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Esiste un trattamento efficace per la tricotillomania?

Esiste un trattamento efficace per la tricotillomania?

20-04-2011 - scritto da guglielmo.rottigni

La verità è che non si conoscono ancora forme di trattamento davvero efficaci nel risolvere i problemi creati da questo disturbo

Quella che segue è la traduzione di un articolo comparso sul numero di Aprile 2007 della Harvard Mental Health Letterche fa il punto sulla situazione dei trattamenti medici e psicologici per la tricotillomania.

Per quanto ad alcuni possa sembrare un articolo che lascia poche speranze, ritengo sia preferibile dire le cose come stanno, e non come vorremmo che fossero.

La responsabilità degli psicologi sta anche nel presentare le informazioni disponibili in modo completo e corretto. Come afferma l'art. 7 del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani, "Nelle proprie attività professionali, nelle attività di ricerca e nelle comunicazioni dei risultati delle stesse, nonché nelle attività didattiche, lo psicologo valuta attentamente, anche in relazione al contesto, il grado di validità e di attendibilità di informazioni, dati e fonti su cui basa le conclusioni raggiunte; espone, all’occorrenza, le ipotesi interpretative alternative, ed esplicita i limiti dei risultati. Lo psicologo, su casi specifici, esprime valutazioni e giudizi professionali solo se fondati sulla conoscenza professionale diretta ovvero su una documentazione adeguata ed attendibile".

Esiste un trattamento efficace per la tricotillomania?

Un trattamento efficace per questo disturbo non è ancora stato definito in modo chiaro. Nel manuale diagnostico DSM IV-TR (il manuale più utilizzato in ambito psichiatrico per classificare i disturbi psichici) la tricotillomania viene classificata come un "disturbo nel controlllo degli impulsi", ed è molto più diffusa di quanto si pensi. Le persone che soffrono per questo disturbo non riescono ad impedirsi di strapparsi i capelli (o, in alcune varianti, altri peli corporei come le sopracciglia, le ciglia, i peli pubici, ecc.) e continuano a farlo anche dopo che i risultati di questa attività vengono notati dalle altre persone. Come accade in altri disturbi nel controllo degli impulsi, il comportamento di strapparsi i capelli è preceduto da un senso di tensione crescente e seguito da un senso di sollievo o di piacere.
Alcune persone che soffrono di tricotillomania si strappano i capelli per la maggior parte del loro tempo, mentre in altre questo comportamento assume una forma fasica, che va e viene e che, spesso, emerge in situazioni stressanti.

Sono soggetti a strappo soprattutto i capelli, ma accade che ad essere colpiti siano le sopracciglia, le ciglia o la regione pubica.
In alcuni casi il disturbo è presente in una forma lieve, ma in altri la sofferenza e i risultati di questo comportamento sono gravi. A parte l'effetto "cosmetico" dovuto alla perdita di capelli - alcune persone affette da questo disturbo arrivano a strapparsi tutti i capelli presenti in un'area bersaglio - si possono sviluppare un'irritazione dello scalpo e una sindrome da stress ripetuto. Alcune persone affette da tricotillomania mangiano i capelli che si strappano, il che può provocare disturbi ai denti e sintomi gastrointestinali; questo comportamento può provocare la formazione di un tricobezoar (una massa di capelli nello stomaco o nell'intestino) che può produrre vomito, nausea e - occasionalmente - ostruzioni intestinali pericolose.

La tricotillomania esordisce spesso nell'infanzia o nell'adolescenza, e colpisce circa il 3,5% della popolazione adulta degli Stati Uniti d'America; il numero esatto di persone affette da questo disturbo può essere stimato solo in modo grossolano, dato che spesso i soggetti colpiti si vergognano tanto da tenere segreto a tutti il loro comportamento. Tuttavia, sembra che il disturbo in questione colpisca le donne in percentuale doppia rispetto agli uomini, anche se è possibile che gli uomini non lo sappiano riconoscere come tale o non cerchino aiuto per risolvere questo problema.

