Fame nervosa: le cause e le soluzioni

Fame nervosa: le cause e le soluzioni

20-06-2018 - scritto da Paola Perria

Il desiderio intenso e irresistibile di un cibo specifico è un impulso comune, ma cosa lo scatena?

Ecco svelati i motivi che ci spingono ad abbuffarci di alcuni cibi dolci o salati.

 

Dura dai 3 ai 5 minuti, ma resistere è talmente difficile che quasi nessuno ci riesce: è l’improvviso e insopprimibile desiderio di un cibo, un impulso ad abbuffarci che ha senza dubbio un’origine ben diversa, e spesso lontana, dalla reale necessità di mangiare. Quest’ultimo bisogno è infatti legato al normale meccanismo di fame-sazietà che si innesca quando il nostro corpo si ritrova a corto di cibo, che è anche il nostro carburante, e lo reclama attraverso i fisiologici stimoli dell’appetito (acquolina in bocca, borbottii dello stomaco vuoto ecc.). Una volta soddisfatto questo bisogno fisico, il nostro impulso a mangiare si ferma, perché subentra il senso di sazietà.

 

Ma qualche volta capita di essere assaliti da improvvisi attacchi di fame nervosa che ci spingono verso determinati alimenti che variano da persona a persona (per alcuni possono essere i dolci, per altri piuttosto snack salati), di cui il corpo non ha alcun bisogno. Tanto è forte e impellente questo desiderio, che non abbiamo letteralmente il tempo per reagire e… soccombiamo. Perché la caratteristica di questo tipo di improvviso desiderio di cibo è proprio l’imprevedibilità, e la velocità con cui si palesa. Una voglia di dolce o di salato che con lo stato di gravidanza non ha nulla a che vedere, che colpisce trasversalmente persone di ogni età, ceto sociale, peso e caratteristiche fisiche e mentali.

 

Ma quali sono le reali cause di questo tipo di comportamento alimentare compulsivo? Cosa ci muove alla ricerca di un’immediata gratificazione che può derivare dai cosiddetti cibi comfort, come i dolci a base di cioccolato, ma anche le patatine fritte o un goloso gelato?

 

LE CARATTERISTICHE DELLA FAME NERVOSA

Per prima cosa, va specificato che gli attacchi di fame nervosa durano pochissimi minuti. I soggetti particolarmente vulnerabili a questo tipo di fame compulsiva sono proprio coloro che seguono un regime alimentare controllato. Persone che si sottopongono a regimi dietetici per dimagrire o per non ingrassare, o che seguono un’alimentazione naturale e salutare.

 

Questa incidenza, ci fornice già, intuitivamente, un po’ di informazioni. Probabilmente dietro l’emergenza saltuaria di attacchi di fame per cibi specifici che nella stragrande maggioranza dei casi potremmo ascrivere alla categoria junk-food (cibo spazzatura), c’è la voglia di trasgredire regole autoimposte troppo rigide.

 

Va inoltre specificato che la fame nervosa di cui stiamo parlando, non è generalizzata. La voglia compulsiva di abbuffarsi, tipica di alcune forme di disturbi dell’alimentazione come il binge eating, non si allarga a tutti i tipi di cibi, ma è selettiva. I soggetti di volta in volta possono desiderare il loro alimento preferito, come ad esempio un certo tipo di cioccolato, di biscotti, o di gelato. Insomma, è come se la richiesta fosse davvero molto focalizzata su ciò che, effettivamente, fornisce maggior gratificazione in assoluto. Un cibo i cui effetti di comfort sono stati ampiamente collaudati.

 

TUTTO PARTE DAL CERVELLO

Secondo gli studi, tutto parte dalle regioni del cervello deputate alla memoria, al piacere, alla ricompensa. Quel peccato di gola che non possiamo non assecondare nasce insomma dal desiderio di darci un piccolo piacere, di ricompensarci di qualcosa, di premiarci, di consolarci, e soprattutto di farlo usando un cibo della memoria, che è associato ad un ricordo piacevole. Ecco perché l’attacco di fame è selettivo, circoscritto ad un solo cibo con certe caratteristiche non sostituibili.

 

Naturalmente tutto questo complesso meccanismo è modulato dagli ormoni, in particolare ogni attacco si associa a picchi nei livelli di leptina e serotonina, ma diciamo che all’origine non c’è tanto uno squilibrio endocrinologico, quindi biologico, quanto un automatismo di natura psicologica. Tanto è vero che le “voglie” di questo tipo aumentano in periodi di particolare stress, quando è più logico sentire il bisogno di gratificarsi in qualche modo.

 

LE STRATEGIE PER PREVENIRE LA FAME NERVOSA

A questo punto sorge spontanea la domanda: ci sono strategie che possiamo mettere in atto per prevenire e combattere questo tipo di impulsi? La prima è cercare di gestire lo stress che già di per sé è operazione non facile. Più semplice seguire i seguenti comportamenti pratici:

  • Mangiare più proteine. Talvolta un aumento degli episodi di fame improvvisa e di desiderio di cibi dolci, dipende da una dieta sbilanciata, in cui sia in eccesso il contenuto in zuccheri semplici, che si digeriscono rapidamente e inducono il corpo a richiedere nuovamente e in tempi brevi nuovi carboidrati. Le proteine sono invece molecole più complesse da metabolizzare, richiedono tempi più lunghi e quindi consumarne una quota ad ogni pasto significa prolungare il senso di sazietà. Attenzione! Le proteine non le troviamo solo in carne, pesce e latticini, ma anche nei legumi, nella frutta secca a guscio e nei cereali integrali
  • Dormire il giusto. Non si tiene in debito contro il ruolo cruciale del sonno nei meccanismi di fame-sazietà. È stato scientificamente provato che dormire poco e male sballa il cervello e la produzione ormonale, e in genere aumenta il rischio di attacchi di fame improvvisi
  • Masticare gomme. Tutto sommato possono costituire un valido sostituto di qualcos’altro, se le abbiamo a portata di mano quando siamo presi dalla “voglia”
  • Mangiare i pasti con calma, senza fretta, masticando bene. Questo rilassa lo stomaco e fa sentire più sazi e soddisfatti, inoltre contribuisce a ridurre i livelli di stress. Al contrario, mangiare al volo ci fa sentire poco gratificati e lo stomaco tende a “risvegliarsi” prima
  • Fare degli spuntini a metà mattina e metà pomeriggio che siano leggeri ma sazianti. Anche questo è un buon stratagemma. Se siamo predisposti agli attacchi di fame nervosa, soprattutto quando sotto stress, è meglio non lasciare lo stomaco troppo a lungo vuoto. Questo non significa assecondare le nostre malsane voglie di cibi poco salutari, al contrario, significa prevenirne il desiderio semplicemente agendo prima che esso si manifesti. Qualche esempio di spuntino? Della frutta secca a guscio, ad esempio 3 noci, uno yogurt intero, un frutto o una piccola macedonia, due quadratini di cioccolato extra fondente, un centrifugato di frutta e verdura ecc.

 

Non resta che provare!

 

Foto | via Pixabay.com

Fonte | medicalnewstoday.com



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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