La Depressione

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La Depressione

30-09-2008 - scritto da dott_Renzo

Qual è il quadro sintomatologico in un depresso?

Perché ci si ammala di depressione?

La depressione è forse una delle sofferenze mentali che più ha diviso e continua a dividere gli esperti: psichiatri, psicologi, psicanalisti, psicofarmacologi e genetisti. Una divisione che a volte è quasi inconciliabile perché si fonda sulle cause che la provocano e conseguentemente sulla terapia.

Eppure la depressione è un disagio socialmente importante.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità, la pone al quarto posto tra i maggiori problemi sanitari e calcola che in Europa e negli Stati Uniti è la seconda causa di invalidità dopo le malattie cardiovascolari.
 

Statisticamente, per ogni individuo, la probabilità di ammalarsi di depressione in un anno è del 15% e nell'arco della vita del 20%.
Le persone più a rischio sono le donne e i giovani ma interessa tutti e in tutte le fasce di età. 
Nei soggetti depressi il rischio di suicidio è del 7% negli uomini e del 1% nelle donne.


Uno stato depressivo non curato può durare dai 6 ai 24 mesi e la possibilità di ricaduta è del 50%. Qual' è il quadro sintomatologico in un depresso? Bisogna anzitutto dire che vi sono diversi tipi di depressione.

 

I SINTOMI



Si riconosce in ogni caso un quadro generale comune a quasi tutte le forme: la tristezza, nervosismo, svogliatezza e stanchezza, non avere voglia di incontrare persone, fare con fatica e demotivazione il proprio lavoro, essere afflitti da un continuo stato di pessimismo per se stessi e per le persone care, coltivare idee di colpa, bassa stima di se stessi, mangiare poco o troppo con conseguente dimagrimento o ingrassamento, dormire troppo o poco, difficoltà a concentrarsi.

Bastano alcuni di questi sintomi per far diagnosi di depressione. La psichiatria, attenta com'è alla classificazione dei caratteri distintivi (nosologia), ha elencato diversi tipi di depressione che sostanzialmente sono:

  • depressione atipica
  • depressione bipolare
  • depressione psicotica
  • depressione unipolare
  • depressione grave malinconica


La depressione atipica sembra interessare il 40% dei casi curati a livello ambulatoriale. Oltre al quadro generale si caratterizza per un eccesso di sonno, aumento della fame, stanchezza e ipersensibilità alle osservazioni degli altri.

La depressione bipolare interessa il 50% dei casi, ma purtroppo spesso non è riconosciuta. Per un certo periodo il paziente è iperattivo, troppo contento, facilmente irritabile, agitato, ha poca voglia di dormire, tende alla logorrea ha un grande desiderio sessuale.
Tale fase è seguita da un periodo caratterizzato da un soggettivo pietoso senso di fallimento che investe totalmente il paziente proiettandolo in un "tunnel" affollato da pensieri cupi e pessimistici.

Il paziente si sente gravemente deprivato da ogni energia vitale.

Tralasciamo le altre forme che hanno una incidenza fortunatamente inferiore e che per la loro gravità sintomatologica richiedono spesso un intervento temporaneamente limitante la libertà del paziente: T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio).

 

LA TERAPIA

Chiaramente ciò che più ci interessa è la terapia. Diciamo subito che prima dell'avvento degli psicofarmaci la situazione era molto più grave. Quasi tutte queste forme tendevano alla cronicizzazione.

Pochi erano i mezzi a disposizione del medico oltre al contenimento e a qualche presidio sanitario che funzionava soprattutto su un piano empirico, ad esempio l'elettroshock. Gli psicofarmaci funzionano.
La risposta è alta se sono prescritti da specialisti che ne conoscono l'efficacia che è diversa secondo il tipo di Depressione.
Ma non sono la panacea. Per avere dei risultati che durino nel tempo e per evitare le ricadute, bisogna associare una psicoterapia.



Rimane la domanda più importante: PERCHE' CI SI AMMALA DI DEPRESSIONE? 

E' il quesito che segna le maggiori divergenze teoriche. Per un certo periodo, aveva avuto fortuna la teoria genetica. Si pensava cioè che una persona nascesse con una ineluttabile predisposizione alla depressione e che il problema fosse causato da alcune alterazioni biochimiche a livello celebrale.

Ma valutando le interazioni con l'ambiente familiare e sociale e il quadro psicologico del paziente, si è visto che non è proprio solo così.
Si è fatto largo l'idea, sempre più verosimile che si tratti di una malattia seria con cause (etiologia) diverse, dove il disagio psichico spesso anticipa la malattia e ne è sempre, una forte componente.

E' importante quindi che il paziente sappia che si può fare della prevenzione. Intervenire sul disagio psicologico iniziali significa limitare l'evolversi della malattia verso forme più gravi.

 

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Profilo del medico - dott_Renzo

Nome:
RENZO ZAMBELLO
Comune:
MILANO
Telefono:
026697907
Specializzazione:
Psicologia
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