Quando l’acne esprime un disagio interiore

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Quando l’acne esprime un disagio interiore

05-06-2015 - scritto da Viviana Vischi

Spesso è lo stress che attanaglia i ragazzi, inteso come malessere interiore, a provocare gli sfoghi acneici. E’ compito dei genitori, attraverso il dialogo, cercare di capire cosa non va in loro.

L'acne vista con gli occhi dei genitori: il dialogo come primo passo per risolvere il problema.

Quando l’acne esprime un disagio interiore

L’acne può provocare un disagio interiore profondo nei nostri figli, può cambiare il loro modo di percepire loro stessi esteriormente e in relazione agli altri: può portare con sè ansia, depressione, crollo dell’autostima, imbarazzo, rabbia e, cosa assolutamente brutta in questa fascia d’età, il ritiro sociale, l’isolamento. Allo stesso tempo, però, può essere anche l’espressione di un malessere interiore che arriva a colpire un animo fragile, in crescita, in cerca del proprio “io”.

 

Cari mamme e papà, quando si parla di relazione tra acne e stress si fa riferimento a questo aspetto. Chiaramente non parliamo di uno stress fisico, di stanchezza, ma di una costante tensione psico-emotiva. Del resto, non capita a volte anche a noi di ritrovarci un brufoletto sul naso o sulla fronte alla vigilia di un importante colloquio di lavoro o altro evento a cui teniamo molto?

 

Se riflettiamo sul fatto che in età adolescenziale tutto è vissuto emotivamente in modo più intenso, possiamo comprendere come e perché lo stress, inteso come malessere interiore, arrivi a provocare sul viso dei nostri figli una costellazione di macchie dolenti e piene di pus. Insomma, un’esplosione di brufoli improvvisa può essere un campanello d’allarme di qualcosa che non va “all’interno”, ed è nostro compito di genitori cercare di capire di cosa si tratta; ciò non significa che dobbiamo fare gli inquisitori, ma semplicemente offrire spunti di dialogo e di comprensione.

 

Lo  stress psico-emotivo può dipendere da una questione ormonale, proprio come la stessa acne vulgaris che colpisce gli adolescenti e proprio come quasi tutto ciò che riguarda i ragazzi in questa fascia d’età!

 

Che sia lieve, moderata o grave, la causa principale dell’acne coincide infatti con i cambiamenti ormonali che avvengono dalla pubertà all’adolescenza: gli ormoni stimolano le ghiandole sebacee a produrre maggiori quantità di sebo che, se in eccesso, arriva ad occludere i pori e a dare origine alla manifestazione acneica. Particolarmente determinanti in tal senso sono gli androgeni come il testosterone (ormoni maschili  - non a caso questa patologia colpisce più i ragazzi) che si trovano anche nel sesso femminile seppur in quantità minori.

 

Ebbene, anche lo stress emotivo e psicologico è in grado di alterare l’equilibrio ormonale dando vita ad una eccessiva produzione di testosterone capace di incidere sull’attività delle ghiandole sebacee, portandole ad iperproduzione di sebo. Se a questo abbiniamo che, per ogni adolescente pieno di brufoli, il solo guardarsi allo specchio è fonte di frustrazione e ansia, capiamo come si possa sviluppare in loro ulteriore stress, tale da far aumentare l’acne: è come il cane che si morde la coda.

 

Dunque, cosa possiamo fare in concreto per i nostri ragazzi? Aprire un dialogo prima di tutto: permettergli di sfogarsi, di esprimere i propri sentimenti, sarà utile come anti-stress e potrà anche condurre ad una soluzione che da soli non riescono a trovare. Non dobbiamo insistere però, perché devono comunque mantenere i loro spazi. Il consiglio è quello di allentare la presa su alcuni aspetti (i bei voti e il comportamento a scuola, come si vestono, le amicizie che non ci piacciono ecc.): basterà controllarli a distanza. Evitiamo di stargli troppo col fiato sul collo o di caricarli di aspettative perché per loro può essere fonte di stress (e di brufoli), ma soprattutto alla lunga rischia di creare un solco di distanza anziché dialogo e comprensione.

 

Smettiamola poi di criticarli in continuazione, anche se mangiano male: l'acne non ha a che vedere con l'alimentazione. E non giudichiamoli se cominciamo a notare le loro prime pulsioni erotiche: sono fisiologiche (ce ne siamo dimenticati?). Una volta le nonne dicevano che l’acne “passa quando ci si sposa”: la soluzione era quella - non citabile - dell’atto sessuale. Ed in qualche modo, benché allora non ci fossero le dovute conoscenze endocrinologiche, si osservava un effetto reale: l’acne andava via! Anche la psicosomatica arriva a tali conclusioni: l’acne rappresenta il fuoco della passione, dell’eros che nasce proprio nell’adolescenza.

 

L’ultimo passo anti-stress è quello di portare i ragazzi da un dermatologo, figura professionale di riferimento in caso di acne, che possa attivare per loro, individualmente, il giusto piano terapeutico, spiegandogli anche che ci vorrà del tempo per vedere buoni risultati, con tanta costanza nelle cure.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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