L'acne: cos'è e come si cura

L'acne: cos'è e come si cura

27-08-2018 - scritto da Viviana Vischi

L’acne colpisce gran parte degli adolescenti. Scopriamone le cause, le principali manifestazioni e le opzioni di trattamento.

Come si presenta e quali sono le cure per l'acne oggi conosciute.

 

L’acne è una delle più frequenti malattie della pelle, riguarda il 90% dei maschi e l’80% delle femmine tra i 14 e i 19 anni (oltre che il 25% circa degli adulti, in maggioranza donne) ed è la responsabile degli antiestetici brufoli sul viso, sulla schiena e sul torace. Generalmente compare prima nelle ragazze rispetto ai ragazzi, ma sono i ragazzi a dover fare i conti con le forme più gravi. Il picco di gravità, per maschi e femmine, è concentrato tra i 17 e i 19 anni mentre a partire dai vent’anni si osservano più spesso dei miglioramenti.

 

L'ACNE E' DOVUTA A UN'ECCESSIVA PRODUZIONE DI SEBO (SEBORREA)

L’acne interessa le ghiandole produttrici di sebo, il canale che porta il sebo sulla superficie della pelle per proteggerla e renderla elastica e il follicolo pilifero associato. Quando la produzione di sebo è eccessiva il canale pilo-sebaceo si ostruisce, riempiendosi di sebo, batteri e cellule epiteliali. Il risultato è il un piccolo punto bianco (il cosiddetto comedone chiuso), ovvero la lesione iniziale.

 

Processi infiammatori successivi a questo primo stadio della malattia possono poi portare ad altri tipi di lesioni:

 

  • Comedone aperto: il classico punto nero, che racchiude al suo interno sebo, cellule epiteliali e flora batterica;
  • Papule: piccoli rilievi infiammati di colore rossastro, non contengono pus;
  • Pustole: lesioni acneiche più gravi e con presenza di pus;
  • Cisti: noduli duri contenenti sebo e cheratina.

 

A un pelo piccolo, corrisponde una ghiandola sebacea grossa: ecco perché naso, fronte e viso sono le zone più colpite. Inoltre sul viso il numero delle ghiandole sebacee è elevato: varia da 400 a 900 per cm quadrato. Diverso il discorso in età adulta: in questo caso l’acne interessa più frequentemente la parte bassa del viso, il collo e le spalle: zone dove la presenza di ghiandole sebacee è più alta.

 

Occorre specificare che non sempre la seborrea porta alla comparsa dell’acne: si possono avere, per esempio, pelle e capelli grassi senza necessariamente avere anche una pelle acneica.

 

 

IL TESTOSTERONE E I FATTORI GENETICI TRA LE CAUSE DELL'ACNE

Una delle principali cause dell’eccessiva produzione di sebo è il testosterone e in generale gli ormoni androgeni: si tratta di ormoni caratteristici degli uomini, ma prodotti anche dalle donne.

 

Il picco di produzione di ormoni maschili si ha nell’età adolescenziale, e ha la funzione, negli uomini, di determinare lo sviluppo degli organi sessuali e dei caratteri sessuali secondari, come la crescita dei peli e della barba o l’abbassamento del tono della voce; inoltre, svolge una serie di funzioni fisiologiche come quella di sostenere lo sviluppo del tono e della forza muscolare.

 

Anche nelle donne gli ormoni androgeni svolgono un ruolo importante: contribuiscono ad esempio allo sviluppo della sessualità e del desiderio sessuale e alla comparsa dei peli durante lo sviluppo. I loro livelli in alcuni casi raggiungono concentrazioni anche superiori a quelle degli estrogeni, gli ormoni femminili per eccellenza: ad esempio subito dopo la mestruazione, o ancor più durante l’ovulazione, il livello di testosterone raggiunge una concentrazione pari al doppio, e oltre, di quella degli estrogeni!

 

I brufoli dipendono dunque da un eccesso o uno squilibrio di ormoni maschili. Ma se questi vengono prodotti da tutti durante l’età dell’adolescenza, perché l’acne, anche se molto diffusa, non colpisce il 100% dei ragazzi? La risposta risiede nel DNA. A causa di fattori genetici, le ghiandole sebacee di alcuni sono più reattive allo stimolo di questi ormoni rispetto a quelle di altri e, proprio da queste differenze, insieme a fattori comportamentali, di igiene personale e legati allo stile di vita, dipende la comparsa o meno dell’acne e la gravità delle manifestazioni acneiche.