La tricotillomania può interferire in modo pesante con il lavoro, la scuola o la progressione di carriera. Le interviste e i sondaggi mostrano che, rispetto alla popolazione generale, le persone che soffrono di questo disturbo sono meno soddisfatte delle loro vite e presentano un livello di autostima inferiore. Oltre a vergognarsi, alcune persone colpite da tricotillomania cercano di evitare di intrattenere relazioni intime e di farsi vedere in pubblico. Molte presentano ansia o depressione che possono richiedere un trattamento medico o psicoterapeutico ed alcuni soggetti si rivolgono alle sigarette, all'alcool o a droghe di vario tipo in cerca di un minimo sollievo dalla sofferenza che provano.

Le cause di questo disturbo sono a tutt'oggi ingnote, benché molti ricercatori sospettino l'esistenza di un collegamento tra la tricotillomania e i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo (OCD). Esistono alcune prove riguardanti la difficoltà delle persone che soffrono di tricotillomania nell'inibizione dell'attività motoria e nella capacità di spostare l'attenzione da un compito ad un altro (la cosiddetta "flessibilità cognitiva"). Questo potrebbe indicare, a livello organico, che il problema potrebbe essere legato all'attività delle connessioni tra lobo frontale - sede della pianificazione e del ragionamento - ed il corpo striato, che è responsabile della pianificazione delle azioni motorie. Potrebbe essere implicata anche l'attività del cervelletto - un'altra regione del cervello che regola i movimenti - dato che uno studio ha dimostrato che i soggetti affetti da tricotillomania presentano in media un cervelletto con un volume inferiore rispetto a quello dei gruppi di controllo. Al momento, tuttavia, questi risultati vanno considerati come indicazioni, non come prove o connessioni certe.

Per passare alla questione dei trattamenti, la pura verità è che non sappiamo quali forme di trattamento siano più efficaci nel risolvere i problemi creati da questo disturbo. La forma di psicoterapia cognitivo-comportamentale chiamata "habit reversal training" (addestramento al cambiamento delle abitudini) sembra essere efficace nel breve periodo, ma i sintomi spesso ricompaiono dopo alcuni mesi dalla fine del trattamento.
Nessun tipo di farmaco si è dimostrato efficace in sperimentazioni controllate, così la maggior parte degli psichiatri inizia tentando la somministrazione degli stessi farmaci utilizzati per i disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo, come il Prozac o lo Zoloft, oppure con antidepressivi triciclici come la clomipramide. Se questo tentativo si rivela inefficace, gli psichiatri passano spesso ad aggiungere un ulteriore farmaco antidepressivo, una benzodizepina per tentare di controllare gli stati d'ansia o persino farmaci stimolanti o antipsicotici atipici.

Guardando a quel che fanno gli psichiatri dal punto di vista dei pazienti o dei loro famliari, può sembrare che tirino fuori a caso medicinali dai loro scaffali tentando ora una cosa ora un'altra, ma - in realtà - la sofferenza e gli handicap provocati dalla tricotillomania sono spesso tali da obbligare i medici curanti a trattare in modi "creativi" e spesso inusuali questo tipo di disturbi. Al momento possiamo solamente sperare che i progressi nella comprensione delle cause biologiche e psicologiche di questo disturbo possano aiutare a migliorare le forme di trattamento. Tuttavia, gli studi più recenti suggeriscono che il percorso più efficace verso la guarigione consista di una combinazione in gradi variabili di trattamento farmacologico e psicoterapeutico.


Michael Craig Miller, M.D.
Editor in Chief

HARVARD MENTAL HEALTH LETTER - APRIL 2007


Buona vita


"Qual'è la definizione di "follia"? E' il ripetere continuamente la stessa azione, e aspettarsi un risultato diverso.
Se è così, tutti noi siamo folli".

Da: "Il denaro non dorme mai".

Dott. Guglielmo Rottigni
Psicologo
Ordine Psicologi Lombardia n° 10126

Profilo del medico - guglielmo.rottigni

Nome:
Rottigni Guglielmo Valentino
Comune:
Albino
Telefono:
340 6014937
Occupazione:
psicologo
Specializzazione:
Psicologia
Contatti/Profili social:


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