Reflusso gastroesofageo: mangiare frutta riduce il rischio di cancro

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Reflusso gastroesofageo: mangiare frutta riduce il rischio di cancro

07-09-2015 - scritto da Paola Perria

Nella dieta di chi soffre di reflusso gastroesofageo via libera alla frutta, semaforo rosso per carne in scatola e salumi.

Attenzione alle carni lavorate: aumentano il rischio di cancro in chi soffre di reflusso.

Reflusso gastroesofageo: mangiare frutta riduce il rischio di cancro

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo in crescita, probabilmente determinato, o per lo meno favorito, da uno stile di vita stressante e poco salutare. L’alimentazione, va da sé, riveste un ruolo importantissimo quale fattore scatenante non solo di questo specifico disturbo, ma delle sue possibili degenerazioni: esofagite ed esofago di Barrett e soprattutto tumore all’esofago, una neoplasia particolarmente aggressiva e purtroppo potenzialmente letale. 

Per tale ragione agire preventivamente cercando di ridurre o eliminare tout court proprio i fattori ambientali e le cattive abitudini che possono incidere sulla possibilità di peggiorare i propri sintomi è la strategia migliore.

Esistono, certo, dei farmaci che sono in grado di alleviare il disturbo, che si manifesta con bruciore alla bocca dello stomaco e dolore retrosternale, rigurgiti acidi (frequenti di notte e facilitati dalla posizione supina), alitosi, talvolta senso di raucedine, di “rospo in gola”, tosse stizzosa, disfagia (difficoltà a deglutire), ma non sono risolutivi. 

Una volta che si sia arrivati ad una diagnosi, per la quale è necessario sottoporsi ad un esame invasivo chiamato gastroscopia (introduzione di un sondino a fibre ottiche per via transnasale o attraverso la gola che permette di valutare le condizioni del tubo digerente dall’interno), si potrà approntare un piano di intervento che includa, oltre all’assunzione di farmaci antiacido, anche una dieta ad hoc e una modifica dello stile di vita.

E’ soprattutto importante evitare che l’infiammazione delle mucose esofagee si acuisca e porti alla formazione di lesioni precancerose (esofago di Barrett) e cancerose. A tal riguardo uno studio condotto dai ricercatori dell’Istituto oncologico veneto di Padova e pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition, ha dimostrato che introdurre una maggiore quantità di frutta nella dieta quotidiana, fare più sport e limitare al massimo il consumo di carni lavorate e conservate (ad esempio scatolette, salumi e insaccati), può ridurre in modo significativo il rischio di sviluppare un cancro dell’esofago nei pazienti che siano già sofferenti di reflusso.

Lo studio ha coinvolto un campione di 107 pazienti, che sono stati monitorati dal professor Stefano Realdon – Dirigente dell’Unità operativa di Endoscopia dello IOV – e dal suo team, attraverso un’attenta osservazione dello loro abitudini di vita e dietetiche.

E’ necessario, prima di passare ad elencare percentuali e risultati dell’indagine, premettere che questo studio aveva lo scopo di capire se l’aderenza alle linee guida stabilite dal Fondo mondiale per la Ricerca sul Cancro in tema di prevenzione di alcuni tumori poco conosciuti tra cui quello all’esofago, sia utile o meno. 

Tali raccomandazioni prevedono per l’appunto una modifica dell’alimentazione con un drastico taglio al consumo di carni, in particolare lavorate e conservate (quindi non fresche e cucinate al momento), e un aumento di cibi ricchi di antiossidanti e proprietà antinfiammatorie come frutta e verdura

Ebbene, cosa è emerso dallo studio? Considerando che tutti i pazienti campionati soffrivano di reflusso gastroesofageo, e che questo disturbo non è, di per sé, pericoloso per la salute, e che di questi alcuni avevano sviluppato l’esofago di Barrett e altri il tumore, ecco i dati:

  • Il 48% dei pazienti con reflusso (quindi non a rischio), svolgeva attività fisica regolare
  • Il 20% dei pazienti con esofago di Barrett (a rischio perché si tratta di una lesione precancerosa), svolgeva attività fisica regolare
  • Il 5% dei pazienti con tumore all’esofago svolgeva attività fisica regolare

Veniamo alla dieta:

  • Il 37% dei pazienti con solo reflusso consumava abitualmente frutta (ogni giorno)
  • Il 7% dei pazienti con esofago di Barrett consumava frutta ogni giorno
  • Il 5% dei pazienti con tumore all’esofago consumava frutta ogni giorno
  • Il 50% dei pazienti con reflusso consumava spesso carne lavorata
  • Il 64% dei pazienti con esofago di Barrett consumava spesso carne lavorata

 

Tirate voi le somme…

 

Foto | via Pixabay.com 

Fonti | link.springer.com e ilmessaggero.it 



A cura di Paola Perria, Giornalista pubblicista iscritta all'Albo dal 2009, Master I livello in Gender Equality-Strategie per l’equità di Genere con tesi sulla medicina di genere.
Profilo Linkedin di Paola Perria
 

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