Numeri e calcolo: le difficoltà di apprendimento si possono prevenire

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Numeri e calcolo: le difficoltà di apprendimento si possono prevenire

12-03-2014 - scritto da Dott.sse Tania Taffi e Barbara Morgoni

Numeri e calcolo: le difficoltà di apprendimento si possono prevenire
Un progetto di ricerca-azione nella scuola dell’infanzia per la prevenzione delle difficoltà nell’ambito della conoscenza numerica

A livello nazionale sia la ricerca scientifica che la legge varata nell’ottobre 2010 sui DSA hanno affermato l’importanza, se non addirittura la necessità, di muoversi nella direzione della promozione, in ambito scolastico, di progetti di prevenzione ed identificazione precoce delle difficoltà di apprendimento.

L’esperienza che raccontiamo mette in evidenza come un lavoro didattico specifico e che miri a potenziare le capacità di base dei bambini fin dalla scuola dell’infanzia permetta una buona evoluzione rispetto al livello di partenza.
Abbiamo proposto alla scuola dell’infanzia, una valutazione dei precursori della cognizione numerica, utilizzando la batteria BIN 4-6 (Molin, Poli, Lucangeli, Erickson, 2007) con lo scopo di portare alla luce situazioni di sviluppo atipico rispetto alle abilità di base, per poi effettuare un lavoro strutturato e mirato di potenziamento, al fine di prevenire la manifestazione di difficoltà nell’apprendimento scolastico dell’area dei numeri e del calcolo.

L'ipotesi che ha guidato il nostro lavoro è stata la seguente: se ad un gruppo di bambini si propone, integrato alla didattica scolastica curriculare, un lavoro specifico di potenziamento dei precursori delle abilità numeriche e di calcolo, il gruppo intero mostrerà un’evoluzione rispetto alla situazione di partenza.

Le attività sono iniziate con la formazione del personale docente su argomenti teorici concordati insieme (in particolare lo sviluppo dell’Intelligenza Numerica, le teorie dell’Apprendimento). Successivamente si è proceduto con la somministrazione della batteria BIN ai bambini di due sezioni dell’ultimo anno della scuola dell’infanzia. Si sono concordate con le insegnanti le attività di potenziamento da effettuare nell'arco di quattro mesi con tutti i bambini, sia in classe attraverso attività a tavolino, sia in palestra attraverso attività motorie, finalizzate alla stimolazione della cognizione numerica.

Dopo la fase di potenziamento si è proceduto con la seconda somministrazione della batteria BIN. Poiché alla prima valutazione è emerso che le maggiori difficoltà si riferiscono alle abilità dell’area semantica (capacità di comprendere il significato dei numeri attraverso una rappresentazione mentale di tipo quantitativo), si è scelto di intervenire con il potenziamento di tali abilità, al fine di migliorare le prestazioni dei bambini. Le attività di potenziamento sono state realizzate dalle docenti delle due sezioni per un periodo complessivo di quattro mesi all’interno della programmazione didattica (circa due ore a settimana).

Le attività specifiche si sono realizzate attraverso due modalità differenti: sia in sezione utilizzando schede operative tratte dal volume 1 “L’Intelligenza Numerica” (Lucangeli, Poli, Molin- Erickson), sia in palestra con l’obiettivo di sperimentare attraverso l’agito corporeo e la consapevolezza cognitiva del movimento i concetti appresi attraverso le attività a tavolino.
Da sottolineare che il lavoro di potenziamento è caratterizzato da un’attività di tipo meta cognitivo, sollecitata e stimolata dalle insegnanti che, attraverso suggerimenti, domande, stimoli ad osservare e ragionare, svolgono un ruolo molto attivo, aiutando e guidando il bambino a riflettere sul compito e a sviluppare un pensiero critico.

In seguito all'analisi dei risultati ottenuti dopo il periodo di potenziamento, abbiamo potuto concludere che il lavoro realizzato con i bambini della scuola dell’infanzia ci ha permesso di verificare l'ipotesi di partenza e cioè che, se ad un gruppo di bambini si propone, integrato alla didattica scolastica , un lavoro specifico di potenziamento dei precursori delle abilità numeriche e di calcolo, il gruppo intero mostrerà un’evoluzione rispetto alla situazione di partenza.

La seconda importante riflessione riguarda il ruolo fondamentale svolto dall’insegnante nei processi di apprendimento del bambino e il meccanismo di “ plasticità cerebrale”, ossia le modifiche che avvengono nella struttura cerebrale quando egli “Apprende” in modo adeguato. La ricerca scientifica degli ultimi anni ha dimostrato che il sistema neuropsicologico basale ha domini specifici per i diversi apprendimenti e che, se esercitato attraverso stimoli dominio-specifici, si sviluppa al massimo delle proprie potenzialità, fino ad arrivare al livello più alto consentito dalla soglia biologica. Di conseguenza un insegnamento, che utilizza stimoli pertinenti con le caratteristiche “dominio-specifiche” delle funzioni cognitive dell’apprendimento, modifica la struttura cerebrale, favorendone lo sviluppo.

Il nostro lavoro ha voluto inoltre evidenziare che è possibile all’interno di un programma didattico inserire attività specifiche (stimoli dominio-specifici) in grado di facilitare il potenziamento del sistema neuropsicologico basale e favorire nei bambini uno sviluppo tipico.


Profilo del medico - Dott.sse Tania Taffi e Barbara Morgoni

Nome:
Tania Taffi, Barbara Morgoni
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