Le emozioni amiche e nemiche nello sport

Facebook Twitter Google Pinterest YouTube

Le emozioni amiche e nemiche nello sport

27-01-2014 - scritto da Emanuela Boldrin

Il ruolo delle emozioni nello sportivo e come gestire le emozioni, l'ansia e lo stress per ottenere risultati eccellenti

Le emozioni hanno un ruolo importante nello sport, scopriamo quale

Le emozioni amiche e nemiche nello sport PREMESSA
Chi si occupa di sport conosce bene quanto la componente psicologica sia importante per migliorare le condizioni fisiche dell’atleta, le capacità attentive, gli stati emotivi, le pulsioni e le motivazioni che accompagnano l’azione motoria. I processi mentali ed emozionali diventano pertanto parti imprescindibili dell’evoluzione della prestazione e contribuiscono alla buona riuscita della performance e al benessere dell’uomo-atleta.
Ogni sportivo e ogni allenatore, attribuisce un significato diverso alla gara e di conseguenza il suo vissuto interiore si modifica a seconda di questi significati. Sulla base di questa considerazione lo stato psicofisico del soggetto è il motore da cui partire, da verificare continuamente e quello da considerare in tutte quelle tecniche o azioni che uno sportivo può compiere per migliorare la sua prestazione e per garantire una sua condizione di equilibrio e di benessere.

I criteri sui quali possiamo osservare le condizioni psicofisiche dello sportivo sono:
COGNITIVO–MOTORIO
- diminuzione delle capacità attentive
- inferiori capacità oculo-manuali, di velocità
- tempi di reazione non adeguati all’azione
- scadente qualità dell’esercizio svolto
EMOTIVO–MOTIVAZIONALE
- alterazione degli stati emotivi
- ansia poco controllata
- aspetti relazionali, di comunicazione, reazioni affettive, egocentrismo, rabbia ecc.

IL RUOLO DELLE EMOZIONI NELLO SPORTIVO
L’emozione è una risposta dell’organismo a una certa situazione. La situazione che si viene a creare in un giocatore davanti ad un torneo, una partita, un campionato può predisporre a uno stato di agitazione, possono emergere ricordi di sconfitte precedenti, può attivarsi un’elevata carica di energia da incanalare, se positiva, verso una prestazione eccellente. Il peso di tutte queste emozioni può condizionare o impedire quello che è definito il “peak
performance”, momento magico, e inquinare l’equilibrio di un buon gioco e la sicurezza dello sportivo.
Non dimentichiamo, tuttavia, che avvertire una piccola dose di ansia si rivela utile, aiuta a percepire meglio la realtà e spinge verso la consapevolezza. Mike D’Antoni, ex allenatore del basket Benetton Treviso, sosteneva che il successo era legato al fatto che prima di ogni partita si aveva sempre paura.
Quando l’ansia e lo stress sono importanti e non ben gestiti rischiano di compromettere seriamente i risultati. Essi interagiscono fra loro, creano insicurezza e possono alterare il valore che diamo alla gara. La sindrome ansiosa nello sportivo è molto soggettiva alcuni la vivono maggiormente sul piano fisico altri sul piano comportamentale e psichico, ma in tutti i casi la reazione che tendiamo ad avere è di difenderci, adottando a seconda delle nostre caratteristiche personali vari meccanismi.
Ci possiamo trovare ad esempio, davanti al giocatore che razionalizza trovando spiegazioni in quello che capita, oppure negando (“oggi non sento nulla, non mi importa della partita ecc.”) o reagendo all'opposto (scherzando o ridendo) o usando rituali (“mi lego le scarpe sempre allo stesso modo”) o proiettando (“vedo gli altri come più ansiosi di me”) o isolandosi non parlando o evitando gli altri. Da un lato il suo “io” è minacciato (“posso giocare male, non riesco a segnare ecc.”) dall’altro è eccitato da una possibilità di emergere o migliorare (“ voglio vincere, voglio sconfiggere l’avversario ecc.”).

IL RUOLO DELLE EMOZIONI NELLA SQUADRA
Tante emozioni si attivano anche in squadra e nel gruppo sportivo. Per squadra intendiamo l’insieme d’individui all’interno della quale le abilità dei singoli vengono esaltate dall’interazione reciproca.
In una squadra si creano relazioni in cui emerge:
- una disponibilità sociale
- uno scopo comune
- una comunicazione che permetta di esprimere liberamente i propri
pensieri e di vivere serenamente le proprie emozioni
- una conoscenza reciproca
- una capacità di accettare le regole
- una soddisfazione e divertimento

Nella squadra sportiva la caratteristica di base dovrebbe essere la coesione cioè la forza che aggrega i singoli membri e li porta a considerare l’obiettivo da raggiungere comune. Viene spontaneo pensare a quante dinamiche si attivano per raggiungere questa componente.
Possono emergere emozioni che sono fonte di energie positive, ma anche rischi di conflittualità non espresse o anche manifestate, possono sorgere paure davanti alla prestazione, rabbia verso i compagni, insicurezza o frustrazione in caso di vittoria mancata.
Compito di un buon allenatore è affinare le capacità umane di leggere queste emozioni che permettono di comprendere il comportamento dell’atleta singolarmente, ma anche nelle relazioni di gruppo, di prevedere quello che potrebbe in futuro avere e di indirizzare un eventuale cambiamento e controllo su atteggiamenti sbagliati.

COME GESTIRE LE EMOZIONI NELLO SPORTIVO
Alla luce delle dinamiche descritte, possiamo dire che le emozioni sono qualcosa sempre di delicato, che richiedono prudenza nel considerarle e dove dobbiamo intervenire agendo su aspetti a livello conscio e inconscio, sul piano verbale ma soprattutto non verbale.
La psicologia dello sport si occupa quindi di tecniche di miglioramento della prestazione che mirano ad attenuare i sintomi legati all’ansia attraverso il rilassamento fisico ed emotivo, tecniche che cercano di sostituirli con altri simbolicamente equivalenti, ma generatori di minore ansia, tecniche di soppressione per soffocarli gradualmente modificandone per via suggestiva il modello sensorio-percettivo e la sistemazione temporo-spaziale, tecniche che puntano al potenziamento dell’autostima e della sicurezza dell’atleta.

Emanuela Boldrin
Psicologa e psicoterapeuta
Specialista in ipnosi clinica e psicoterapia dinamica
Si occupa in particolare di disturbi depressivi e di ansia
Opera a Padova e provincia
Cell. 338 7617117
emanuela.boldrin@alice.it

Profilo del medico - Emanuela Boldrin

Nome:
EMANUELA BOLDRIN
Telefono:
338 7617117
Professione:
Psicologo
Occupazione:
Psicologa e psicoterapeuta
Specializzazione:
Psicologia, Ipnosi clinica e psicoterapia dinamica
Contatti/Profili social:
email


Articoli che potrebbero interessarti

Per offrirti il miglior servizio questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego. Maggiori informazioni qui.

X