Miele di Manuka: super food o bufala?

Miele di Manuka: super food o bufala?

16-10-2018 - scritto da Paola Perria

Scopriamo proprietà vere e presunte del molto apprezzato miele di Manuka, oggetto di studi scientifici e ancor più di marketing.

Tutto sul “miracoloso” (o forse no) miele di Manuka.

 

MIELE DI MANUKA: COS'E' E QUALI SONO LE SUE PROPRIETA'

Alzi la mano chi non ha sentito parlare almeno una volta del miele di Manuka, varietà di miele originario della Nuova Zelanda annoverato tra i cosiddetti super food con straordinari poteri taumaturgici e protettivi della salute. Cos’avrebbe di speciale questo miele, rispetto agli omologhi prodotti dalle api nostrane? Nulla o forse… tutto!

 

Il miele di Manuka è in effetti un alimento speciale, che sebbene sia stato scoperto dalla scienza solo di recente, è però noto da secoli, per non dire millenni, dai popoli indigeni della Nuova Zelanda per le sue proprietà benefiche di tipo antibiotico. Ma perché questo prodotto alimentare è così peculiare?

 

Perché la pianta dai cui pollini le api ricavano il miele, la Manuka, un albero anche noto come Melaleuca alternifolia o Tea tree, è dotata di virtù antimicrobiche e antinfiammatorie, e il suo olio essenziale ha la capacità di contribuire al benessere delle vie respiratorie (vedi Claims Botanicals). Considerando, quindi, che già l’albero di partenza ha delle caratteristiche peculiari, non è difficile immaginare come tutto ciò che a sua volta ne deriva possa essere benefico.

 

Nello specifico, ecco i principi attivi contenuti nel miele di Manuka:

  • Metilgliossale (MGO): un termine difficile che sta ad indicare un composto chimico naturale con effetto contro diversi tipi di batteri. In particolare è stato dimostrato che il MGO è efficace contro specifici patogeni tra cui il Proteus mirabilis (responsabile di molte infezioni urinarie);
  • Diidrossiacetone (DHA): un carboidrato che è anche considerato il vero “nettare” dei fiori di Manuka, quel polline che sintetizzato dalle api diventa MGO durante il processo di trasformazione in miele;
  • Leptosperina: un altro composto chimico naturale specifico dell’albero di Manuka.

 

Queste sostanze presenti nei derivati della pianta di Manuka, e specificamente nel miele prodotto con il polline dei suoi fiori, sono davvero così miracolose come vengono propagandate, o si tratta, invece, solo di un’abile operazione di marketing al fine di lanciare sul mercato un prodotto di nicchia?

 

MIELE DI MANUKA: GLI STUDI SCIENTIFICI SUI SUOI EFFETTI BENEFICI

Diversi studi e le sperimentazioni che sono state finora condotte hanno dimostrato che effettivamente un blando effetto terapeutico esiste. In particolare, viste le qualità antimicrobiche di questo miele, e considerato che una delle più grandi minacce alla salute globale, secondo L’OMS, è la sempre più diffusa resistenza agli antibiotici dei principali agenti patogeni, è proprio in questa direzione che l’uso del miele di Manuka può essere indirizzato.

 

Dagli studi di laboratorio è emerso che questo alimento risulta efficace nel neutralizzare l’azione patogena di ben 60 tipologie di batteri pericolosi per gli esseri umani, tra cui la Salmonella e l’Escherichia coli, ma soprattutto quei super batteri (tra cui il temibile Stafilococco aureo) molto difficili da eliminare perché resistenti agli antibiotici comunemente somministrati per ucciderli. Insomma, laddove il farmaco non funziona più, interviene il miele di Manuka? Non proprio, bisogna essere coscienti che si tratta di esperimenti di laboratorio, da confermare sull’uomo e in larga scala, prima di poter essere considerati davvero validi. Quindi c’è ancora molta strada da fare!

 

Tuttavia, il miele in generale – non solo quello di Manuka – è da sempre stato usato per curare affezioni del cavo orale e della gola. Di tali proprietà anche la scienza si è occupata, confermando le virtù scoperte e valorizzate dai nostri progenitori. Quanto alla presunta efficacia del miele - date le sue proprietà batteriche – come trattamento topico nella cura delle ferite della pelle, non ci sono ancora prove scientifiche inconfutabili in tal senso. Ciò significa che al momento è ancora sconsigliabile applicare il miele puro, così com’è, sulle ferite infette, sulle piaghe, sulle infezioni o su qualunque altro tipo di problema di salute come se fosse il sostituto di un farmaco, perché un medicinale, il miele di Manuka, non lo è.

 

MIELE DI MANUKA: UN ALIMENTO SALUTARE, NON UN MIRACOLO

Certo, questo alimento ha delle interessantissime potenzialità salutistiche, oltre che economiche, e non a caso si vendono ormai innumerevoli referenze a base di miele di Manuka. Ma quello che possiamo consigliare di fare, oggi, è appunto, trattandosi di un alimento, mangiarlo: spalmato sulle fette biscottate della colazione, sciolto nel latte caldo o nel tè, usato per dolcificare torte o macedonie.

 

In buona sostanza, il miele di Manuka, ma anche tutti gli altri (tanti e vari) ottimi mieli che le api nostrane producono per la gioia di grandi e piccini, non è una alternativa alla farmacologia tradizionale, e non possiamo sperare di usarlo, in questo modo. Possiamo però farci del bene, e farlo al territorio e alla sua economia, scegliendo il miele di prima qualità che producono gli apicultori di tutta Italia e che ci fornisce energia e tanto gusto. E se proprio ci vogliamo regalare un miele esotico, optiamo tranquillamente per quello di Manuka, che ricco di proprietà com’è, di sicuro male non ci farà.

 

Foto | via Pixabay.com



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
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