Cartellino rosso alla carne rossa

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Cartellino rosso alla carne rossa

29-10-2015 - scritto da Dr. Antonio Facchiano

L'OMS invita a ridurre il consumo di carne rossa, probabilmente associata al tumore del colon retto. L'opinione dell'oncologo.

50 mila morti ogni anno correlati al consumo di carne rossa.

Cartellino rosso alla carne rossa

Prima o poi la bomba doveva scoppiare. La carne rossa processata (cioè salata, insaccata, affumicata, ecc.)  anche secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è probabilmente associata al tumore del colon retto. Questo, tanto per intenderci, è uno dei tumori più frequenti e pericolosi. L'indicazione esplicita da parte dell’OMS è di ridurne il consumo.

Ma analizziamo con attenzione cosa davvero ha detto l’OMS in questa tanto discussa dichiarazione, sulla quale ormai si sprecano commenti, critiche, riflessioni (compresa questa mia!).

Difficile trovare un commento originale. Ma ci provo.

Al sito ufficiale dell’OMS in forma di domande e risposte viene chiarito cosa la IARC (International Agency for Research on Cancer) ha inteso dire.

Alla domanda numero 12 si chiarisce, per esempio, che:

il consumo di carni rosse processate è presumibilmente responsabile di circa 35 mila morti l’anno per tumore del cancro del colon retto, mentre 50 mila potrebbero essere i morti ogni anno, correlati al consumo di carne rossa (anche non processata).

50 mila morti ogni anno nel mondo, su 7 miliardi di persone, potrebbero sembrare una bazzecola, soprattutto se paragonati ai 200 mila morti dovuti all’inquinamento dell’aria, ai 600 mila morti dovuti al consumo di alcol, e al milione di morti dovuto al fumo di sigaretta (numeri riportati sempre nella risposta alla domanda numero 12).

Ma i morti non vanno a un tanto al chilo. I morti sono morti, sono sofferenza, sono dolore che non ha peso e non è misurabile. 35 mila morti valgono come un milione e come 1.

La domanda numero 25 chiarisce che la pericolosità della carne rossa (processata o meno) si deduce dall’analisi di circa 800 studi pubblicati negli anni scorsi. Perciò, c’è poco da recriminare.

Pur condividendo la preoccupazione per l’economia basata sul consumo di carne, bisogna convenire che le verità vanno dette e spiegate, cosicché ognuno sia poi libero di scegliere e mangiare quello che vuole, in maniera consapevole.

Ma a mio avviso è la domanda numero 20 che andrebbe letta con attenzione e sulla quale andrebbe fatta una riflessione profonda. Nella risposta a questa domanda si dice (testualmente ) che questa dichiarazione “… rafforza una raccomandazione dell’OMS risalente al 2002, nella quale si invitava la gente che mangia carne a moderare l’uso di carne rossa processata per ridurre il rischio di cancro del colon retto”. In altre parole non si ha difficoltà ad ammettere che:

quanto detto adesso era stato già detto nel 2002 dalla stessa OMS. Dal 2002 ad oggi sono passati 13 anni, cioè circa 400 mila morti associati al consumo di carne rossa processata.  400 mila!

Pur apprezzando il coraggio e la chiarezza dell’OMS che finalmente ha scoperchiato un vaso profondissimo, la mia domanda numero zero è la seguente:

quanto tempo e quanti altri morti dovranno scorrere per passare dalle raccomandazioni degli organi tecnici alle decisioni dei politici? Speriamo meno di altri 13 anni.

 

A cura di Antonio Facchiano, oncologo molecolare, Roma

 

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Antonio Facchiano
Oncologo c/o Istituto Dermopatico dell'Immacolata, IDI-IRCCS, Roma
Professore Biochimica c/o Università Tor Vergata, Roma

Profilo del medico - Dr. Antonio Facchiano

Nome:
Antonio Facchiano
Comune:
Roma
Occupazione:
Medico Oncologo e Professore Universitario Biochimica
Specializzazione:
Oncologia Medica
Contatti/Profili social:


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