Curva da carico in gravidanza: cos'è e a cosa serve

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Curva da carico in gravidanza: cos'è e a cosa serve

04-05-2015 - scritto da Angela Nanni

La curva da carico è un esame prescritto in gravidanza per assicurarsi che la futura mamma non abbia il diabete gestazionale.

Curva da carico o test da carico o curva glicemica: i valori in gravidanza.

Curva da carico in gravidanza: cos'è e a cosa serve

Quando durante la gravidanza fa la sua comparsa il diabete, ovvero anche in assenza di una precedente storia di diabete i livelli di glucosio nel sangue sono superiori alla norma, si parla di diabete gestazionale.

Questa patologia di solito scompare subito dopo il parto, ma la sua insorgenza durante la gravidanza può predisporre allo sviluppo di diabete di tipo 2 più in là negli anni; se non è debitamente controllato in gravidanza, poi, può esporre il nascituro a diversi problemi di salute, come:

  • essere più grande del normale per l’età gestazionale (cosa che può impedire il parto naturale)
  • presentare ipoglicemia dopo il parto (poichè nell'utero il bambino si ritrova a “navigare” nello zucchero)​. In questo caso l’allattamento al seno può aiutare a ripristinare la glicemia ottimale in breve tempo
  • accusare difficoltà respiratorie o sviluppo di ittero 

 

Alcune donne possono evidenziare una sintomatologia che in qualche preannuncia che può esserci un problema di diabete, altre sono del tutto asintomatiche.  

Sono considerate pazienti a basso rischio diabete gestazionale le donne con un’età inferiore ai 25 anni, normopeso prima della gravidanza, che non hanno parenti di primo grado affette da diabete e che non hanno mai evidenziato iperglicemia. Per queste pazienti in genere fra la 24.ma e la 28.ma settimana di gestazione, insieme agli esami del sangue di routine, si consiglia anche lo screening per il diabete gestazionale.

Invece per le donne a rischio diabete gestazionale che hanno diversi parenti prossimi con diabete di tipo 2, che evidenziano obesità severa o che hanno sviluppato il diabete gestazionale in una precedente gravidanza, lo screening può essere fatto anche in una fase più precoce della gestazione.

Per capire se la donna è a rischio diabete gestazionale si consiglia di effettuare la curva da carico glicemico (OGTT o Oral Glucose Tolerance Test) un esame del sangue da effettuare prima e dopo la somministrazione di un "beverone" contenente di una certa quantità di glucosio. L’organismo umano, infatti, reagisce al rapido aumento della glicemia per effetto della dose di glucosio assunta, con un aumento nella produzione di insulina che ha il compito di impedire al glucosio assunto per bocca di raggiungere il livello soglia relativo alla quantità somministrata; se il glucosio sale oltre il lecito vuol dire che vi è una ridotta tolleranza al glucosio e che quindi l’insulina non è prodotta in quantità sufficienti e questa situazione può preludere allo sviluppo del diabete. 

Generalmente per effettuare la curva da carico glicemico si misura la glicemia a digiuno, poi si somministrano per bocca 75 mg di glucosio e infine si valuta la glicemia dopo un’ora e dopo due.

Ecco i valori soglia in gravidanza:

  • la glicemia a digiuno non deve superare i 92 mg/dl
  • la glicemia dopo 60 minuti non deve superare i 180 mgdl 
  • la glicemia dopo 120 minuti non deve superare i 153 mgdl

 

Se i valori non rientrano nel range della normalità si fa diagnosi di diabete gestazionale: a questo punto si consiglierà alla gestante di svolgere regolarmente un’attività fisica di moderata intensità e di migliorare la dieta quotidiana con una limitazione degli zuccheri semplici (dolci, bibite, zucchero nel caffè ecc.), dei carboidrati (pasta, pane ecc.) e in generale degli alimenti ad alto indice glicemico.

Generalmente per un’assunzione calorica di circa 1800 Kcal al giorno viene consigliato di assumerne un 50-60% provenienti dai carboidrati (da preferire quelli integrali), il 20% dalle proteine e il 25% dai grassi, con forte limitazione dei grassi animali. L’alimentazione, infine, deve essere molto ricca in fibre per questo via libera a verdura e legumi. Se nonostante questi accorgimenti la glicemia non si normalizza può essere necessario ricorrere all’insulina, ma questo avviene nella minoranza dei casi.

Ovviamente dal momento della diagnosi occorrerà tenere controllata la glicemia tutti i giorni, sia a digiuno sia dopo i pasti, tramite un apposito dispositivo medico per l'automonitoraggio domestico: il glucometro. In pratica con un aghetto a scomparsa viene praticato un piccolo buchino su un dito e tramite un'apposita striscia di test viene misurato il valore della glicemia del piccolo campione di sangue raccolto. L’accuratezza tra la glicemia misurata dal glucometro e quella rilevata in laboratorio, con il normale esame del sangue, viene considerata mediamente buona, quindi sicuramente attendibile.



A cura di Angela Nanni, Farmacista iscritta all'Albo dal 2005 e Redattore medico scientifico freelance.
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ATTENZIONE: le informazioni che ti propongo nei miei articoli, seppur visionate dal team di medici e giornalisti di ForumSalute, sono generali e come tali vanno considerate, non possono essere utilizzate a fini diagnostici o terapeutici. Il medico deve rimanere sempre la tua figura di riferimento.



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