Le virtù del curry

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Le virtù del curry

22-11-2013 - scritto da 2 nutrizioniste in cucina

Proprietà benefiche del curry

Il curry è una miscele di spezie per questo è anche fonte di molte proprietà benefiche. Scopriamole tutte...

Le virtù del curry Il curry è in realtà una miscela di spezie.

In India si dice che: "Esistono tanti curry quanto sono i cuochi indiani sulla terra". Infatti in India ogni cuoco (e massaia) prepara il suo personalissimo curry.

Ma ciò non deve far pensare che in curry non sia identificabile come tale, anche se preparato da mani diverse. Ciò che muta sono le sfumature, non la sostanza del curry in sè.

La ricetta più comune per fare il curry comprende: coriandolo, cumino, zenzero, chiodi di garofano, pepe, curcuma. Le virtù benefiche del curry sono quindi legate a queste spezie.

- Coriandolo: ha proprietà antibatteriche ed effetti fungicidi, inoltre aiuta a contrastare l’emicrania e favorisce la digestione

- Cumino: è utile soprattutto per combattere i disturbi digestivi e il meteorismo, ma anche la tosse, le coliche e la flatulenza

- Zenzero: Agisce su tutto l'apparato digerente: nei casi di inappetenza o di digestione lenta e laboriosa, flatulenza, meteorismo e gonfiore intestinale. Si è dimostrato efficace anche contro il mal d'auto, la nausea e il vomito in gravidanza, e come antispasmodico.

- Chiodi di garofano: Se vogliamo sfruttare la proprietà analgesica, oltre che disinfettante, dei chiodi di garofano, possiamo farne un decotto per fare sciacqui e gargarismi contro il mal di gola; inoltre un chiodo di garofano sbriciolato, messo in un dente cariato che duole, ci lenisce il dolore in attesa di andare dal dentista.

- Curcuma: è usata nella medicina tradizionale indiana e in quella cinese come disintossicante dell'organismo, in particolare del fegato, come coleretico e colagogo, come antinfiammatorio, cicatrizzante, immunostimolante e antiossidante.

Le sue proprietà salutari tradizionali sono state riconosciute da studi scientifici recenti, che hanno anche rilevato che le popolazioni presso le quali questa spezia è consumata abitualmente hanno una bassa incidenza di malattie degenerative cerebrali, quali Parkinson e Alzheimer, oltre che di tumori.

Naturalmente questi studi devono continuare, perché queste osservazioni possano essere confermate



Paola Richero e Paola Salgarelli
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