dopo giorno, anno dopo anno, insomma, sono a lunga scadenza.
I raggi ultravioletti contribuiscono infatti a quelle reazioni biochimiche che nella pelle portano alla formazione di radicali liberi, anticipando o peggiorando le conseguenze del passare del tempo, come la secchezza cutanea, la riduzione di elasticità, le rughe e il colorito spento. Il sole è il principale artefice dell’invecchiamento cutaneo!
Non solo. L’esposizione continua e cumulativa comporta l’ispessimento dello strato corneo e l’alterazione dei processi di rinnovamento e di esfoliazione. Nel derma, inoltre, modifica la struttura di collagene ed elastina, fino a dilatare i capillari e ad infiammare il tessuto (“elastosi solare”): sul volto la cute appare cedevole e il colorito di base diventa giallastro.
Anche le semplici scottature non vanno prese alla leggera, perché fra i principali fattori di rischio dei tumori cutanei (melanoma) c’è proprio l’eccessiva esposizione al sole in età infantile e giovanile; il pericolo aumenta se si hanno occhi e capelli chiari, pelle lentigginosa e delicata.
Per tutti questi motivi, d’estate e in vacanza, utilizzare filtri anti-UV deve diventare un’abitudine consolidata. E solo i cosmetici di qualità possono garantire una protezione costante e di lunga durata, oltre a idratare, nutrire e ammorbidire la pelle.
Solari e abbronzatura: la crema protettiva va applicata anche se ci esponiamo poche ore al giorno o abbiamo una pelle coriacea. Nei primi giorni possiamo puntare su un fattore di protezione attorno al 18, poi scendere a un 8 o a un 4 per le carnagioni più scure. E’ vero, utilizzando una protezione alta impiegheremo un po’ di più ad abbronzarci, ma il colorito sarà più uniforme e persistente. Ricordiamo inoltre che i raggi UV agiscono anche in acqua, mentre l’ombrellone ne blocca appena il 40%: dunque, utilizziamo la crema anche se stiamo tutto il giorno in mare o all’ombra.
Infine, teniamo sempre presente che non esiste al mondo una crema capace di filtrare completamente le radiazioni ultraviolette. Dalla scorsa estate, infatti, in tutta l’Unione Europea è vietato pubblicizzare prodotti per la protezione da UVA e UVB con scritte del tipo “schermo totale” o “protezione 100%”. E’ bene, quindi, non sentirsi troppo sicuri mentre ci si abbronza, perché i raggi solari sono sempre in agguato. Creme a parte, bisogna attenersi alle intramontabili regole di buon senso: evitare le ore più calde e indossare cappelli e occhiali da sole, soprattutto per i più piccoli.


A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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