Gli infortuni nello sport

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Gli infortuni nello sport

26-08-2016 - scritto da Viviana Vischi

Sport e benessere psicofisico vanno a braccetto. Purtroppo però quando si fa un’attività fisica si rischia di incappare in infortuni più o meno gravi.

Ogni sport ha i suoi infortuni. Vediamo quali e come evitarli.

Uno stile di vita attivo, fatto anche e soprattutto di uno sport che sia adatto alla propria età e alle proprie condizioni di salute, è uno dei segreti della longevità. Lo sport è importante per il corpo e per la mente, perché è una spinta a vincere la pigrizia, a superare i propri limiti, ad acquisire fiducia in se stessi e negli altri; senza contare che aiuta a scaricare le tensioni e a socializzare: anche in uno sport singolo come la corsa ci si può unire a un gruppo per un allenamento collettivo!

Lo sport apporta indiscutibili vantaggi, a qualunque età: contribuisce al mantenimento della salute, allontana lo stress e le tossine, accresce in chi lo pratica il self control, la coordinazione, la gestione delle tensioni e delle emozioni, il rispetto per l’ambiente e per il proprio organismo. Coltivare una passione sportiva permette di sentirsi più vivi e di acquisire maggior autostima e autonomia, il che è importante soprattutto per gli anziani. Ai più giovani, invece, insegna a gestire il confronto con gli altri.

 

Purtroppo, però, quando si fa un’attività fisica si rischia di incappare in infortuni più o meno gravi, che possono colpire differenti parti del corpo: “fa parte del gioco”. La maggior parte degli infortuni sportivi riguarda muscoli, tendini, legamenti e articolazioni, mentre in un numero limitato di casi si riportano rotture di ossa o danni agli organi interni. Ad ogni modo, non bisogna spaventarsi perché, con un po’ di attenzione e con i giusti accorgimenti, gli infortuni si possono generalmente evitare.

 

Esistono sport più o meno traumatici. In particolare, bisogna fare attenzione agli sport con la palla (calcio, ma non solo) e agli sport sulla neve: due terzi degli infortuni riguardano queste attività! Il problema non è solo il trauma da contatto fisico ma anche il logoramento dovuto a prolungati stress meccanici (problemi alle cartilagini, ad esempio).

 

Si può fare una distinzione degli infortuni in:

  • Acuti: contusioni, distorsioni, lesioni dei menischi, lussazioni, traumi cranici, concussioni, ferite lacero-contuse, lesioni dei legamenti, fratture, stiramento, strappo
  • Cronici: artropatie, tendinopatie, talalgie, condropatie, epicondilite, epitrocleite, periartrite, lombalgie, metatarsalgie, lesioni degenerative delle cartilagini, tenosinoviti, tendinosi

 

Gli infortuni sono spesso da mettere in relazione con il tipo di sport praticato. Qualche esempio:

  • Salto -> infortuni al ginocchio
  • Sport di contatto -> traumi cranici
  • Pallanuoto, pallavolo -> lesione cuffia dei muscoli rotatori
  • Corsa --> disturbi al ginocchio e alla tibia  
  • Ginnastica --> rotture dei legamenti

 

Una curiosità: negli sport di squadra anche il ruolo può portare ad una differente frequenza di infortuni. Nel calcio, ad esempio, il 50% degli infortunati sono centrocampisti, 33% difensori, 17% attaccanti.

 

Per scoprire tutti i dolori tipici dei singoli sport, ecco un’interessante infografica proposta dal sito Sempreattivi.it.

 

 

Cosa fare per prevenire gli infortuni? Tre sono i momenti di un allenamento che assolutamente non vanno trascurati per cercare di prevenire il più possibile gli infortuni:

Riscaldamento o warm up

E’ una parte vitale della prevenzione degli infortuni in ogni sport e contribuisce anche a preparare mentalmente e fisicamente all’attività che si sta per intraprendere. Con la fase di riscaldamento, che dovrebbe durare almeno 5 minuti, bisognerebbe ottenere una frequenza cardiaca sufficiente a far aumentare il flusso di sangue in tutto il corpo, scaldare e allungare i muscoli per garantirne un lavoro in condizioni ottimali. Corsa a ginocchia alte, bicicletta, qualche salto, sono tutti esercizi di riscaldamento consigliati.

Defaticamento o cool down

Il defaticamento serve, oltre che come profilassi per la prevenzione degli infortuni, anche a porre le basi per il lavoro successivo e per il recupero della fatica fisica e mentale. A livello mentale serve ad alleggerire la tensione, ad esaminare la situazione, a rimuovere fattori spiacevoli e a ritrovare la motivazione. La fase di defaticamento aiuta ad abbassare la frequenza cardiaca, a rimuovere le sostanze di “scarto” come l’acido lattico e a riportare i muscoli alla condizione di riposo che avevano prima di essere sottoposti ad esercizio. Una corsa molto soft è un classico esercizio di defaticamento che va bene per ogni sport.

Allungamento muscolare o stretching

si tratta di esercizi di allungamento dei muscoli che vanno mantenuti in posizione per almeno 15-30 secondi a seconda del tipo di muscolo che si vuole allungare. Ce ne sono di specifici per i piedi, le caviglie, le ginocchia, la schiena e le spalle. Qui alcuni utili suggerimenti.

 

Per approfondimenti:

Lavoro aerobico ed anaerobico: differenze e funzionalità

I falsi miti del fitness

Esercizi in casa: guida completa

Categorie correlate:

Fitness, sport, attività fisica




A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
Profilo Linkedin di Viviana Vischi
 

ForumSalute
ForumSalute su Facebook
ForumSalute su Twitter
ForumSalute su Google+

 

ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X