 

Attenzione però: questo non significa che l’acne sia una malattia ereditaria. Figli di genitori acneici non svilupperanno necessariamente l’acne e, se lo faranno, non è detto che ciò accada con le stesse modalità e la stessa gravità della patologia presente nei genitori.

 

LE DIFFERENZE TRA MALATTIA LIEVE, MODERATA E GRAVE

La presenza di qualche brufolo passeggero non può essere considerata acne. Si parla di acne quando la presenza di comedoni, papule, pustole o di altre lesioni tipiche della patologia è rilevante e rappresenta non un singolo inestetismo ma una vera e propria condizione di tutta la pelle interessata dal problema. L’acne non è contagiosa e non è mortale, ma può provocare disagio psicologico in chi ne soffre, specialmente in un'età già di per sè difficile come quella dell'adolescenza.

 

L’acne è una vera e propria malattia, non un difetto estetico da considerarsi “normale” durante l’adolescenza e da trascurare in attesa che passi da sé, magari nel frattempo soffrendo per l’imbarazzo, il disagio e l’incomprensione degli altri, genitori in primis, e arrivando a isolarsi dal mondo o a non accettarsi più: l’acne non guarisce da sola - o, se lo fa, occorrono molti anni ed espone al rischio di cicatrici permanenti.

 

In linea generale, viene considerata acne lieve quella che prevede la presenza dei soli comedoni, cioè i punti neri o gialli che si formano per l’eccessivo accumulo di sebo, o comunque di comedoni in misura prevalente rispetto alle altre tipologie di lesioni acneiche. Anche la presenza di papule (piccoli rigonfiamenti dolenti e arrossati) o pustole (rigonfiamenti simili alle papule ma con presenza di pus) in numeri bassi può essere considerata acne lieve.

 

Quando le lesioni come papule o pustole sono numerose, oppure quando l’acne si presenta nodulare, cioè con la formazione di piccole cisti dure contenenti sebo e cheratina, l’acne viene considerata di forma moderata.

 

Perché l’acne venga considerata grave è necessaria la presenza di noduli di grandi dimensioni oppure di acne conglobata, in cui si verifica l’unione di più lesioni acneiche. È questa la condizione che più probabilmente lascerà cicatrici permanenti sulla pelle, soprattutto se non diagnosticata e non trattata tempestivamente.

 

 

LA VISITA DERMATOLOGICA PER ACNE E LA DIAGNOSI

In tutti i casi di comparsa di acne, sia in età adulta che durante l’adolescenza, uomini e donne dovrebbero consultare uno specialista: solo il dermatologo è la figura di riferimento per consulti, diagnosi e per l’adozione delle terapie adeguate.

 

La visita dermatologica, semplice e non invasiva, consiste in una accurata anamnesi del paziente, dalla quale il medico cerca di ottenere il maggior numero di informazioni possibili riguardanti la storia e lo stile di vita della persona che ha di fronte. Tra le domande più frequenti ci sono quelle inerenti l’alimentazione, il vizio del fumo, il livello di attività fisica e di sedentarietà o l’eventuale presenza di altre patologie. Poiché a provocare lo squilibrio ormonale possono contribuire diversi fattori, come ad esempio uno squilibrio del ciclo mestruale, il sovrappeso, la presenza di cisti ovariche ecc., è bene che il medico venga informato senza escludere alcun particolare che possa essere utile alla diagnosi.

 

Poi si procede con l’esame obiettivo della pelle e la valutazione della tipologia e della gravità delle lesioni cutanee causate dall’acne.

 

Solo se il caso specifico lo richiede il dermatologo può decidere di prescrivere degli esami di approfondimento, per esempio degli esami del sangue per valutare i livelli di ormoni presenti nell’organismo del paziente o, nelle ragazze, una ecografia per escludere che l’acne possa essere il sintomo di problemi a livello delle ovaie o dell’apparato riproduttivo. In questa sede il dermatologo può anche consigliare alla paziente un’eventuale visita dall’endocrinologo o dal ginecologo.

