Diverticolosi e diverticolite: le differenze

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Diverticolosi e diverticolite: le differenze

30-04-2021 - scritto da Paola Perria

Diverticolosi e diverticolite non sono la stessa cosa: scopriamo insieme i sintomi e come vengono gestiti questi due disturbi dell'intestino.

Diverticoli intestinali: cosa sono e cosa possono provocare?

 

Lungi dall’essere una malattia, la diverticolosi è, piuttosto, una condizione. I diverticoli, infatti, sono delle estroflessioni cave, simili a sacchette, che sporgono dalla superficie intestinale. I diverticoli possono formarsi in ogni parte dell’intestino, ma è più probabile trovarli nella sezione terminale: il colon. Dobbiamo quindi immaginare che porzioni interne di questo organo tubulare rivestito da strati di tessuto diversi, si indeboliscano e perdano turgore, rilassandosi e dando origine ai diverticoli.

 

Queste escrescenze sono asintomatiche, tanto che la maggior parte delle persone scopre di soffrire di diverticolosi durante un esame diagnostico di controllo, come una radiografia o una colonscopia, o nel corso di un intervento chirurgico.

 

Se, quindi, hai la diverticolosi, non hai l’intestino “malato”, ma sei predisposto alle complicanze che questa condizione anomala comporta. Potresti, infatti, non avere mai problemi finché… i diverticoli non diventino deposito di residui di cibo che possono fermentare per l’azione di batteri ed enzimi digestivi. Risultato? Un’infiammazione di natura infettiva, un po’ come accade in caso di appendicite.

 

COSA CAUSA I DIVERTICOLI (E LA DIVERTICOLOSI)?

Scoprire di avere i diverticoli e quindi la diverticolosi, non è affatto raro per noi occidentali. Si tratta di una condizione molto legata allo stile di vita e all’alimentazione, ma anche all’età avanzata: se gli under 40 hanno il 10% di probabilità di sviluppare la diverticolosi, la percentuale sale al 25% per un sessantenne fino a raddoppiare negli over 80. Man mano che invecchiamo, infatti, la muscolatura peristaltica dell’intestino si indebolisce formando, appunto, i diverticoli; e questi, sebbene in fase iniziale potrebbero riassorbirsi, di fatto tendono a peggiorare progressivamente.

 

La causa principale della diverticolosi è infatti la stitichezza, disturbo assai comune sia negli uomini che nelle donne. Quando le feci non vengono espulse con regolarità finiscono per accumularsi nel colon e fare massa, generando una pressione interna che porta alla formazione di diverticoli.

 

La stitichezza a sua volta è provocata da fattori quali l’insufficiente apporto di fibre nella dieta quotidiana e la poca attività fisica che impigrisce anche l’intestino.  Le fibre sono i maggiori costituenti di frutta, verdura, legumi e cereali integrali, che non possono essere digeriti completamente dall’organismo e vanno a costituire le feci, facendo sì che siano morbide e facili da eliminare. Viceversa, il soggetto di mezza età che basa la sua alimentazione su carne, insaccati, formaggi e zuccheri semplici (pasta e pane bianchi, dolci, bevande alcoliche), è certamente molto più predisposto a stitichezza cronica, e pertanto anche alla formazione dei diverticoli.

 

Altro fattore di rischio da considerare è l’assunzione, per lunghi periodi, di farmaci FANS, di corticosteroidi e oppioidi che alterano la peristalsi intestinale e favoriscono la formazione dei diverticoli.

 

COSA ACCADE QUANDO LA DIVERTICOLOSI DIVENTA DIVERTICOLITE?

Avere la diverticolosi può trasformarsi in un serio rischio per la salute quando i diverticoli si infiammino, e ciò accade quando si formano colonie batteriche al loro interno. I diverticoli, infatti, rappresentano un ideale ricettacolo di germi patogeni, perché nel tempo possono riempirsi di residui di cibo e di feci che “fermentano”.

 

Il 10-25% delle diverticolosi si trasforma, così, nella sua complicanza patogena: la diverticolite, che può essere acuta ma con sintomi sfumati, oppure tanto intensa da necessitare il ricovero ospedaliero. Talvolta episodi acuti tendono a ripresentarsi nel tempo fino a generare una sorta di cronicizzazione.

 

L’infezione cronica del diverticolo può a sua volta formare cicatrici che vanno a restringere il lume intestinale (stenosi) ostruendo il passaggio delle feci e portando pertanto a blocco parziale o totale dell’intestino. Si tratta di una complicanza rara ma che deve essere trattata tempestivamente con il ricorso, se necessario, all’intervento chirurgico d’urgenza.

 

Eventualità anch’essa rara, ma comunque possibile, è l’emorragia da diverticolosi, che si verifica quando uno o più piccoli vasi che irrorano i diverticoli si rompano. Tale complicanza si manifesta con sanguinamento rettale, più o meno copioso, o con presenza di sangue nelle feci. Nei casi lievi, l’emorragia si risolve in breve tempo e non richiede un trattamento, ma in presenza di una consistente perdita di sangue bisogna consultare il medico per effettuare ulteriori esami, come la colonscopia. Se l’emorragia non si ferma, bisogna recarsi subito al pronto soccorso.

 

Sempre in casi poco frequenti, una diverticolosi non riconosciuta può inoltre portare alla formazione di fistole e ascessi che possono disperdere nell’intestino i germi patogeni diffondendo l’infezione fino a causare una peritonite. Spesso è possibile contenere l’infezione con una adeguata terapia antibiotica che elimina gli agenti patogeni e disinfetta l’intestino. Solo in casi estremi si dovrà ricorrere all’intervento chirurgico.

 

Leggi la seconda parte dell'articolo >>



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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