Mandorle e cicerchie: buone per la salute e per la linea

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Mandorle e cicerchie: buone per la salute e per la linea

30-10-2013 - scritto da Giorgia Galasso

Le mandorle danno energia, abbassano il colesterolo e in più ridurrebbero la fame! Le cicerchie sono povere di grassi, ideali contro la stanchezza e per i vegetariani

Mandorle e cicerchie, frutta secca e legumi dall'alto valore nutrizionale e dai grandi benefici per l'organismo

Frutta secca: le mandorle riducono la fame e non ingrassano… sarà vero?

Le mandorle sono state di recente oggetto di un interessante studio pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition. Pare che mangiare una dose giornaliera di 45 grammi di mandorle tostate riduca il senso di fame e aiuti a perdere peso.

Nonostante siano necessari ulteriori approfondimenti in merito, la notizia arricchisce le proprietà di queste “regine della frutta secca”. Esse, infatti, sono un vero “toccasana”, contribuendo naturalmente alla prevenzione di numerose patologie. Costituite per il 50% da grassi monoinsaturi e polinsaturi, le mandorle sono una preziosa fonte di energia. Inoltre, esse contengono vitamina E e sali minerali (magnesio, ferro, calcio). Tra i semi oleosi sono quelli che vantano il più alto contenuto in fibre.

Grazie all’alta percentuale di grassi “buoni”, le mandorle abbassano il livello di colesterolo nel sangue, contribuendo alla salute di arterie e cuore. Sono anche un potente antiossidante, preservano la giovinezza, la bellezza della pelle e il benessere dei capelli. Il ferro presente all’interno le rende utili nel contrastare l’anemia, il calcio le rende ottime alleate nella lotta all’osteoporosi e il magnesio ostacola traumi e crampi muscolari.

Bevanda molto diffusa in Italia è il latte di mandorla: delizioso e nutriente, esso è perfetto come sostitutivo del latte per i neonati che soffrono di intolleranza al latte vaccino o per i vegani.


Mandorle

Legumi, la cicerchia: un elisir di lunga vita che non va dimenticato

Un antico detto dice: “sei come una cicerchia”, ad indicare che non vali niente. La cicerchia era, infatti, il cibo che mangiavano in passato i contadini dell’Italia centrale quando non avevano di che sfamarsi. Si tratta di un legume, appartenente alla famiglia delle Fabaceae, ormai dimenticato. Il suo nome scientifico è “Lathyrus Sativus”, si trova in commercio tutto l’anno, secco e va sottoposto a un lungo ammollo prima di essere cotto e consumato (questo perché nei semi è presente una piccola quantità di tossina, che se ingerita per lungo tempo può essere causa del “latirismo”).

Questo legume dalle origini antichissime è stato oggi riscoperto e valorizzato per il suo importante valore nutrizionale. Infatti, è ricco di proteine e amido, ma anche di vitamine (B1,B2,PP), calcio, fosforo e fibra. Inoltre, è caratterizzato dall’elevato contenuto in ferro.

Viene consigliato in oligoterapia nutrizionale, nei disturbi della memoria, nell’affaticamento cerebrale; è adatto a studenti, anziani e a chi deve affrontare dure giornate di lavoro. Utile nei vegetariani contro debolezza e astenia. La cicerchia, poi, come tutti i legumi, è povera in grassi.

Essa, inoltre, rappresenta uno dei cibi base degli abitanti di Campodimele in Ciociaria, il paese dei longevi per antonomasia, già oggetto di studio da parte dell’OMS per i bassissimi livelli di patologie legate a dislipidemia e ipertensione nella popolazione.

Nella tradizione culinaria abruzzese, marchigiana, molisana e umbra spicca la “cicerchiata”, un dolce tipico, consumato a Carnevale, riconosciuto, tra l’altro, come prodotto agro-alimentare tradizionale.


Cicerchie

Dott.ssa Giorgia Galasso,
Biologa Nutrizionista, Specializzanda in Scienza dell’Alimentazione
giorgiagalasso@libero.it

Profilo del medico - Giorgia Galasso

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Giorgia Galasso
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Brindisi
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Biologa Nutrizionista, Specializzanda in Scienza dell'Alimentazione
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