 

Una volta che il dermatologo avrà tutte le informazioni necessarie, formulerà una diagnosi, cui seguirà la prescrizione del trattamento più adatto al caso specifico.

 

 

DIVERSE TERAPIE PER DIVERSI TIPI DI ACNE

Le opzioni a disposizione del dermatologo sono molte, efficaci e possono essere scelte dal medico sulla base delle caratteristiche della patologia e delle singole necessità del paziente. Esistono terapie per ogni tipo di acne, da quella lieve alle forme più gravi: il medico specialista saprà certamente consigliare la scelta più adatta, in modo da ottenere i migliori risultati minimizzando eventuali effetti collaterali.

 

Una diagnosi corretta, l’aiuto del dermatologo e la terapia adatta sono elementi necessari per arrivare alla guarigione ma non portano comunque a risultati miracolosi e cambiamenti repentini. L’acne richiede tempi di trattamento lunghi, occorrono settimane ma anche mesi prima di poter vedere dei risultati, ed è necessario seguire con costanza le terapie prescritte.

 

L’importante è non affidarsi a cure “fai da te”, che spesso promettono risultati strabilianti senza poter mantenere la promessa.

 

Le possibilità terapeutiche riguardano due grandi categorie di farmaci:

 

  • Farmaci topici: vengono applicati localmente e sono solitamente prescritti nei casi di acne lieve-moderata. Anche se si tratta di creme, gel e lozioni, sono dei veri e propri medicinali che necessitano di prescrizione medica;
  • Farmaci sistemici: vengono utilizzati per combattere le forme gravi di acne. In genere si tratta di pillole da assumere per via orale, per le quali anche in questo caso serve la prescrizione medica.

 

Esistono, poi, moltissimi prodotti cosmetici di libera vendita che si possono acquistare in farmacia e non solo. Non hanno propriamente un’azione terapeutica ma servono più semplicemente a pulire la pelle eliminando l’eccesso di sebo dai pori, le cellule morte e le altre impurità. Hanno la loro utilità, ma non sono paragonabili ai farmaci.

 

Nel caso dei medicinali contro l’acne, sia da banco che da prescrizione medica, è molto importante considerare l’aderenza alla terapia.

 

Tra le varie opzioni terapeutiche nell’acne compaiono anche gli antibiotici, sia da assumere per bocca che da applicare direttamente sui brufoli a seconda dei casi. Tra gli antibiotici per uso topico vanno ricordati il benzoile perossido, la clindamicina, che è considerata ad oggi il trattamento più utilizzato e l’eritromicina, che ha visto ridursi l’efficacia nel corso degli anni.

 

Tra gli antibiotici sistemici, invece, la prima scelta è costituita dalla categoria delle tetracicline, come doxiciclina, limeciclina, metaciclina e minociclina, mentre i macrolidi sono utilizzati solo nei casi in cui, per motivi vari, le tetracicline sono controindicate.

 

A proposito degli antibiotici (e per scongiurare un problema sempre più vasto, come quello dell'antibiotico resistenza), le più aggiornate linee guida internazionali (e di recente anche un documento dell’AIFA) suggeriscono:

  • Una durata massima del trattamento antibiotico di tre mesi;
  • La sospensione anticipata a 6-8 settimane nel caso in cui non si ottengano i risultati attesi;
  • Evitare l’uso dell’antibiotico, sia topico che sistemico, in monoterapia;
  • Combinare un retinoide topico, base della terapia antiacne, con l’antimicrobico;
  • Associare anche il benzoile perossido per il suo effetto antimicrobico e per la capacità di non favorire antibiotico resistenza;
  • Evitare preferibilmente l’uso combinato di antibiotico topico e sistemico.

 

Altri tipi di farmaci utilizzati contro l’acne sono i retinoidi, medicinali derivati dalla vitamina A che si applicano localmente, come la tretinoina, l’isotretinoina, il tazarotene e l’adapalene.

 

Esistono anche combinazioni fisse di farmaci, come ad esempio la clindamicina abbinata alla tretinoina, che uniscono l’azione antibatterica a quella antinfiammatoria.

