La Medicina Omeopatica

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La Medicina Omeopatica

26-07-2011 - scritto da Fagone

La Medicina Omeopatica

Breve introduzione di questo metodo di valutazione e di cura degli esseri viventi

La medicina omeopatica è un metodo di valutazione e di cura degli esseri viventi, è utilizzata in medicina umana come in medicina veterinaria, trova applicazione in tutte gli stati di malattia che sono di competenza della medicina in generale, quindi può costituire la scelta principale per chi vuole curarsi, rispettando i meccanismi naturali di guarigione. La medicina ufficiale, con i suoi farmaci che sfruttano il meccanismo di guarigione per azione contraria, può essere riservata a quei casi che non rispondono alla cura omeopatica, sia perché il quadro di malattia è al di la della competenza del medico omeopata, oppure perché il quadro sintomatologico non è modificato significativamente dal trattamento scelto omeopaticamente per via di una ridottissima capacità di risposta dell’organismo. È evidente che nei casi di gravi emergenze o di patologie che richiedano la chirurgia non è in discussione l’uso degli interventi ormai collaudati e che portano alla risoluzione e se possibile al ripristino dello stato di salute. Allo stesso modo nessun medico omeopata metterebbe in discussione l’uso di sostituti di funzioni assenti nell’organismo, ad esempio: l’insulina nel diabete o i farmaci cardiologici negli eventi acuti. È possibile affermare queste cose perché l’omeopatia negli ultimi duecento anni si è dimostrata un’ottima prima scelta per la cura degli ammalati.

Il rapporto tra l’omeopata e il paziente è in tutto e per tutto sovrapponibile a quello che si instaura con il medico di famiglia, un rapporto di continuità assistenziale, in cui col tempo il medico comprende la totalità del paziente e del gruppo con cui questi è in relazione. Il medico omeopata ha tutti gli strumenti necessari ad affrontare le comuni patologie sia acute che croniche, perché ha una visione globale dello stato di salute del paziente e le medicine di cui dispone coprono l’intero arco delle malattie umane, da quelle gastroenterologiche a quelle cardiologiche, dalle patologie neurologiche a quelle ginecologiche, risolve le malattie infettive comuni, siano esse virali che batteriche, l’omeopata affronta pazienti con malattie acute e croniche, anche quelle degenerative che tanta diffusione stanno avendo nella nostra società. Ma la cosa più importante è che l’omeopata con la sua visione unitaria del paziente e del suo ambiente è in grado di svolgere pienamente il ruolo di prevenzione delle malattie, perché tiene in conto e valuta totalmente sia i comportamenti che le abitudini, la costituzione del paziente e la sua ereditarietà, intesa come stato complessivo comportamentale e patologico degli ascendenti. Se è vero che una delle accuse più frequenti che vengono rivolte agli omeopati è che le loro cure funzionano perché dedicano molto tempo al paziente, è vero anche che l’ascolto del paziente è parte integrante del lavoro del medico, quindi questo effetto “placebo” è comune a tutti i trattamenti medici in cui ci si prende cura del paziente.

La malattia per l’omeopata non è una condizione autonoma dal paziente, ma una sua espressione. Si potrebbe dire che ogni paziente fa le malattie che è in grado di fare, manifesta i sintomi che lo rappresentano meglio nella sua profondità. Anche la presenza di virus o batteri quali causa della malattia, non sono che un fattore, indubbiamente importante, ma non rappresentano tutta la malattia. Il terreno su cui si sviluppa il quadro di malattia è per la medicina omeopatica molto più importante delle cause che ne scatenano le manifestazioni. In un qual certo modo, che fattore causale di una sintomatologia sia un batterio, un virus, una sostanza irritante esterna o una reazione interna dell’organismo, magari di origine psicosomatica è relativamente importante, mentre è fondamentale con quali sintomi e quali modalità si presenta il malessere del paziente, perché questi rappresentano il modo di soffrire del paziente. Per l’omeopata è importante l’insieme dei sintomi del paziente, anche quelli che per i suoi colleghi allopati non hanno importanza, come gli orari di miglioramento e aggravamento, le condizioni ambientali o le azioni che accompagnano lo star male, la concomitanza di sintomi diversi o l’alternanza di sindromi diverse.
La malattia è considerata uno stato dinamico, il paziente è in continuo divenire ed ogni azione, sia essa terapeutica che comportamentale, ne modifica lo stato, questo richiede una relazione continuativa con il medico omeopata, così come avviene con il medico di famiglia.
Il medico omeopata prescrive tenendo conto dei sintomi del paziente, ma anche delle relazioni che egli ha con l’ambiente familiare, di lavoro e sociale in cui vive, per questo potete rivolgervi al vostro medico omeopata con la piena fiducia che saprà trovare la risposta più idonea al vostro malessere, sia esso fisico che psichico, acuto oppure cronico.

Le medicine omeopatiche non sono tali perché sono fatte dalle piante o perché sono in granuli, non sono tali nemmeno perché sulla confezione c’è scritto “medicinale omeopatico”. Perché una medicina sia omeopatica deve essere prescritta secondo i criteri della scienza medica omeopatica, ovvero, secondo la legge di similitudine, sulla totalità dei sintomi del paziente e nella dose efficace più piccola possibile. Una medicina è omeopatica perché è stata prescritta sui sintomi del paziente, è omeopatica (simile alla sofferenza) al suo stato di malattia, cioè, la sua azione è simile a quella esercitata dalla causa di malattia del paziente. Perché una sostanza possa entrare a far parte della farmacopea, cioè degli strumenti di cura, del medico omeopata, deve prima essere conosciuta nei suoi effetti, per cui si sperimenta sull’uomo sano, in dosi molto piccole per evitare lesioni permanenti o addirittura fatali, per i sintomi più gravi ci si può basare sulla tossicologia. Conosciuti i sintomi che una sostanza può indurre nell’uomo, questi possono essere messi a confronto con i sintomi dell’ammalato e sfruttando la legge di guarigione per similitudine guarirlo.

Un luogo comune da sfatare è che se la prescrizione è sbagliata “la medicina omeopatica tanto male non fa”. Si confonde la mancanza di tossicità con l’assenza di effetti. Se fosse vero che assumere una medicina omeopatica sbagliata non implica nulla, non si spiegherebbe perché quella medicina abbia un’azione. Una medicina o agisce o non agisce e siccome le medicine omeopatiche sono medicine, che siano prescritte correttamente o scorrettamente, comunque inducono una risposta nell’organismo. Perciò usatele secondo la prescrizione del vostro medico omeopata, allo stesso modo e con la stessa cautela con cui assumereste qualsiasi altra medicina.
Categorie correlate:

Medicina alternativa, naturopatia




Dott. Giuseppe Fagone
Medico Chirurgo
Omeopatia

Via Guerrazzi 13 – 20145 – Milano
Tel-fax 0233107718
E-mail: giuseppe.fagone@medicina-omeopatica.it

Web-site: www.medicina-omeopatica.it



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