Quando scadono davvero i cibi?

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Quando scadono davvero i cibi?

10-07-2015 - scritto da Paola Perria

I prodotti alimentari hanno date di confezionamento e di scadenza, ecco come leggerle

Cibi scaduti o no? Una mini guida per non sbagliare.

Quando scadono davvero i cibi?

Una delle prime cose che facciamo quando acquistiamo un prodotto alimentare confezionato, è quello di controllare la data di scadenza, soprattutto se si tratta di un cibo che troviamo nel banco frigo e che nel giro di un mese o giù di lì andrebbe consumato. Questa accortezza, peraltro, non sempre si traduce in un comportamento coerente. Infatti tendiamo a preferire cibi che ci diano un respiro di consumo più ampio  (ad esempio latte e yogurt, uova, formaggi spalmabili e ricotta, paste fresche ripiene, dolci al cucchiaio, salumi in busta ecc.), ma poi li “scordiamo” in frigo o in  dispensa e finiamo per mangiarli a ridosso della scadenza indicata, oppure (caso frequente), per gettarli via perché ormai  questa data la hanno superata da un pezzo.

A quanti di noi è capitato? In questi casi veniamo assaliti dal  senso di colpa per aver sprecato soldi e soprattutto buttato del buon cibo. Ma come stanno davvero le cose a proposito di date di confezionamento e di scadenza? Si tratta di indicazioni che dobbiamo seguire alla lettera o abbiamo un margine di dilazione? Se uno yogurt è scaduto da due giorni, possiamo ancora consumarlo senza timore? Vediamo di fare un po’ di chiarezza su un argomento importante sotto molti profili, non ultimo quello della prevenzione dello spreco alimentare così cruciale in tempi di Expo.

A fornirci alcune “dritte” è Kristin Kirkpatrick, esperta in nutrizione presso il Cleveland Insitute for Clinical Wellness (USA), che spiega come non farci confondere le idee nel leggere  le date segnalate sulle confezioni:

  • Vendita raccomandata: è una indicazione che non ha a che vedere con la freschezza del cibo ma è riservata ai responsabili di vendita che non possono esporre oltre la data segnalata il prodotto in questione nei loro scaffali
  • Da consumarsi entro o preferibilmente entro: anche in questo caso, l’indicazione proviene dall’azienda alimentare che ha confezionato il prodotto e si riferisce alla sua integrità e al mantenimento delle qualità organolettiche, ma non ad una eventuale tossicità. Significa che, se vogliamo gustarci quell’alimento al meglio delle sue caratteristiche, dobbiamo farlo entro la data indicata. In genere questi prodotti si mantengono commestibili molto a lungo dopo la scadenza, persino molti mesi (la pasta, i biscotti, i succhi di frutta, la passata di pomodoro ecc.)
  • Confezionamento: ovviamente si tratta di una indicazione che non serve a noi consumatori ma è solo un obbligo per l’azienda produttrice
  • Scadenza: è questa la data che ci deve interessare, l’unica che si riferisca ad un effettivo deterioramento dell’alimento che quindi può diventare non più commestibile

Chiarito le differenze, è altresì vero che ci sono fattori che possono influire sulla bontà del cibo confezionato, ovvero le modalità di conservazione, la temperatura (del frigo, ad esempio), l’umidità ecce. Un prodotto che sia conservato bene, può sicuramente prolungare i suoi tempi di “edibilità”.

Ecco un piccolo vademecum per capire il margine di tempo che abbiamo per consumare in totale sicurezza alcuni dei di prodotti alimentari più comuni,  oltre la data di scadenza (o prima di questa):

  • Latte fresco: dura sette giorni, ma se ben conservato anche fino a 2 giorni in più
  • Yogurt: fino ad una settimana oltre la data di scadenza
  • Insalata in busta: soprattutto in estate e soprattutto se ancora umida, spesso inizia a marcire prima della data di scadenza indicata nella confezione, meglio quindi consumarla subito
  • Formaggi freschi come la mozzarella o la ricotta: anche in questo caso meglio consumarli prima della data di scadenza, soprattutto se li vogliamo gustare al meglio
  • Salmone affumicato, carpacci di pesce e affettati freschi: soprattutto in estate, meglio consumarli non appena possibile anche prima della data di scadenza perché si tratta di alimenti che sono facilmente contaminabili da microrganismi. Fanno eccezione i wurstel (a patto di mangiarli cotti)
  • Pasta fresca ripiena: possiamo consumarla anche fino ad una settimana dopo la data di scadenza
  • Uova: durano circa un mese, ma se le dobbiamo usare crude, meglio non aspettare alla data di scadenza

 

Nota bene: è molto importante fare attenzione alla modalità di conservazione in frigorifero. La temperatura non dovrebbe essere superiore ai 4° C (in estate anche meno), le confezioni devono essere in perfetto stato, e soprattutto, se quando le apriamo sentiamo o vediamo qualcosa di “strano” (un odore più acido o acre, grumi o colorazioni alterate del prodotto, presenza di muffe ecc.), allora dobbiamo gettarlo via subito senza tentare di eliminare le parti contaminate. Tutto chiaro?

 

Fonti: well.blogs.nytimes.com ; tuttogreen.it

Foto: via Pinterest.com 



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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