 

C’è poi l’acido azelaico, un agente antibatterico e antiproliferativo dotato anche di proprietà antinfiammatorie.

 

Ci sono infine altre molecole utilizzate come terapia topica nell’acne per cui si è dimostrata una buona efficacia e tollerabilità. Tra queste l’acido salicilico, la nicotinamide e il resveratrolo.

 

In taluni casi, poiché l'acne ha fondamentalmente una componente ormonale, alcune donne possono trovare giovamento dalla pillola anticoncezionale combinata (estrogeni e progestinici), capace di equilibrare le oscillazioni ormonali. Ma attenzione: non è affatto detto che la pillola funzioni sempre, perché dipende dalle cause che scatenano i brufoli. Sempre a proposito di ormoni, un’altra categoria di farmaci è rappresentata dagli “anti-androgeni” che, come suggerisce il nome, bloccano l’azione degli adrogeni sulle cellule sebacee evitandone l'eccessiva secrezione di sebo. Questi farmaci vengono prescritti solo in casi selezionati e sotto stretto controllo medico.

 

Quando, infine, la situazione si fa complessa, nel senso che l'acne è di gravità maggiore, il dermatologo può prescrivere l’isotretinoina. E' un farmaco di sintesi, un derivato della vitamina A (dunque un retinoide) che agisce in modo molto efficace sulla produzione di sebo, sull’ostruzione dei pori e sull’infiammazione.

 

L'isotretinoina esiste sia sotto forma di farmaco topico, cioè da applicare localmente sulla pelle, sia sistemico, quindi da assumere per via orale. Il topico viene utilizzato per le varie forme e livelli di gravità dell’acne, da solo o più spesso in combinazione con antibiotici, mentre il sistemico è riservato ai casi di acne grave, nodulo-cistica, che tende a lasciare cicatrici o comunque è resistente ad altri trattamenti.

 

L’isotretinoina è un farmaco molto efficace ma va utilizzato con estrema cautela perché, soprattutto la forma da assumere per via orale, che è molto più potente di quella in crema o gel da applicare localmente, può comportare effetti collaterali seri. E', infatti, teratogena, cioè se assunta durante la gravidanza può comportare un aborto spontaneo o gravissime malformazioni fetali. Inoltre, può dare origine a un certo disagio psichico. A fronte di questo, va sottolineata l’importanza di valutare con il medico specialista il rapporto rischi-benefici prima di sottoporsi alla terapia, che comunque prevede uno stretto protocollo a cui attenersi.

 

Particolari effetti collaterali in caso di isotretinoina applicata localmente invece non se ne segnalano, se non una possibile secchezza cutanea, ma trattandosi di un farmaco vero e proprio è opportuno che a prescriverlo sia sempre un medico specialista.

 

Tra le ultime novità per porre rimedio all’acne c’è anche la tecnologia biofotonica, che permette ad un ampio spettro di lunghezze d'onda della luce di penetrare nella pelle, riuscendo a stimolare la produzione di collagene, così da favorire anche la riparazione delle cicatrici dovute alle lesioni.

 

 

...E L'ALIMENTAZIONE, CHE RUOLO GIOCA?

Una volta si diceva che per guarire dall’acne bisognava attenersi ad una dieta priva di cioccolato, patatine fritte, latte intero, salse varie e di tutti quegli alimenti che si riteneva fossero connessi alla eccessiva produzione di sebo. Con il tempo però questi alimenti sono stati via via scagionati quale causa diretta dell’acne che, in realtà, è una malattia multifattoriale.

 

Quello che oggi sappiamo rispetto al passato è che alcuni alimenti possono aumentare in maniera sostanziale i valori degli ormoni androgeni in circolo nel sangue: si tratta di carboidrati, zuccheri, grassi saturi, salumi e altri prodotti alimentari trattati ed elaborati come pasta, pane bianco, cornflakes, miele, patate al forno e fritte, crackers, riso arborio, zucchero, saccarosio, dolci, ecc. Questi sono definiti anche “cibi ad alto indice glicemico”: la teoria è che l’aumento di glicemia dovuto al consumo eccessivo di questi alimenti, innalzi i livelli di insulina nel corpo e di conseguenza di androgeni che aumentano la produzione di sebo. Anche il latte e i suoi derivati sono stati individuati come possibili responsabili di eccesso di sebo, ma più semplicemente per gli ormoni che contengono di per se stessi.

