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L'omeopatia in ambito oncologico

L'omeopatia in ambito oncologico

18-11-2013 - scritto da Dott. Giorgio Marcialis

Sicurezza ed efficacia dei principali rimedi omeopatici di comune uso in ambito oncologico

L'omeopatia nel trattamento dei disturbi collegati a tumori, chemioterapia, radioterapia

L'omeopatia in ambito oncologico Più del 60% delle persone affette da neoplasie ricorre in tutto il mondo alle Medicine Comlementari. I più importanti Centri internazionali di Oncologia hanno inserito le CAM (Complementary and Alternative Medicines) fra le prestazioni offerte ai loro assistiti. Fra questi, Sloan Kettering Cancer Center di New York (USA) e Dana Farber Cancer Institute di Boston (USA), Royal London Hospital for Integrated Medicine di Londra (Inghilterra), Clinica universitaria di Vienna (Austria) e Centro di Medicina Integrata dell’Ospedale di Pitigliano (Italia).

La Letteratura scientifica evidenzia l’efficacia dell’Omeopatia in termini di miglioramento della qualità della vita e riduzione degli effetti collaterali dei farmaci convenzionali utilizzati nella terapia del cancro. Risulta, dunque, sempre più importante e necessario sostenere correttamente i cittadini nella loro scelta di salute integrata, affidandoli a personale sanitario realmente esperto in Omeopatia, che conosca potenzialità e limiti di questa terapia non convenzionale e sia formato nei concetti dell’alleanza terapeutica (Medicina Integrata).

Ritengo importante che un Medico di Medicina Olistica conosca i principali rimedi omeopatici di comune uso in ambito oncologico, in quanto l’Omeopatia è una terapia efficace, priva di effetti tossici, senza effetti indesiderati gravi e soprattutto senza interazioni farmacologiche.

Cito alcuni esempi:
• Per i disturbi ansiosi conseguenti alla comunicazione della diagnosi di cancro al paziente, sono indicati Ignatia amara ed Aconitum napellus;
• Per lo stress legato alle indagini diagnostiche (es. agoaspirato, TC, RMN) e/o ai cicli di chemioterapia e/o di radioterapia, si usano Gelsemium sempervivens ed Ignatia amara;
Prima di un intervento chirurgico è consigliabile Phosphorus e dopo l’intervento Arnica montana, allo scopo di limitare gli ematomi;
• Dopo l’intervento chirurgico, per ridurre il dolore e la nevralgia, si utilizzano Hypericum perforatum e Staphysagria;
• Per i disturbi digestivi, in particolare nausea e vomito, conseguenti alla chemioterapia, sono indicati Nux vomica, Ipeca e Tabacum;
• Per la diarrea da chemioterapici, si utilizza Arsenicum album; inoltre, se si associano gonfiore di tutto l’addome ed affaticamento, è indicata China;
• Per i sintomi pseudo-influenzali (astenia, febbre, mialgie) da chemioterapia, si consigliano Eupatorium perfoliatum, Gelsemium sempervivens e Rhus toxicodendron;
• Nelle mucositi da chemioterapia (es. afte), sono indicati Kalium bichromicum e Mercurius corrosivus;
• Per la prevenzione delle radiodermiti (lesioni da radioterapia), si utilizzano Radium bromatum, Apis mellifica e Belladonna;
• In caso di ulcerazioni cutanee da radioterapia, si usano Petroleum e Nitricum acidum;
• In caso di scottature da radioterapia con vescicole, è consigliabile Cantharis.


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