 

Non esistono tuttavia certezze dal punto di vista scientifico: si tratta cioè di meccanismi concreti, ma non significa che per tutti gli individui sia determinante eliminare questi cibi dalla dieta per guarire dall’acne.

 

D’altra parte, però, per contrastare l’acne non costa nulla seguire una dieta sana ed equilibrata, ricca di cereali integrali, frutta e verdura, proteine magre, grassi insaturi (in particolare Omega 3), sostanze altamente nutritive che aiutano a tenere sotto controllo la glicemia e quindi gli ormoni.

 

La ricerca scientifica negli ultimi anni ha sottolineato come l’acne, spesso, sia provocata, più che da un cibo in eccesso, da una carenza nutrizionale. Ad esempio di vitamina A, definita in assoluto la migliore amica della pelle, che tra l’altro è alla base anche dei farmaci utilizzati per curare l’acne. Per introdurre più vitamina A (ai ragazzi ne servono almeno 600-700 microgrammi al giorno) basta una ricca porzione quotidiana di albicocche, carote, pomodori, zucca, rucola o altre verdure a foglia scura, peperoni o uova. Certo, questa preziosa vitamina è contenuta anche (e soprattutto) nell’olio di fegato di merluzzo, nel fegato di bovino e suino, nell’anguilla… ma ammettiamolo, sono cibi per molti davvero difficili al palato…

 

Molti ragazzi con brufoli, infine, vengono spesso trovati carenti di zinco (presente nel germe di grano, noci americane, ostriche, tacchino ecc.) e selenio (frattaglie, crostacei e frutti di mare, carne, frumento, crusca ecc.). Anche le vitamine B e C ed E sono utili allo scopo.

 

 

PER FINIRE: ALCUNI CONSIGLI PRATICI CONTRO I BRUFOLI

Schiacciare i brufoli è una tentazione irresistibile ma farlo, specie se nel modo sbagliato, è dannoso e inutile. Non ne migliora l’aspetto e non li fa guarire più in fretta, ma al contrario contribuisce a creare cicatrici, ad irritare la pelle e a diffondere le infezioni. Il consiglio migliore è quello di non schiacciare i brufoli e di toccarli il meno possibile. Se proprio non si riesce a farne a meno, bisogna accertarsi di lavarsi bene le mani prima di toccare le lesioni acneiche, munirsi di una garza sterile e di disinfettante per tamponare la lesione prima e dopo la “spremitura” e applicare una pressione leggera sul brufolo, spremendo molto delicatamente ai lati del rigonfiamento, mai toccandone la punta.

 

Quanto alla detersione del viso, questa consente non solo di rimuovere le impurità e gli agenti esterni che si accumulano sulla pelle durante il giorno, ostruendo ulteriormente i pori dilatati, ma permette anche di eliminare gli eccessi di sebo che sono alla base dello sviluppo dell'acne. Tra le regole principali:

 

  • Lavarsi il viso due volte al giorno con acqua tiepida, mattina e sera (e ricordarsi di farlo anche dopo l’attività fisica);
  • Utilizzare un detergente delicato e non aggressivo, scegliendo prodotti senza alcol e non esfolianti o astringenti, a meno che non siano stati prescritti dal dermatologo;
  • Evitare gli scrub, se non prescritti dal dermatologo: in alcuni casi possono peggiorare lo stato dell’acne, irritando la pelle.

 

Il make-up, infine. Per le ragazze truccarsi non ha solo un valore estetico, ma mascherare le imperfezioni può contribuire anche a dare maggior sicurezza e ridurre lo stress (fattore che può incidere sulla produzione di ormoni). Bisogna però avere l’accortezza di selezionare prodotti specifici per la pelle acneica, ovvero cosmetici, BB cream e fondotinta non grassi, “oil free” e non comedogeni, cioè che non favoriscano la comparsa di comedoni.



A cura di Viviana Vischi, Giornalista professionista iscritta all'Albo dal 2002, Direttore Responsabile di diverse testate giornalistiche digitali in campo medico-scientifico.
Profilo Linkedin di Viviana Vischi
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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